I numeri della relazione tecnica

Nel 2022 reddito di cittadinanza per 1,4 milioni di nuclei, con 1 miliardo aggiuntivo

Nelle misure sul lavoro in manovra, estesi i contratti di espansione alle aziende con almeno 50 dipendenti per finanziare 41mila prepensionamenti nel 2022

di Giorgio Pogliotti

Reddito di cittadinanza, paletti per chi rifiuta lavoro

4' di lettura

Per il 2022 il reddito di cittadinanza è stato finanziato con 1 miliardo aggiuntivo, portando a circa 8,8 miliardi la dote complessiva, per dare un sostegno economico a 1,37 milioni di nuclei, un numero al livello del 2021, ma in crescita rispetto a 1,23 milioni del 2020. Inoltre il contratto d’espansione è confermato per il 2022 e il 2023, ed esteso alle aziende con almeno 50 dipendenti (l’attuale limite è 100 dipendenti): si stima che la dote per complessivi 800 milioni servirà a finanziare annualmente 41mila prepensionamenti (il rapporto tra uscite e assunzioni sarà stabilito a livello aziendale dalla contrattazione collettiva).

I numeri della relazione tecnica chiariscono la portata delle misure della legge di Bilancio sul lavoro, e gli strumenti per la gestione delle crisi aziendali. Iniziamo dal reddito di cittadinanza: il governo si aspetta anche un possibile incremento dei richiedenti, ma stima di restare sul numero di percettori attuali, anche grazie al rafforzamento dei controlli dell’Inps e alla maggiore efficacia delle verifiche attraverso l’incrocio tra le banche dati dei diversi enti coinvolti.

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Congrua la prima offerta di lavoro entro 80km da residenza

La normativa diventa più stringente: al primo rifiuto di un’offerta di lavoro congrua il percettore “occupabile” del reddito di cittadinanza (circa un terzo della platea di oltre 3 milioni di persone) si vedrà decurtare mensilmente l’importo di 5 euro, al secondo “no” si vedrà revocare il sussidio (attualmente sono possibili tre rifiuti). Per l’offerta congrua si riduce da 100 a 80 i km la distanza massima dalla residenza del beneficiario (comunque raggiungibile entro 100 minuti), la seconda può essere collocata ovunque nel territorio italiano.

Obbligo della presenza, stop alla partecipazione da remoto

Altra novità: tutti i percettori del reddito di cittadinanza, dunque, sia quelli chiamati a sottoscrivere i Patti per il lavoro che quelli che destinati ai Patti per l'inclusione sociale devono partecipare periodicamente ad attività e colloqui da svolgersi in presenza, con frequenza almeno mensile: in caso di assenza non giustificata, scatta la decadenza dal beneficio. Non si potrà più partecipare solo da remoto. Per i 2.481 navigator, il contratto di collaborazione è in scadenza a fine anno e non è prevista alcuna proroga (possono partecipare ai concorsi delle regioni per 11.600 assunzioni stabili nei Cpi).

In campo anche le Agenzie private

Per favorire la mediazione tra domanda e offerta di lavoro, la piattaforma Anpal con i percettori del Rdc, integrata anche con i dati dei beneficiari di Naspi, prevede parità di accesso ai Cpi e alle Agenzie per il lavoro, in cooperazione con il portale del Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio. Alle Agenzie per il lavoro accreditate è riconosciuto il 20% per ogni assunzione avvenuta grazie alla loro mediazione.

Criteri di misurazione della performance

Altra novità: i servizi per il lavoro accreditati che hanno in carico i beneficiari del Rdc nell'ambito del programma di politiche attive Gol (garanzia occupabilità dei lavoratori) devono comunicare entro cinque giorni, al Cpi e all'Anpal la mancata accettazione di un'offerta di lavoro congrua, pena la decadenza dalla partecipazione a Gol per sei mesi. Sarà l’Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) a monitorare ed effettuare una valutazione comparativa dei servizi per il lavoro in base agli esiti di ricollocazione per profilo di occupabilità, tenuto conto del numero di offerte congrue formulate ai beneficiari del Rdc, incluse quelle non accettate. L'Agenzia segnalerà le criticità, e in assenza di miglioramenti potrà revocare la partecipazione al programma Gol del servizio per il lavoro interessato.

Contratto d’espansione per le imprese con 50 dipendenti

Il contratto di espansione viene confermato per il prossimo biennio ed esteso alle aziende con almeno 50 dipendenti , anche calcolati complessivamente nelle ipotesi di aggregazione stabile di imprese con un'unica finalità produttiva o di servizi. Lo strumento consentirà il prepensionamento del personale a non più di 60 mesi dalla pensione (di vecchiaia o anticipata); la riduzione dell'orario dei lavoratori utilizzando fino a 18 mesi di Cigs anche non continuativi; la programmazione di nuove assunzioni (1 ogni 3 uscite per imprese con oltre mille dipendenti; per le imprese di dimensione inferiori sarà l'accordo collettivo a definire il rapporto).

Contratti di solidarietà per evitare esuberi

Attraverso la contrattazione aziendale, riducendo l'orario di lavoro si potranno evitare, in tutto o in parte, esuberi. Nei contratti di solidarietà il massimale della riduzione media oraria viene innalzato dall'attuale 60% dell'orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati al contratto di solidarietà all'80% dal primo gennaio 2022. Per ciascun lavoratore, il massimale della percentuale di riduzione complessiva dell'orario di lavoro attualmente fissato al 70% nell'arco dell'intero periodo è innalzato al 90% dal primo gennaio 2023. Il trattamento retributivo perso va determinato inizialmente non tenendo conto degli aumenti retributivi previsti da contratti collettivi aziendali nei sei mesi antecedenti la stipula del contratto di solidarietà. Il trattamento di integrazione salariale è ridotto in corrispondenza di eventuali successivi aumenti retributivi intervenuti in sede di contrattazione aziendale.

Esonero contributivo per 1.500 assunzioni

L’esonero contributivo, previsto anche nel 2022 per le stabilizzazioni dei giovani under36, è esteso alle imprese che assumono a tempo indeterminato lavoratori, a prescindere da limiti di età, di aziende per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione delle crisi aziendali presso la struttura per la crisi d'impresa del Mise. Con 15 milioni si finanzia l'azzeramento dei contributi per 36 mesi, entro 6mila euro annui per l’assunzione di 1.500 lavoratori.

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