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Nel 2019 quasi 700 milioni alle start up made in Italy

di Lucilla Incorvati


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(freshidea - stock.adobe.com)

2' di lettura

Nel 2019 le startup hi-tech italiane hanno raccolto 694 milioni di euro, circa 100 milioni in più rispetto al 2018, anche se l’anno scorso il capitale a disposizione era quasi raddoppiato nell'arco di dodici mesi, Tuttavia, è più vicino l’obiettivo di raggiungere anche in Italia la soglia del miliardo di euro di investimenti annui. Con il 36% gli investimenti da attori informali (privati, incubator, business angel indipendenti, piattaforme di equitycrowdfunding) sono la prima fonte di finanziamento, segno sia di maggior cultura e sensibilizzazione sia di un primo effetto degli incentivi fiscali promossi dal MISE.

Con il 33% al secondo posto si piazzano gli investitori internazionali (possono essere sia formali sia informali) , dimostrando una crescente capacità del nostro ecosistema di attrarre capitali esteri in maniera sistematica e continua. In attesa della concretizzazione degli effetti del Fondo Nazionale per l'Innovazione, la teraza forza con un contributo del 31% è quella degli attori formali (fondi regionali, venture capital del Governo, corporate venture capital) , la terza forza (31%) .

Queste sono alcune delle evidenze emerse dall'Osservatorio Startup Hi-tech promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano* in collaborazione con Italia Startup - l’Associazione dell'ecosistema startup italiano - giunto alla sua settima edizione e presentato in occasione del convegno “Innovazione Digitale 2020: imprese e startup insieme verso l’open company”.

«Il valore complessivo investito in equity di startup hi-tech nel 2019 si avvicina ai 700 milioni di euro (+17%), mostrando un rallentamento che costituisce una parziale battuta di arresto rispetto a quello che lo scorso anno avevamo battezzato come il ‘giro di boa' verso l'obiettivo del miliardo di euro di finanziamenti annui» afferma Antonio Ghezzi, Direttore dell'Osservatorio Startup Hi-tech del Politecnico di Milano. «Nonostante l'ecosistema non abbia mantenuto i trend “eccezionali” fatti registrare nel 2018, è comunque importante sottolineare come la crescita 2019 resti un dato positivo: non dobbiamo infatti dimenticarci degli anni tra il 2012 ed il 2015, in cui il nostro ecosistema versava in una condizione altalenante che alternava timida crescita a contrazione, mentre quest'anno le nostre startup avranno comunque a disposizione 100 milioni di euro in più rispetto a dodici mesi fa».

Gli investimenti in startup hi-tech italiane nel 2019

Gli investimenti da parte di attori formali registrano una crescita ridotta (+12%), passando dai 192 milioni del 2018 ai 215 milioni del 2019, ma l'iniezione di questo tipo di fondi potrebbe essere stata solamente rinviata. Da una parte il Fondo Nazionale Innovazione (FNI) da 1 miliardo di euro, annunciato nel corso del 2018, ma solo recentemente concretizzato attraverso la nomina di un CdA, ha generato un atteggiamento attendista tra gli operatori. Dall’altra si stima che l’European Investment Fund (EIF) abbia allocato circa 1,6 miliardi di euro negli ultimi cinque anni all'ecosistema italiano, una cifra non ancora necessariamente messa a terra in investimenti diretti alle startup.

Un’altra nota positiva è il contributo attivo di Cassa Depositi e Prestiti (CDP): alcune concretizzazioni di tale avanzamento sono la recente nascita del fondo Progress Tech Transfer con dotazione da 40 milioni di euro e dedicato in particolare alla sostenibilità ambientale, così come la nascita del “fondo di fondi” ITATech.

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