Startup

Nei primi 6 mesi del 2021 in Italia sono stati investiti più di 600 milioni di euro in startup

Secondo le stime di StartupItalia Alliance si potrà chiudere l'anno 2021 con oltre 1 miliardo di investimenti

di L.Tre.

3' di lettura

Nei primi 6 mesi del 2021 in Italia sono stati investiti più di 600 milioni di euro in startup e imprese innovative. Per l'esattezza 628 milioni. La somma è stata calcolata da UpBase (il database dell'ecosistema italiano dell’innovazione digitale powered by StartupItalia Alliance) e tiene conto dei round, del crowdfunding e degli investimenti di business angel resi noti ai media. Si tratta di una cifra record se di pensa che in tutto il 2020 gli investimenti totali in startup avevano superato non di molto i 700 milioni.
Questi numeri, sostengono gli autori, fanno sperare che si possa chiudere l'anno 2021 con oltre 1 miliardo di investimenti in startup anche se la proiezione, in realtà, è più ottimistica e ci dice che l'Italia potrebbe superare il miliardo e 700 milioni.

Le 72 operazioni di crowdfunding già concluse nei primi 6 mesi del 2021 hanno cubato complessivamente 48 milioni di euro, dieci milioni in più rispetto al primo semestre del 2020 quando sono stati 38 i milioni raccolti con il crowdfunding. Da evidenziare ancora il lavoro di CDP Venture Capital che complessivamente (da quando è stato istituito nel 2020) ha supportato oltre 680 startup con una raccolta complessiva di 400 milioni di euro.Una serie di buone notizie per tutto l'ecosistema italiano dell'innovazione e per l'intero Paese a cui si affianca un altro segnale positivo: sempre più spesso i fondi stranieri decidono di investire in startup made in Italy. Infatti si registrano già oltre 10 operazioni superiori ai 10 milioni di euro.

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Exit e operazioni importanti: oltre 10 round che superano i 10 milioni

Tra le operazioni più rilevanti dei primi 6 mesi del 2021 ci sono i 100 milioni di Everli che ha avuto come lead investor Verlinvest; l'aumento di capitale di Casavo che ha chiuso un round da 50 milioni a cui si è aggiunta una linea di credito da 150 milioni di euro da parte di Goldman & Sachs; ancora i 32 milioni di Tannico deliberati per la crescita esterna, che ha visto contemporaneamente siglato un accordo per l'acquisizione di una partecipazione di maggioranza di uno dei principali operatori e-commerce di vino francesi: Ventealaproprieté. Poi i 30 milioni di DoveVivo tramite StarTIP S.r.l controllata di Tamburi SpA; i 10 milioni di Green Bone a cui hanno partecipato Innogest, 3B Future Health Fund, (precedentemente Helsinn Investment Fund), Meta Venture, CDP Venture Capital Sgr, Italian Angels for Growth; i 34 milioni di Cortilia con un round guidato da Red Circle Investments, i 40 milioni di Scalapay guidato da Fasanara Capital; e di pochissimi giorni fa anche il round di BrumBrum da 65 milioni di euro. Tutti i round da Gennaio a Giugno 2021Nel primo semestre del 2021 si sono contate oltre 80 operazioni di investimento.

Il covid-19 non ha fermato le startup

«Il report ci conferma che il settore non si è fermato, nemmeno durante la pandemia, sostenuto dal solitamente più raro apporto degli investitori esteri, di quelli privati grazie alla relativa agevolazione fiscale promossa dal MISE, e anche per l'impegno di CDP Venture Capital - spiega Filippo Satolli, CEO di StartupItalia e responsabile di Alliance -. Chiare prove che finalmente anche in Italia l'interesse, anche economico, nei confronti delle startup è aumentato. E ora che ci stiamo mettendo alle spalle un anno complesso in cui il comparto ha saputo raccogliere tutti i più piccoli segnali e trasformarli, la sfida è accrescerne consapevolezza e maturità. Un elemento di grande attrattività può essere il made in Italy, coinvolto da un travolgente processo di trasformazione digitale, e ritenuto sempre più strategico da aziende e investitori. La strada è ancora lunga e l'ecosistema dell'innovazione italiana sta investendo e lavorando per colmare il gap che ancora nel nostro Paese contrappone le nuove imprese del Sud a quelle del Centro-Nord. L'obiettivo è raggiungere un'unica velocità e dare a tutte le nuove imprese le medesime opportunità di crescita».

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