LA RELAZIONE ANNUALE DEL GARANTE

Nel 2016 scioperi a quota 2.352. L’Autorità di vigilanza: livelli piuttosto elevati

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2' di lettura

Nel 2016 il ricorso allo sciopero nel settore dei servizi pubblici essenziali ha registrato un lieve aumento rispetto all’anno precedente. Stando alla relazione annuale che il presidente dell’Autorità garante degli scioperi Giuseppe Santoro Passarelli ha effettuato oggi alla Camera, infatti, le volte in cui è stato proclamato lo sciopero (nazionale, locale, settoriale, delle prestazioni straordinarie, etc.), sono state 2.352, contro i 2.261 casi del 2015. La legge affida all’Autorità di garanzia il compito di garantire che gli scioperi avvengano nel pieno rispetto delle regole.

Nel 2016 il ricorso allo sciopero è stato eccessivo
L’Autorità ha sottolineato che il ricorso allo sciopero, seppur nel rispetto della normativa di riferimento, è stato comunque eccessivo. Che fare? «Una possibile soluzione - si legge nella relazione - consiste nell’affrontare il problema della verifica della rappresentatività sindacale». Potrebbe essere utile «collegare il potere di proclamazione dello sciopero, nel settore dei servizi pubblici essenziali, al raggiungimento di parametri di rappresentatività».

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In calo le giornate interessate dalle agitazioni
Nel 2016 sono invece diminuite le giornate interessate dalle azioni di sciopero: 840, contro le 939 del 2015. Si tratta - si legge nella relazione - «di scioperi proclamati, ormai in larga parte, nel rispetto delle norme di legge e di regolamento che governano il conflitto nei servizi pubblici essenziali».

Scioperi illegittimi: gli interventi della Commissione
La Commissione, a seguito di proclamazioni ritenute illegittime, è intervenuta con il proprio potere di segnalazione preventiva in 466 casi su 840. Questi interventi di dissuasione hanno avuto un tasso di adeguamento pressoché totale (oltre il 96%). In conseguenza di ciò, sono state solo 23 le delibere di valutazione del comportamento dei soggetti sindacali, dei singoli lavoratori, o dei datori di lavoro.

L’attività di mediazione per evitare la protesta
Per evitare lo sciopero la Commissione è stata chiamata a esercitare un ruolo di mediazione: sono state 36 le audizioni svolte nel 2016.

Trovare le risorse per rinnovare i contratti
Nella relazione il Garante ha richiamato l’attenzione delle istituzioni pubbliche sull’esigenza di individuare le risorse disponibili per la conclusione e i rinnovi dei contratti collettivi nazionali, «dal momento che una persistente situazione di incertezza, a seguito della loro naturale scadenza, contribuisce ad alimentare il conflitto, spingendolo spesso anche fuori dal controllo delle organizzazioni sindacali».

Dopo lo sciopero dei taxi di marzo è un’azione di lotta da riconsiderare
Infine, una stoccata contro gli scioperi che creano inutili disagi per i cittadini. Il Garante non ha dubbi: dopo «l’astensione improvvisa dei taxi effettuata a marzo di quest'anno in dispregio a tutte le regole previste dalla legge» il conflitto nel settore dei servizi «non è più riconducibile alla figura dello sciopero», inteso come astensione dal lavoro di lavoratori subordinati. Secondo Passarelli, dunque, queste azioni «rappresentano piuttosto l'espressione del potere di coalizione di gruppi professionali organizzati». Si profila dunque, per l’Autorità Garante, «l’esigenza di riconsiderare tale azione di lotta sindacale oltre la sua tradizionale rilevanza ideologica di strumento di liberazione dal bisogno, o di emancipazione sociale».

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