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Nel 2020 consumi elettrici in calo del 5,3%

Terna: le fonti rinnovabili hanno coperto il 38% del fabbisogno. In dicembre un boom della domanda industriale. Corre l’export

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(kotoyamagami - Fotolia)

Terna: le fonti rinnovabili hanno coperto il 38% del fabbisogno. In dicembre un boom della domanda industriale. Corre l’export


2' di lettura

L’effetto virus sui consumi elettrici del 2020 si può sintetizzare in un numero. La domanda elettrica dell’anno passato è scesa del 5,3%. Lo rileva Terna (la Spa dell’alta tensione) nel nuovo rapporto mensile relativo al mese di dicembre.

I dati per l’intero 2020 sono ancora approssimati e in attesa di certificazione ma, con 302,7 miliardi di chilowattora usati in Italia l’anno scorso, già si possono trarre alcune indicazioni. Ovvio; si tratta di una media trilussiana che comprende i terrificanti mesi di marzo e aprile e la crescita sostenuta di dicembre.

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La domanda industriale

L’oscillazione della domanda elettrica è uno dei termometri più fedeli dell’andamento economico.
L’indice adottato da Terna per misurare l’andamento dell’industria e dell’economia è l’Imcei, che enumera i consumi delle aziende ad altissimo fabbisogno di elettricità allacciate direttamente alla rete di alta tensione.

L’indice industriale Imcei segna un anno (-7,9% rispetto al 2019) quasi tutto il posizione negativa rispetto al 2019 fin dal gennaio 2020 (-12% l’indice Imcei rispetto al gennaio 2019) e con gli abissi della primavera (-29% marzo, -34% aprile) e una ripresa lenta e graduale fino al pareggio di ottobre (-1%) e novembre (+1%) e il risultato fortemente positivo del dicembre che si è appena chiuso (+10% rispetto all’indice Imcei del dicembre 2019).

Corre l’export di corrente

Nel 2020 hanno rallentato un poco le centrali termoelettriche (hanno prodotto 175,3 miliardi di chilowattora, -6,4%) e, fra le fonti rinnovabili di energia, hanno prodotto in modo costante le centrali idroelettriche (47,9 miliardi di chilowattora, +0,8%).

Le fonti rinnovabili di energia hanno coperto il 38% del fabbisogno elettrico italiano (il 41,7% della produzione nazionale netta), contro il 35% del 2019.

Spicca il divario fra le centrali eoliche e quelle fotovoltaiche. Nel 2020 la produzione ricavata dal vento con 18,5 miliardi di chilowattora prodotti è caduta del -7,4%, e invece la produzione ottenuta dalla luce del sole con 25,5 miliardi di chilowattora è cresciuta del 9,6%.

Fra questi dati uno spicca: l’Italia ha esportato furiosamente energia elettrica. Sono numeri ancora piccoli per un Paese fortemente importatore di elettricità (import 39,7 miliardi di chilowattora, -9,5%), ma le esportazioni di 7,5 miliardi di chilowattora fanno registrare un +30% netto nel 2020 rispetto al 2019.

Dicembre in crescita

Un cenno al mese di dicembre. Il mese scorso i consumi italiani di energia elettrica hanno mostrato segnali di recupero rispetto ai mesi precedenti. Terna ha rilevato una richiesta di energia elettrica pari a 25,9 miliardi di chilowattora, valore in crescita dell'1,1% rispetto a dicembre del 2019 e dello 0,3% rispetto a novembre 2020. Le fonti rinnovabili hanno coperto il 32% del fabbisogno. In crescita le fonti di produzione termica (+14%) geotermica (+3%). In flessione le fonti di produzione idrica (-23,1), eolica (-17,1%) e fotovoltaica (-16,2%).

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