l’organismo stragiudiziale della consob

Nel 2017 boom di ricorsi all’Arbitro delle controversie, pesano banche venete

di Redazione Roma


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(ANSA)

2' di lettura

Boom di ricorsi all'Arbitro per le controversie finanziarie (Acf), l'organismo di risoluzione stragiudiziale dei contenziosi tra risparmiatori e intermediari istituito poco più di un anno fa dalla Commissione nazionale per le società e la Borsa. Nella sua prima relazione annuale, presentata questa mattina presso la sede della Consob a Roma, l'Acf registra ben 1.893 istanze presentate, con una media di oltre cinque ricorsi al giorno, superiore ad ogni previsione. In particolare, nel solo trimestre maggio-luglio 2017 sono pervenuti 692 ricorsi, un picco dovuto in parte ad una sempre maggiore conoscenza di questo nuovo strumento di tutela del consumatore ma soprattutto a «eventi congiunturali». Negli stessi mesi, infatti, molti risparmiatori-azionisti di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza si sono rivolti all'Arbitro dopo l'avvio della procedura di liquidazione coatta amministrativa dei due istituti prevista dal Dl 99/2017.

R isarcimenti medi da 27mila euro
Passando all'oggetto delle contestazioni, la gran parte (57%) è connessa all'attività di consulenza in materia di investimenti, e in particolare l'esecuzione di ordini per conto di clienti (15,8%). Nel loro insieme, il controvalore delle richieste arrivate all'Acf dai ricorrenti è di oltre 80 milioni di euro, con un importo medio di 55mila euro. A fronte dei 1.469 ricorsi ritenuti ammissibili e ricevibili (l'80%), l'importo minimo richiesto è stato di 41 euro, il massimo di 500mila. Quanto ai risarcimenti deliberati dall'Arbitro, complessivamente ammontano a 5,2 milioni di euro, con una media di 27.175 euro a ricorso. Tutto sommato veloci i tempi di trattazione: lo standard è di 180 giorni, con una media di 195 giorni.

Controversie finanziarie, in campo il nuovo Arbitro Consob

Il 31% dei ricorsi “targato” Veneto
Dal punto di vista della provenienza, la maggior parte dei ricorsi per contestare l'attività svolta da banche e altri intermediari finanziari è arrivata dal Nord Italia (1.076 contro i 424 che fanno capo a soggetti residenti al Centro e i 330 di quelli residenti al Sud). E in particolare, in linea con le vicende delle due banche, il 31% dei ricorsi è arrivato dal Veneto. Nel 2017 i ricorsi pervenuti sono stati quasi interamente presentati da persone fisiche (96,5% dei casi) con una massima concentrazione nella fascia di età 45-74 anni. Il 57% dei risparmiatori che si è rivolto all'Acf, inoltre, ha preferito avvalersi dell'assistenza di un procuratore.

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