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Nel 2019 Phillips conferma la crescita grazie alle private sales

Con un fatturato di 908 milioni di dollari, la casa d'aste chiude l'anno con -1%. In aumento le private sales e il mercato medio. Forte l’online

di Silvia Anna Barrilà

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“Before the Shot” di Norman Rockwell del 1958

Con un fatturato di 908 milioni di dollari, la casa d'aste chiude l'anno con -1%. In aumento le private sales e il mercato medio. Forte l’online


4' di lettura

Dopo un 2018 da record, con il risultato più alto della sua storia, pari a 916,5 milioni di dollari, Phillips chiude il 2019 con un fatturato totale di 908 milioni di dollari, sostanzialmente in linea con l'anno precedente (-1%) rispetto al boom del 29% sul 2017 e del 129% dal 2014.

In aumento le vendite private
Le vendite all'asta sono leggermente diminuite rispetto all'anno scorso: il totale di 736 milioni rappresenta il 7,3% in meno rispetto ai 794,3 milioni del 2018, mentre sono aumentate del 34% le vendite private, da 122,2 milioni nel 2018 a 171,8 milioni nel 2019. Già l'anno scorso le private sales erano aumentate del 46% rispetto al 27% di incremento delle aste, quindi il mercato sembra preferire la trattativa privata alla vendita pubblica. La piattaforma per le private sales e selling exhibitions Phillips X ha organizzato alcune mostre che seguono chiaramente i trend del mercato, come quella dedicata a Banksy a Taipei, che ha attratto 12.000 visitatori in una settimana; “American African American”, dedicata alla black art; e “Foujita/Sanyu: Muses and Models” a Parigi e Hong Kong.

Alex Katz, Blue Umbrella I, 1972, olio su tela, 86,7 x 121,9 cm, stima 800.000-1.200.000 sterline, venduto a 3.375.000 sterline, Courtesy Phillips

La crescita del mercato medio
“Nonostante il clima difficile a livello globale, il totale delle vendite si è mantenuto in linea con il salto in avanti fatto da Phillips nel 2018” ha commentato Edward Dolman, amministratore delegato, che da quando è arrivato nel 2014 ha impresso una svolta alla casa d'aste e ha fatto crescere il team con figure di rilievo sottratte a Sotheby's e Christie's. “È un risultato che riflette la nostra strategia basata sulle tendenze del collezionismo internazionale, sul focus sulla qualità e sull'offerta digitale sempre più sofisticata. Il mercato dell'arte contemporanea sta entrando in un nuovo territorio grazie alla significativa crescita e vivacità del mercato medio, un'area in cui Phillips continua a essere una forza trainante. Non si tratta più di concentrarsi su un piccolo gruppo di collezionisti, ma piuttosto di incoraggiare una gamma più ampia di clienti globali”. Anche il presidente globale Cheyenne Westphal ha dichiarato che i risultati riflettono un mercato robusto e che, accanto all'aumento dei risultati delle aste principali, anche le aste diurne di arte del XX secolo e contemporanea hanno segnato record su record. Per esempio, l'asta diurna di novembre a New York ha registrato un aumento del 277% rispetto a novembre 2014.

Gio Ponti e Edina Altara, Chest of Drawers, circa 1951, stima 45-65.000 sterline, venduto a 337.500 sterline, Courtesy Phillips

Il mercato online
Uno strumento per raggiungere il mercato medio è certamente il digitale, che nel 2019 ha rappresentato una priorità per Phillips, apportando un totale di 75 milioni di dollari in vendite online, il 50% in più del 2018. Anche durante le aste fisiche, il 35% dei lotti sono stati venduti online e per il 65% dei lotti ci sono state offerte online. Il record per un'opera venduta online da Phillips è stato superato due volte nel mese di novembre: prima per un Patek Philippe Ref. 2499, venduto a 1,6 milioni di dollari, poi per “Red Bar” di Sean Scully, venduto per 1,76 milioni. Soprattutto le edizioni e le opere su carta vengono vendute sul web: il totale in questo segmento online è stato di 10,5 milioni di dollari, con il 55% in più rispetto al 2018. Anche nelle aste fisiche di edizioni e opere su carta, che hanno raggiunto un totale record di 25,9 milioni di dollari (altra conferma della crescita del mercato medio), il 52% dei lotti sono stati venduti online, e il 70% dei lotti ha ricevuto offerte in rete, il 52% dei lotti sono stati venduti online e il 70% dei lotti ha ricevuto offerte online.

Ritratto di Edward Dolman, Courtesy Phillips

Dall'America all'Asia
A livello regionale la strategia di Phillips è stata di riunire a New York opere d'arte di diversi periodi della storia dell'arte. Per esempio, un classico dell'arte americana come “Before the Shot” di Norman Rockwell del 1958 è stato venduto ad un collezionista d'arte contemporanea a 4,7 milioni di dollari. Nel 2020 Phillips aprirà a New York la sua nuova grande sede su Park Avenue.
Londra, invece, è stato il trampolino per il lancio sul mercato secondario di nuovi talenti, come Tschabalala Self e Nathaniel Mary Quinn. Inoltre, qui sono stati segnati record per artisti emergenti e midcareer, come Derek Fordjour, Sanya Kantarovsky, Simone Leigh e Rose Wylie. Durante la settimana di Frieze Phillips è stata l'unica casa d'aste a segnare un incremento del +28% sul 2018, con “Blue Umbrella I” di Alex Katz venduto a 3,4 milioni di sterline. In Europa Phillips ha ampliato la sua presenza durante il 2019 nominando nuovi rappresentanti a Zurigo e in Scandinavia.
La strategia in Asia è stata di presentare opere di artisti blue-chip sia occidentali che asiatici, come Zao Wou-Ki, Jean-Michel Basquiat, KAWS e Yoshitomo Nara. Così le aste a Hong Kong sono salite del 28% fino a 955 milioni di HK$, un record per Phillips e il 34% in più del 2018. I collezionisti asiatici sono diventati una parte vitale del business di Phillips: nel 2019 c'è stato un aumento degli acquisti del 77% da parte della Cina continentale, del 49% da Hong Kong e del 41% dal Giappone, dove la compagnia ha aperto un nuovo spazio espositivo a Tokyo. A Hong Kong aveva aperto una nuova sede nel 2018.

Jean-Michel Basquiat, The Ring, 1981, acrilico e pastello a olio su tela, 152,4 x 121,9 cm, stima 10-15 milioni di dollari, venduto a 15.035.000 dollari, Courtesy Phillips

Orologi, gioielli, design e fotografia
Per quanto riguarda i collectibles, Phillips ha ottenuto buoni risultati negli orologi a New York, dove l'asta “Game Changers”, con orologi di Jack Nicklaus e Marlon Brando, ha ottenuto i guanti bianchi. A Hong Kong il comparto ha segnato un +40% rispetto all'anno scorso (l'asta di novembre ha registrato 900 offerenti online). In generale le iscrizioni sul web per le aste di orologi sono aumentate dell'80% e l'87% delle offerte per gli orologi è arrivato dal sito. Per i gioielli è stata l'asta di dicembre a New York a dare i migliori risultati (+126% sul 2018), mentre nel design l'evento più importante è stata l'asta “La Casa di Fantasia”, organizzata in collaborazioni con l'italiana Cambi , dedicata a Giò Ponti.
Nel comparto della fotografia, a New York lo scatto di Helmut Newton “Sie kommen, Paris (Dressed and Naked)” ha registrato il prezzo più alto in assoluto ottenuto per una fotografia venduta all'asta nel 2019, pari a 1,8 milioni di dollari.

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