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Nel blu dipinto di green: Fincantieri consegna a NCL la prima nave della sua flotta del futuro

Nel cantiere di Marghera è stata completata Norwegian Prima, che inaugura la nuova classe di navi da crociera a basso impatto ambientale realizzate dal first-mover italiano per Norwegian Cruise Line

3' di lettura

Una meravigliosa città galleggiante per 3.215 passeggeri, lunga quasi 300 metri, con un impatto ambientale minimo e un Ocean Boulevard con una vista a 360° sul mare e sulla rotta: è Norwegian Prima, che Fincantieri ha consegnato oggi a NCL, Norwegian Cruise Line, nel cantiere di Marghera. Una nave immaginata, dagli alloggi ai luoghi di intrattenimento, attorno all'esperienza degli ospiti per indurre in loro “the wow factor”. Un risultato che segna una rinnovata fiducia nelle crociere e una nuova era per la cantieristica consolidando il posizionamento e il vantaggio competitivo di Fincantieri tra i first-mover.

Una delle navi più eleganti e innovative mai viste, la prima di sei unità da crociera di nuova generazione che Fincantieri consegnerà da qui al 2027. Norwegian Prima e le sue gemelle saranno la spina dorsale della flotta del futuro per NCL, parte di Norwegian Cruise Line Holdings Ltd., prestigioso gruppo crocieristico statunitense che vanta la flotta più giovane tra le principali compagnie di navigazione.

142.500 tonnellate di stazza, Norwegian Prima inaugura la nuova classe Prima progettata per valorizzare le caratteristiche di libertà e flessibilità dell'esperienza croceristica offerta da NCL.

Nel blu dipinto di green: Fincantieri consegna a NCL la prima nave della sua flotta del futuro

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Sul piano tecnologico la classe si basa su un progetto prototipale sviluppato da Fincantieri con una configurazione di prodotto innovativa e una particolare attenzione all’efficienza energetica per contenere i consumi in esercizio e minimizzare l’impatto ambientale. Per il Gruppo Fincantieri si tratta di un tassello della sua strategia per navi sempre più green, con una catena di fornitura responsabile e la collaborazione con istituzioni e business partner con un ruolo attivo del Gruppo verso un'economia e una società più sostenibili.

Il Piano di Sostenibilità di Fincantieri del periodo 2018-2022 ha fissato due obiettivi ambiziosi per il 2030: azzerare le emissioni in porto e dimezzarle, rispetto al 2017, durante la navigazione, definendo un approccio integrato al problema della decarbonizzazione del trasporto navale supportato da numerose iniziative di R&D e di applicazione industriale che renderanno disponibili tutte le tessere del mosaico.

In particolare, il Gruppo sta sviluppando le principali tecnologie abilitanti necessarie – sistemi di generazione stazionaria a fuel cell, sistemi di stoccaggio di energia elettrica ad alta densità, il cold ironing (ovvero la possibilità di alimentare elettricamente la nave dalla banchina durante le soste in porto), le smart grid, il fotovoltaico – e le relative infrastrutture.

A proposito di batterie al litio, nel 2021 Fincantieri ha costituito la joint venture Power4Future per gestire tutto il processo produttivo di questo sistema che, oltre ad alimentare le navi che coprono brevi distanze, potrà anche contribuire ad azzerare le emissioni in porto in assenza di cold ironing. Fincantieri ha già installato un impianto per alimentare a batterie due traghetti di un primario operatore del settore, evitando così di mettere in funzione i generatori diesel durante le soste.

E poi c'è Zeus - Zero Emission Ultimate Ship: una nave-laboratorio di 25 metri, varata il 31 marzo nel cantiere di Castellammare di Stabia, per lo studio di tecnologie a basso impatto ambientale per la produzione di energia su mezzi navali. È il prototipo di nave a idrogeno, mossa da propulsori elettrici alimentati da un impianto a fuel cell di circa 130 kW e un sistema di batterie capaci di garantire un'autonomia di circa 8 ore di navigazione a zero emissioni, grazie ai circa 50 kg di idrogeno imbarcati. Una collaborazione con il Cnr e le Università di Genova, Napoli e Palermo, l’Ente Nazionale di Ricerca e promozione per la standardizzazione e il RINA, nonché con il contributo del Mise nell’ambito del progetto “Tecnologie a basso impatto ambientale”. Le sperimentazioni con il progetto Zeus contribuiranno allo studio per la prima nave da crociera al mondo alimentata a idrogeno, che consentirebbe operazioni a emissioni zero in specifiche aree di navigazione, nonché lo sviluppo della relativa infrastruttura di stoccaggio dell’idrogeno.

Fincantieri ha anche realizzato un laboratorio per studiare le applicazioni alla crocieristica delle diverse tipologie di propulsione fuel cells. Le celle a combustibile, infatti, pur essendo una tecnologia matura, ancora non sono in grado di erogare le potenze richieste dalle grandi navi passeggeri. Per favorire lo scale-up di queste tecnologie, infine, Fincantieri ha presentato – nell'ambito dell'IPCEI Hy2Tech – un progetto volto a studiare configurazioni flessibili ed ibride di sistemi di generazione di potenza per applicazioni navali che prevedono l'uso dell'idrogeno quale vettore energetico. L'iniziativa è stata recentemente approvata dalla Commissione Europea e rientra tra quelle giudicate di interesse comunitario che beneficeranno di un finanziamento di oltre un miliardo di euro destinato all'Italia.

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