Architettura

Nei progetti dei nuovi hotel: territorio, social e molto lusso

Gli architetti creano luoghi ricchi di identità locale con spazi per l’aggregazione e la condivisione (anche online)

di Paola Pierotti


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3' di lettura

Con i social network tutti sentono il bisogno di collocarsi in un contesto che meriti di essere condiviso, esibito, attraverso le immagini. Così Patricia Viel commenta le tendenze dell’hotellerie, associandole al «crescente ed esigentissimo mercato dell’esperienza. Ma un luogo bello, ben disegnato, elegante è solo l'ordito del racconto. La trama, l’energia delle cose che in quel luogo accadono rappresenta – spiega – almeno l’altra metà del progetto. L’ospitalità alberghiera, a tutti i livelli, richiede un livello di competenza in evoluzione: gli hotel devono diventare strumenti attraverso cui accedere in profondità alla conoscenza di un luogo in quel momento». Lo studio Citterio-Viel sta costruendo a Mosca un albergo per Bulgari, recuperando 5 edifici in un isolato costruito tra il 700 e l’inizio del 900, adiacente al Conservatorio. «La prima volta che ho visitato questo luogo in rovina – racconta Viel – era mattino, ricordo la luce livida dell’inverno russo. Si sentiva un violino esercitarsi con un Capriccio di Paganini. Ecco, abbiamo lavorato con l’ossessione di non perdere quel momento, di poterlo ricreare continuamente».

Nell’ambito di un recente convegno in Bocconi si è evidenziato che lo sviluppo passa attraverso modelli di business molto diversi tra loro, ma caratterizzati dall’identità forte e dall’attenzione alla sostenibilità. «Prodotti – ha dichiarato Giorgio Palmucci, presidente Confindustria Alberghi – costruiti e valorizzati con attenzione al design, in dialogo con il territorio e con quegli elementi della italianità che sono il nostro vantaggio competitivo».

Renzo Iorio, per 25 anni nel gruppo Accor, oggi è ceo di Nugo, piattaforma digitale di Trenitalia che allarga il suo campo anche ai servizi a destinazione, è la testimonianza di come le contaminazioni possano fare innovazione. «I grandi operatori – è il suo punto di vista – si stanno polarizzando attorno o ad alberghi iconici e di grande qualità, com’è ad esempio il Sofitel di Roma, un boutique hotel 5 stelle con vista su Villa Borghese, da poco inaugurato; o su strutture che puntano tutto sull’aggregazione, dove i piani terra sono aperti alla città con aree food&beverage, ma anche con spazi per il coworking». Per questa seconda categoria il riferimento è all’onda di successo di catene come Mama Shelter, Qbic hotels o Moxy del gruppo Marriott.

Terza area di ricerca rimane quella «legata al recupero del patrimonio in chiave autentica con attenzione ai servizi e all’uso dello spazio, mai seriale, spesso di piccole dimensioni». Conventi, palazzi storici, chiese e stazioni diventano strutture per l’accoglienza. A Venezia, in un ex convento sull’isola di Sant’Elena, ha aperto Indigo; interior design a cura di The Hickson Design Partnership (Thdp). «A Milano in Corso Italia al posto dello storico palazzo del Touring Club ci sarà un nuovo hotel Radisson Collection progettato da Studio Marco Piva. A ridosso di Citylife, invece, recuperando una chiesa sconsacarata, Quattroassociati firma il progetto di un 4 stelle, un Nh con target prevalentemente business». Paolo Cardano della Igefi racconta gli investimenti nel settore dell’hotellerie, evidenziando l’identikit delle operazioni di valore. «Nella ricerca del gestore ci preoccupiamo dell’affidabilità e solidità della catena. Coinvolgiamo architetti per valorizzare edifici e luoghi, esaltandone la storia e conferendo un carattere contemporaneo, unico».

A Torino il gruppo Fs ha venduto il complesso dell’ex stazione Porta Nuova a Vastint Hospitality (gruppo Ikea) che sta sviluppando in Europa un portafoglio di una cinquantina di hotel dedicati ai Millennials. In campo per la progettazione c’è Eclettico Design, brand dello studio Lombardini22. «Entro fine anno partirà il cantiere, sarà un progetto di restauro, con l’integrazione di elementi nuovi realizzati con soluzioni industrializzate – dice il managing director Giuseppe Varsavia –. Il tema dei social-hotel è effettivamente di moda e ce ne stiamo occupando per diverse catene. Per le Terme di Saturnia, ad esempio, stiamo realizzato un hotel di lusso insieme allo studio Thdp che cura l’interior design». Eccellenze date dal giusto mix di design e location prestigiose, com’è per il Grand Park Hotel di Rovigno (Croazia), affacciato sul porto turistico, ideato dallo studio Lissoni in collaborazione con Studio 3LHD, e inaugurato la scorsa primavera. Varsavia aggiunge alla classificazione fatta da Iorio una quarta tipologia, legata alla «rinascita del resort, con richieste interessanti in regioni come la Puglia ma anche a ridosso di città come Roma dove si cercano strutture con minimo 200 camere».

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