PREVISIONI

Nel 2030 il sistema-Italia consumerà come nel 1988

di Jacopo Giliberto

(Agf)

3' di lettura

Prevedere il futuro è un esercizio che a volte dà soddistazione. In questo caso bisogna immaginare un salto temporale di 13 anni, ecco di colpo cadere il velo del futuro sull’anno 2030. Nel 2030 l’Italia avrà imparato ad asciugare gli sprechi e consumerà molto molto meno energia, ma userà quell’energia molto molto meglio, come se ne avesse molta molta di più. Cioè userà in varie forme (elettricità, gas, petrolio, carbone, gas e così via) l’energia equivalente a 159,6 milioni di tonnellate di petrolio, quanta energia gli italiani ne consumavano in quel 1988 che, quando sarà arrivato il 2030, parrà un passato remotissimo.

Nell’88 le rinnovabili fornivano l’energia di 10,6 milioni di tonnellate di petrolio e pareva già un primato mentre il petrolio pareva imbattibile con 91,1 milioni di tonnellate, nel 2030 le fonti rinnovabili daranno energia pari a 38,7 milioni di tonnellate di petrolio, il 24% del fabbisogno, e il greggio sarà sceso a 52,4 milioni di tonnellate (33%).

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Le auto? Nel 2030 le macchine nuove parranno bellissime e quelle del 2017 sembreranno ridicole carrette fuori moda, mentre con ogni probabilità noi uomini di oggi storceremmo il naso se potessimo vedere già ora quale improbabile design avranno fra 13 anni. Ma se non sappiamo che forme avranno (sicuramente brutte, secondo il gusto di oggi), possiamo immaginare ora quale tecnologia useranno le euto fra 13 anni: quelle a gasolio diminuiranno un pochino, le automobili ibride saranno milioni.
E le automobili elettriche, oggi rarità da intenditori, nel 2030 saranno ancora una minoranza ma così numerose da essere una normale alternativa da considerare quando si tratterà di comprare un’auto.

Questo è il futuro che si può immaginare non scrutando ombre in una sfera di cristallo bensì secondo uno studio accuratissimo condotto dall’Unione Petrolifera, l’associazione che riunisce le compagnie.

LE PREVISIONI

Dati in milioni di Tep, *esclusi i biocarburanti. (Fonte: Unione Petrolifera)

LE PREVISIONI

I dettagli del pronostico per il 2030. Inquineremo meno: le emissioni di CO2 nel 2030 dovrebbero risultare più basse del 27% rispetto al 1990 e inferiori del 35% rispetto al 2005. «Quelle derivanti dai prodotti petroliferi — prevedono gli analisti delle compagnie — nel 2030 saranno inferiori di circa il 50% rispetto al 1990».

Se una volta il greggio serviva a tutto, perfino a bruciare nelle centrali elettriche e a produrre lozioni per la chioma, nel 2030 il petrolio servirà quasi solamente per far marciare i veicoli e risentirà delle forme alternative di mobilità sostenibile; i consumi italiani scenderanno dai 60 milioni di tonnellate di questi anni fino a 55 milioni di tonnellate (per l’esattezza, 4,6 milioni di tonnellate in meno rispetto a oggi).

PREVISIONI

Quote % per fonte energetica. (Fonte: Unione Petrolifera)

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E le auto? Il “parco auto circolante”, cioè le automobili sulle strade, nel 2030 sarà di 33,7 milioni di esemplari, più o meno come quello di oggi. Ma nel periodo 2018-2022 sarà più alto, con il picco di 34,2 milioni di auto in Italia. In altre parole, negli anni più prossimi l’Italia avrà il numero massimo di vetture mai avuto nella sua storia, e poi comincerà a scendere.

Le auto a gasolio saranno sempre più numerose di anno in anno fino al 2020, pari al 45% (oggi sono il 44%), ma poi cominceranno a diminuire e nel 2030 saranno scese al 38%. Le vetture con alimentazione gpl e metano consolideranno la loro presenza, mentre per le ibride è prevista una notevole diffusione che le farà passare dai 106mila pezzi del 2016 a oltre 3 milioni di veicoli nel 2030.
Capitolo auto elettriche: se non saranno sostenute da salti tecnologici, le auto a batteria dovrebbero passare dalle 5mila del 2017 a circa 300mila nel 2030, cioè non saranno più rarità amatoriali ma saranno assai più frequenti di quanto non siano diffuse oggi le vetture ibride.
Promettenti gli sviluppi per le auto plug-in, soprattutto a benzina, stimate al 2030 intorno alle 400mila unità. In conseguenza di ciò, il parco di auto a benzina (escluse le ibride) nel 2030 si attesterà a poco più di 13 milioni di esemplati (rispetto ai circa 16 milioni attuali), con un’efficienza molto maggiore dell’attuale.

Un cenno più specifico sulla ricerca: lo studio “Previsioni di domanda energetica e petrolifera italiana 2017-2030”, curato dall’Ufficio Rilevazioni e Analisi dell’Unione Petrolifera, pone alla base delle analisi gli obiettivi previsti dallo scenario europeo EUCO27 e dalla nuova Strategia energetica nazionale (Sen) che Governo e Parlamento stanno realizzando.
Le previsioni recepiscono quindi gli obiettivi ambientali europei inseriti nel Pacchetto Clima-Energia, valutandone gli effetti sulle diverse fonti energetiche, in particolare sui prodotti petroliferi. Tuttavia, non essendo ancora note, al momento delle elaborazioni, le specifiche politiche che la nuova Sen tenderà a mettere in atto, alcuni trend potrebbero avere un'evoluzione più accelerata, altri meno.

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