ed vaizey, inviato dimenticato

Nel caos Brexit, Johnson si scorda di espellere del tutto un “ribelle”

L’inviato commerciale in partenza per una missione in Laos, Cambogia e Vietnam è uno dei Tories che hanno votato contro la sospensione del Parlamento voluta dal premier. È stato espulso dal partito, ma per una svista non è stato rimosso dall’incarico

di Nicol Degli Innocenti


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Boris Johnson sulla soglia di 10, Downing Street

2' di lettura

LONDRA - La settimana prossima l’ex ministro conservatore Ed Vaizey partirà per una missione ufficiale in Cambogia, Vietnam e Laos per promuovere i rapporti commerciali tra quei Paesi asiatici e la Gran Bretagna. Fin qui niente di strano, dato che Vaizey è l’inviato commerciale del governo britannico dal 2017.

Quello che è strano è che Vaizey è uno dei 21 deputati conservatori ribelli espulsi dal partito per volontà di Boris Johnson. Il premier, nel tentativo di imporre disciplina nei ranghi dei Tories, ha così punito i deputati che sfidando il governo hanno votato a favore di una legge mirata a impedire un’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea senza un accordo.
Johnson è stato molto criticato per l’inaudita decisione di cacciare dal partito un numero così elevato di deputati, tra i quali molti notabili del partito, due ex cancellieri dello Scacchiere e il nipote del grande statista Winston Churchill.

Ora il premier è di nuovo nel mirino dei critici per la confusione che sembra regnare nel governo. Vaizey è stato espulso dal partito ma nessuno, pare, ha pensato di rimuoverlo dall’incarico e sostituirlo con una persona più gradita a Johnson e più in linea con gli obiettivi di Downing Street.

La cosa è particolarmente seria perché la politica commerciale e i futuri accordi bilaterali con Paesi extra-Ue sono di cruciale importanza per la Gran Bretagna in vista di Brexit. «Come è possibile che Johnson si sia dimenticato di rimuovere un inviato commerciale quando lo ha rimosso dal partito? – ha detto il ministro del Commercio-ombra, il laburista Bill Esterson -. Questo atteggiamento superficiale non ispirerà fiducia nei nostri partner con i quali negoziamo accordi commerciali. Le imprese che dipendono dal commercio internazionale saranno preoccupate per questo livello di incompetenza e per quello che rivela su cosa possano aspettarsi dal governo Johnson».

Sono state settimane di fuoco per il premier, che ha perso la maggioranza in Parlamento, è stato platealmente sconfitto in una serie di voti a Westminster, non è riuscito ad andare a elezioni anticipate come avrebbe voluto, sta attendendo il verdetto della Corte Suprema se la sua decisione di sospendere il Parlamento per cinque settimane è legittima o meno e sta tentando di negoziare un accordo con Bruxelles in extremis per evitare un “no deal” il 31 ottobre.

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