indagine federmeccanica

Nel 2019 produzione metalmeccanica in flessione del 3%

Italia ultima (dopo la Spagna) tra i principali paesi dell’area Ue, Cig in crescita del 64,1 per cento. «Una situazione già molto difficile prima dell’emergenza coronavirus può diventare drammatica»

(AFP)

3' di lettura

Nell'ultimo trimestre del 2019 l'attività produttiva metalmeccanica è stata caratterizzata da un'ulteriore forte contrazione. I volumi di produzione sono, infatti, diminuiti dell'1,3% rispetto al precedente trimestre e del 4,6% nel confronto con l'analogo periodo dell'anno precedente. Nel 2019 la produzione metalmeccanica ha evidenziato una flessione media pari al 3% rispetto al 2018 con cali pesanti per la meccanica strumentale (-2,8%), per i prodotti in metallo (-4,4%) e in particolare per l’automotive che ha perso circa il 10% della produzione. Questi i diffusi oggi i risultati dell'indagine congiunturale di Federmeccanica giunta alla sua 153ª edizione.

Dal Poz: emergenza può avere effetti devastanti
«Questa nuova indagine congiunturale – commenta il presidente di Federmeccanica Alberto Dal Poz - cade in un momento estremamente critico per l’economia italiana. Alla debolezza congiunturale si è sommata un'emergenza inaspettata, che può avere effetti devastanti. Alle conseguenze produttive ed economiche immediate derivanti dal blocco di moltissime attività dirette e indirette per gestire l'emergenza, si aggiunge un grave danno reputazionale per l'Italia e le sue imprese. Alcuni paesi esteri stanno bloccando i flussi di prodotti, cancellano incontri con commerciali o chiedono improbabili certificazioni virus-free solo perché siamo italiani. Per evitare conseguenze irreversibili è indispensabile ritornare subito alla normalità. Al momento è difficile quantificare gli effetti negativi che comunque, inevitabilmente, ci saranno nell'intera economia e in particolare per il settore metalmeccanico».

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Superati anche dalla Spagna
Complessivamente i nostri livelli di produzione risultano inferiori del 27,6% rispetto al periodo pre-recessivo (primo trimestre 2008) e, nel confronto con i principali paesi dell'area Ue, siamo in ultima posizione superati anche dalla Spagna. Una situazione particolarmente grave considerando anche le difficoltà dell'industria metalmeccanica europea dove la maggiore economia, la Germania, ha ridotto, sempre con riferimento al quarto trimestre, i volumi di produzione metalmeccanica dell'8,2% rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente.

«Le informazioni che derivano dalla nostra indagine, condotta presso le imprese metalmeccaniche prima della diffusione dell'epidemia da coronavirus - prosegue Dal Poz – già non lasciavano prevedere un miglioramento a breve della congiuntura settoriale. Le scorte di materie prime e di prodotti finiti risultavano in eccesso rispetto alle esigenze aziendali, il portafoglio ordini evidenziava un peggioramento così come le attese occupazionali a sei mesi prevedevano un ridimensionamento del numero di occupati. Oggi tutti gli indicatori già preoccupanti rischiano di dover essere rivisti in termini molto peggiorativi».

Il fronte occupazionale
Le dinamiche produttive osservate sono state determinate oltre che dall'andamento della domanda interna, anche da una diminuzione delle esportazioni metalmeccaniche che nell'ultimo trimestre dell'anno hanno
registrato una contrazione in valore dell'1,0% rispetto allo stesso periodo del 2018 con cali maggiori verso la Germania (-2,6%) e la Francia (-1,8%) e, tra i paesi extra comunitari, verso la Cina (-5,2%) e la Turchia (-8,6%).
Relativamente al fattore lavoro, si evidenzia, nel 2019, una diminuzione degli occupati nella grande industria dell'1,3% e un incremento delle ore autorizzate di Cig del 64,1%.

LA PRODUZIONE METALMECCANICA IN ITALIA

I° trimestre 2008 - IV trimestre 2018. Base 2015=100 (Fonte: Federmeccanica)

LA PRODUZIONE METALMECCANICA IN ITALIA

Incertezza dilagante e pervasiva
Per Stefano Franchi, direttore generale di Federmeccanica, il 2019 «è stato per la meccanica un anno difficilissimo e il 2020 può esserlo ancora di più. Il cambiamento che stiamo vivendo è profondo e strutturale: di produzione, di tecnologie, di filiere, di infrastrutture, di competenze e di organizzazione del lavoro. L'incertezza è dilagante e pervasiva. La congiuntura economica che stiamo vivendo non ci aiuta e le “crisi” hanno cicli sempre più ravvicinati con esiti imprevedibili, come quella che ora ci troviamo ad affrontare per l’emergenza coronavirus. Dobbiamo quindi agire sempre, e in ogni campo, affinchè le imprese possano operare in un contesto sostenibile che permetta loro di essere competitive».

DINAMICA SETTORIALE DELLA PRODUZIONE METALMECCANICA
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Per approfondire:
Ricavi dell'industria, primo calo dal 2015
Così la Cina sta rimettendo in moto la sua gigantesca industria

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