Report Iqvia

Nel 2023 mercato farmaceutico globale a quota 1,5 trilioni di dollari

di Rosanna Magnano

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(Alessandro Viapiano)


4' di lettura

Il mercato farmaceutico globale supererà il valore complessivo di 1,5 trilioni di dollari nel 2023 con una crescita CAGR (tasso di crescita annuo composto) compresa tra il 3-6% nei prossimi cinque anni, in notevole rallentamento rispetto al +6,3% registrato negli ultimi cinque anni. E in questo scenario l'Italia passerà da una spesa farmaceutica media di 34,4 mld di dollari nel periodo 2014-18 - che ha registrato una crescita del 6,3% - a una spesa di 40-44 miliardi nel quinquennio 2019-23, con una crescita in frenata tra i 2 e il 5 per cento. Sono questi i trend stimati da Iqvia nel Report «The Global Use of Medicine in 2019 and Outlook to 2023».

L’arrivo sui mercati di prodotti innovativi e la contemporanea perdita di tutela brevettuale su determinati medicinali sono i due fenomeni che continueranno a guidare le dinamiche di mercato nelle aree più sviluppate. Elementi chiave della crescita, evidenzia il Report Iqvia, continueranno a essere gli Stati Uniti - un mercato da 484.9 miliardi di dollari - con aumenti previsti del 4-7% . E i mercati farmaceutici emergenti, con crescite del 5-8%. Nelle aree più sviluppate, i primi cinque mercati europei (tra cui l'Italia) cresceranno più lentamente (+1-4%), rispetto al 3,8% negli ultimi cinque anni, mentre la crescita del mercato giapponese - a quota 86 miliardi nel 2018 - passa da -3 a 0%. Un trend in parte dovuto a previsioni dinamiche nei tassi di cambio che mascherano un trend comunque favorevole per i prodotti brand nonostante un'avanzata dei prodotti generici.

Cina caput mundi
Al top tra i mercati emergenti c'è la Cina - che ha una spesa pari a 132.3 miliardi di dollari e che raggiungerà un valore di 140-170 miliardi di dollari entro il 2023, ma la sua crescita dovrebbe rallentare al 3-6%. Nel 2018 il colosso asiatico ha messo a segno una forte crescita (arrivando a 137 miliardi di dollari) nel mercato del Pharma, anche sotto la spinta delle riforme promosse dal governo centrale verso un ampliamento dell'accesso assicurativo sia nelle aree rurali che in quelle urbane e del processo di ammodernamento dell’assistenza ospedaliera. Sempre riguardo i mercati farmaceutici emergenti, complessivamente vedranno tutti una crescita più lenta nei prossimi cinque anni rispetto al periodo precedente, in parallelo con una più contenuta crescita economica e una rallentata espansione dell'accesso all'assistenza sanitaria, elementi che in passato avevano contribuito ad accelerare il mercato in questi Paesi.

L’innovazione globale preme l'acceleratore
L'innovazione intanto preme sull'acceleratore e nei prossimi cinque anni Iqvia stima il lancio di una media di 54 nuove molecole, una decina in più rispetto ai lanci registrati nel quinquennio passato. Lo sbarco sul mercato di nuovi prodotti contribuirà anche a una spesa annuale media più alta in termini assoluti ma rispetto ai costi sostenuti rappresenterà un valore inferiore, pur in un contesto di crescita dei prodotti branded. Quasi i due terzi dei nuovi prodotti nei prossimi cinque anni saranno specialità innovative, in aumento quindi rispetto al 61% degli ultimi cinque anni, arrivando a una quota di spesa specifica vicina al 50% entro il 2023 nella maggior parte dei mercati sviluppati. La più grande area terapeutica per spesa pro capite e nuovi prodotti continuerà a essere quella oncologica.

L'avanzata dei biosimilari negli States
Le scadenze brevettuali nei mercati sviluppati avrà un impatto pari a 121 miliardi di dollari tra il 2019 e il 2023,con l'80% di questo impatto, circa 95 miliardi, concentrato negli Stati Uniti, in cui il processo di diffusione dei farmaci no-logo è stato frenato da un'evoluzione legislativa più lenta sulla tutela brevettuale. Ma ora è atteso un cambio di marcia ed entro il 2023, ben 18 dei 20 principali farmaci di marca dovrà affrontare la competizione di un farmaco equivalente o biosimilare e la competizione dei biosimilari triplicherà sul mercato dei prodotti biologici. Questo porterà a risparmi di spesa pari a circa 160 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. L'evento di maggior impatto sarà l'introduzione dei biosimilari dell'adalimumab (Humira) negli Stati Uniti nel periodo 2019-2023.

Prodotti innovativi tra costi e prezzi
Il lancio di prodotti di ultima generazione fa i conti con costi elevati e prezzi difficilmente sostenibili, se non in condivisione con i pazienti. Uno schema in via di definizione negli Usa con la piattaforma American Patients First lanciata dal presidente Donald Trump. L'esito di questa road map avrà una notevole influenza sui trend della spesa pubblica e privata, intermediata da assicurazioni e non. Anche alla luce del fatto che il prezzo dei farmaci negli Stati Uniti è frutto di una complessa interazione tra i prezzi fissati dai produttori, la negoziazione con i pagatori, la competizione tra prodotti di marca e generici e tra diversi produttori di innovativi e il design generale dei programmi assicurativi pubblici e privati.

Le incertezze sull'accesso al mercato e le pressioni al ribasso sui prezzi stanno in ogni caso spingendo i produttori a ottimizzare i loro modelli con l'obiettivo di migliorare continuamente i margini. Quindi spazio a investimenti tecnologici, come il cloud computing, intelligenza artificiale e apprendimento automatico, considerati tra gli strumenti più promettenti da esplorare per migliorare la produttività.

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