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Nei radar dei private equity le selle da ciclismo Royal

Offerte a febbraio per il leader mondiale. Obiettivo: l’espansione nei mercati esteri

di Carlo Festa

(REUTERS)

2' di lettura

Sono ancora le due ruote a catturare l’interesse dei grandi investitori finanziari: un settore Old Economy in senso stretto, con radici lontane, soprattutto nel Veneto, dove è nata la Silicon Valley italiana della bicicletta.

Questa volta i private equity hanno aperto il dossier di Selle Royal, famosa azienda vicentina che controlla il 25% della produzione mondiale delle selle da biciclette.

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Secondo indiscrezioni negli ultimi anni la famiglia azionista sarebbe stata più volte avvicinata da investitori finanziari. Così, di recente, sarebbe stato affidato alla banca d’affari svizzera Ubs un incarico esplorativo per valutare le possibili manifestazioni d’interesse. L’obiettivo, almeno al momento, secondo quanto riferito da fonti vicine all’azienda, sarebbe una partnership per accelerare la crescita internazionale del gruppo. Le offerte preliminari sono attese a metà febbraio.

Selle Royal è stata fondata nel 1956 da Riccardo Bigolin e già negli anni 80 e 90 è diventata partner delle principali case che producono biciclette, grazie al design e all’esame di laboratori di ricerca bioingegneristica di molte università europee.

Oggi il gruppo è guidato dalla figlia di Riccardo Bigolin, Barbara, che è amministratore delegato e presidente, ma anche azionista assieme alle due sorelle. In sessant'anni Selle Royal è diventata un’azienda globale acquisendo una società in Inghilterra, dove produce le selle di cuoio Brooks England, una negli Stati Uniti, una in Brasile. Infine nel 2010 ha rilevato Justek, numero uno cinese del settore, arrivando a coprire i 5 Continenti.

Tanti i campioni che utilizzano i suoi marchi; a cominciare dall’ultimo trionfatore del Tour de France, Egan Bernal. Ma nella bacheca l’azienda può annoverare anche le vittorie in diversi campionati del Mondo, Giri d’Italia e Vuelta. Tra i marchi iconici ci sono l’italiano Fi’zi:k, creato in casa,o leader nel mondo per selle, scarpe e accessori, che fornisce i prodotti al team Ineos del campione Egan Bernal. Ma nel portafoglio ci sono anche i brand americani Crankbrothers, l’inglese Brooks e il giapponese Pedal Ed. Il gruppo Selle Royal genera 130 milioni di euro di ricavi e 14,6 milioni di ebitda. L’export è al 90%.

Il settore è in forte crescita e orientato all’estero. In Italia il mercato della bicicletta vale circa 6 miliardi di euro secondo stime di Legambiente. Tra i maggiori marchi a livello globale ci sono numerose aziende italiane, in particolare venete: dai telai di Pinarello e Bottecchia alle selle targate Selle Italia e appunto Selle Royal, dalla componentistica di alta gamma di Campagnolo fino all’abbigliamento tecnico Manifattura Valcismon (che ha firmato i prodotti della nazionale azzurra e la maglia rosa del Giro d’Italia).

Il private equity è da anni attore protagonista del settore. Pinarello è infatti passata al fondo di private equity L-Catterton nel 2016. Ad inizio 2019 invece il fondo Equinox ha comprato il 40% proprio di Manifattura Valcismon. L’azienda bellunese, specializzata in abbigliamento tecnico sci di fondo, ciclismo, scialpinismo e biathlon con i suoi tre marchi Sportful, Castelli e Karpos, è stata valutata ben 200 milioni di euro.

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