Analisi in alcuni comuni asfissiati dai clan

Nei fortini delle mafie il M5S vince ma non sbanca

di Roberto Galullo

(Ansa)

7' di lettura

Nei fortini delle mafie si vota poco e quel poco premia il M5S in Sicilia, Campania e Puglia ma non in Calabria. L'analisi numerica del voto, che prende a campione i risultati di alcuni tra i Comuni più noti alle cronache della criminalità organizzata e della giustizia, mette a nudo la disaffezione al voto nel Sud e la speranza (quasi ovunque) riposta nel Movimento guidato dal campano Luigi Di Maio. L'analisi del voto apre la strada però anche ad alcune interpretazioni ma credere di avere la giusta chiave di lettura, al momento, è impensabile. Saranno il tempo e altri ricorsi alle urne a chiarire le idee.

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I poteri criminali da un po' di tempo potrebbero restare alla finestra con le loro folte truppe cammellate che prima venivano spinte al voto (si veda l'alto tasso di astensionismo rispetto al resto dell'Italia). Oppure quei poteri criminali potrebbero aver fiutato il vento e averlo fatto soffiare, come è spesso accaduto nel passato, a favore del cavallo vincente. Anche a insaputa e a dispetto del fantino. O, ancora, potrebbero preferire puntare le proprie carte su nomi affidabili, spendibili e non su politici nati dal nulla e comunque non nei laboratori criminali-affaristici. Mettiamo un punto fermo prima di andare avanti. In Italia la quota di votanti è stata del 72,93%, in Campania del 68,17%, in Calabria del 63,63%, in Puglia del 69,07% e in Sicilia del 62,75%.

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La Campania
Nella circoscrizione Campania 1 il M5S, che in questa regione ha in Luigi Di Maio il suo leader e premier in pectore, il M5S ha preso 828.359 voti, pari al 54,13% del totale e 11 seggi. La percentuale di voto è stata del 65,33%. In Campania 2 il M5S ha preso 659.143 voti, pari al 44,53% con 8 seggi e dunque l'”effetto Di Maio” in presa diretta è sceso sensibilmente. La percentuale di votanti e stata del 71,33%, addirittura più elevata. Al Senato il M5S ha preso 1.306.465 voti, pari al 48,74% e 9 seggi. La percentuale di votanti è stata del 67,84%. Di Maio nel collegio di Acerra ha preso il 63,41%. Casal Di Principe è il regno degli Schiavone, Bidognetti, Zagaria e compagnia criminale. A Casal Di Principe, incardinato nel collegio uninominale 5 di Aversa, il M5S ha preso il 52,67% a fronte di un tasso di votanti del 63,57%. Al Senato, collegio di Caserta, il M5S a Casal Di Principe ha preso il 52,27%. A Mondragone, altra tessera del potere mafioso dei Casalesi, inserito nel collegio uninominale 4 di Santa Maria Capua Vetere, il M5S ha preso il 38,29%, poco meno del centrodestra (39,29%) e con una percentuale di voto del 60,73%. Al Senato, collegio uninominale 1 di Benevento, il M5S ha preso il 39,36% contro il 42,88% del centrodestra, con una percentuale di votanti del 60,87%.

Ad Afragola – dove il clan Moccia fino a Caivano, Casoria e Arzano ha ancora il suo perché – nel collegio uninominale di Casoria, il M5S ha preso il 57,68%, con una percentuale di voto del 59,56%. Nel collegio uninominale 6 al Senato di Casoria, il M5S ha preso il 54,07%.

A Torre del Greco – dove Ascione rappresenta il nome storico – nel collegio uninominale 11, il M5S ha preso il 57,02% a fronte di una percentuale di votanti del 61,43%. Al Senato, nel collegio uninominale 9, il M5S ha preso il 56,55%.

In Calabria
In Calabria il M5S ha preso complessivamente 406.895 voti, pari al 43,39% con 5 seggi. La percentuale di votanti è stata del 63,63%. Al Senato ha totalizzato 369.365 voti, pari al 43,56% e per questo ramo del Parlamento la percentuale di votanti è stata del 63,50%.

A Locri – dove solo per citare una ‘ndrina ci fermiamo ai Cordì – nel collegio uninominale 7 di Gioia Tauro, il M5S, dove ha comunque vinto il candidato del centrodestra, ha preso il 35,73% dei voti. Al Senato, collegio uninominale 4 di Reggio Calabria, il M5S ha preso il 36,63% dei voti. Tasso di votanti: 62% circa
Platì, stesso collegio di Locri – dove sotto il cappello dei Barbaro hanno visto la luce per decenni le famiglie Perre, Trimboli, Agresta, Catanzariti, Sergi, Papalia e Musitano – il M5S ha preso solo il 15,65% dei voti con una percentuale elevatissima (65,54%) andata al centro destra. Ha votato però solo il 43,39% degli aventi diritto. Al Senato il M5S ha preso il 16,04% e anche qui ha stravinto il centrodestra.

A San Luca – paesino aspromontano dal quale le famiglie Pelle, Vottari, Romeo, Strangio e Nirta sono partite per poi farsi la guerra perfino nel cuore della Germania con la strage di Duisburg del ferragosto 2007 – il M5S alla Camera, stesso collegio di Platì e Locri, ha preso il 28,71% dei voti, con centrodestra e centrosinistra che si sono suddivisi il 30% circa a testa ma, soprattutto, con un tasso di votanti di appena il 37,90%.

Curiosamente a Buccinasco (Milano), battezzata per anni la “Platì del nord”, dove il 22% dei cittadini è di origine aspromontana (tra Platì e Bianco) il M5S ha preso appena il 25,34% nel collegio uninominale 15 di Rozzano, con il centrodestra che ha preso il 42,27%. Qui però la percentuale di votanti ha toccato il 79,43%. Al Senato il M5S ha preso il 25,26% e qui ha stravinto il candidato del centrodestra (il collegio è uninominale 4).

Ad Ardore – nel quale oltre ad estendersi il potere dei clan di Platì c'è un soffocante potere della massoneria deviata – il M5S (stesso collegio di San Luca) il M5S ha preso il 25,06% dei suffragi e il tasso di voto è stato del 61,23%. Ha vinto, anche qui, il centrodestra. Al Senato il M5S ha preso il 27,92% dei voti.
A Sant'Onofrio – nel quale i Bonavota hanno ancora un peso e che è diventata famosa in tutta Italia alcuni anni fa per la sospensione della festa pasquale dell'Affruntata a causa delle interferenze malavitose – nel collegio uninominale 6 di Vibo Valentia, il M5S ha preso il 23,50% dei voti, addirittura più della percentuale che è toccata alla candidata (23,46%). Al Senato, collegio 3 di Catanzaro, il M5S ha preso il 23,55% dei voti e il centrodestra ha preso il 46,65%, con un tasso di votanti del 66,91%.

A Cetraro – regno dei Muto – inserito nel collegio uninominale 1 di Castrovillari, il M5S ha raccolto il 43,18% delle preferenze e la percentuale di voto è stata del 63,39%. Al Senato, collegio uninominale 2 Cosenza, il Movimento ha preso il 44,72%.

In Sicilia
Nella circoscrizione Sicilia 1 il M5S ha preso 538.853 pari al 48,15% con 8 seggi e votanti al 61,25%. In Sicilia 2 ha preso 642.504 con il 49,26% dei voti e 9 seggi. Il tasso di partecipazione è stato del 64,10%. Al Senato, Sicilia 1, il M5S ha preso 523.620 voti, pari al 47,29% e 4 seggi. Il tasso di votanti è stato del 61,66%. Sempre al Senato, ma questa volta Sicilia 2, il M5S ha preso 531.395 voti, pari al 48,88% dei voti e 4 seggi. La percentuale di votanti è stata del 64,43%.
A Castelvetrano, patria di Matteo Messina Denaro, nel collegio uninominale 9 di Mazara del Vallo, il M5S ha preso il 55,28% e la percentuale di votanti è stata del 64,38%. Al Senato, nel collegio uninominale 4 di Agrigento, il M5S ha preso il 54,95%.

A Corleone, dove Riina e Provenzano ci sono anche se non ci sono più, nel collegio uninominale 6 di Monreale, il M5S ha preso il 56,55% dei voti e la percentuale complessiva è stata del 66,08%. Al Senato, nel collegio uninominale 3 di Marsala, il M5S ha preso il 52,91%.

A Bagheria, dove ancora domina una Cosa nostra ancestrale, nel collegio uninominale 5 il M5S ha preso il 38,71% dei voti mentre il centrodestra complessivamente ha preso il 45,73%. Al Senato, collegio uninominale 2 di Palermo-Bagheria, il M5S ha preso il 36,94% e il centrodestra il 46,74%. Il tasso di voto è stato del 61,99%.

A San Cataldo, dove un boss come Piddu Madonia è stato svezzato da Cosa nostra, nel collegio uninominale di Gela, il M5S ha preso il 54,35% dei consensi, con un tasso di voto del 67,04%. Al Senato il M5S ha preso il 53,14%.

In Puglia il M5S ha preso 981.580 voti, pari al 44,94% dei voti e 12 seggi. La percentuale di voto è stata del 69,07%. Al Senato il M5S ha preso 873.237 voti, pari al 44,11% e sei seggi. La percentuale di voto è stata del 69,14%.

A Ceglie Messapica, insieme a Mesagne una delle capitali della Sacra corona unita, nel collegio uninominale 13 di Brindisi, il M5S ha preso il 30,78% contro il 51,24% del centrodestra, con una percentuale di voto del 65,19%. Al Senato, collegio uninominale di Brindisi, il M5S ha preso il 31,06% contro il 50,08% del centrodestra, con una percentuale di voto del 65,48%.

A Mesagne, nel collegio uninominale 12 di Francavilla Fontana, il M5S ha preso il 46,69% dei voti, a fronte di una percentuale di votanti del 67,81%. Al Senato, nel collegio uninominale 5 di Lecce, il M5S ha preso il 49,15%.

A San Severo –, dove, così come per Cerignola, comincia ad essere sempre più asfissiante la presenza della “Società”, vale a dire la mafia foggiana – inserita nel collegio uninominale 14, il M5S ha preso il 46,37% a fronte di una percentuale di votanti del 67,54%. Al Senato, nel collegio uninominale 8 di Foggia, il M5S ha preso il 45,83%.

Nel collegio uninominale 15 di Cerignola, il M5S ha preso il 41,11% a fronte di una percentuale di votanti del 58,10%. Il centrodestra si è fermato al 37,50%. Al Senato, nel collegio uninominale di Andria, il M5S ha preso il 39,61%, di un filo superiore al candidato del centrodestra. Secondo l'ultima relazione della Direzione investigativa antimafia (Dia) la mafia più ricca in Puglia è proprio quella di Cerignola.

r.galullo@ilsole24ore.com

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