Viaggi d'arte

Nel centro di Parigi il collezionismo scommette sulla multifunzionalità

Una Fondazione in un ex edificio industriale, modulabile in 49 modi diversi. Per Guillaume Houzé la dimensione spaziale è il punto di partenza per sostenere i giovani.

di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

“Pénélope”, diBerenice Olmedo,installazione alla Biennaledi Riga 2020.

3' di lettura

Ho conosciuto Guillaume Houzé alcuni anni fa e seguo con attenzione i suoi progetti e le mostre dedicate ad artisti e artiste che stimo, come Rachel Rose e Marguerite Humeau. Membro del consiglio di amministrazione delle Galeries Lafayette Group, è presidente di Lafayette Anticipations , una Fondazione impegnata nel sostegno alla creazione contemporanea. Presiede l'Andam Fashion Award e ha costituito Motier Ventures, una società rivolta a lifestyle e creative tech. Ho avuto modo di farmi raccontare la sua visione di collezionista e di mecenate per l'arte.

L'esterno della Fondazione Lafayette Anticipations, a Parigi, realizzata dall'architetto Rem Koolhaas.

QUAL È STATA LA TUA PRIMA ACQUISIZIONE? E L'ULTIMA? La prima è stata un'opera di Erró – una figura di spicco del movimento Narrative Figurative – ed è un omaggio a Picasso e Léger. Avevo 14 anni. Anche il mio ultimo acquisto è legato alla pittura figurativa: è un'opera del pittore francese Pol Taburet, scoperto grazie ai galleristi Daniele Balice e Alexander Hertling.

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COME SI INIZIA UNA COLLEZIONE? PUOI DARCI QUALCHE CONSIGLIO? Non c'è un modo giusto o sbagliato per iniziare con l'arte! Il collezionismo ha infinite declinazioni possibili. Mi reputo piuttosto all'antica e credo fondamentale conoscere le gallerie d'arte. Consiglierei di non essere timidi, di vedere quante più mostre possibili, di informarsi. Poi di visitare gli studi d'artista: sono luoghi straordinari dove si creano connessioni forti e si impara ad allenare l'occhio.

Un ritratto di Guillaume Houzé all'interno del fashion department delle Galeries Lafayette nell'Avenue des Champs Élysées, a Parigi.

PREFERISCI COMPRARE O COMMISSIONARE LE TUE OPERE? TI AFFIDI A UN GALLERISTA O A UN CURATORE? Incontro più che posso artisti e mercanti d'arte. Poi lascio che la magia accada. Non mi lascio guidare da tendenze, grandi nomi o speculazioni. Negli anni ho messo insieme una rete di professionisti fidati. Mi vengono in mente amiche e mentori come Rebecca Lamarche-Vadel, direttrice di Lafayette Anticipations, ed Elena Filipovic che dirige la Kunsthalle di Basilea. Non mi affido mai completamente al parere di qualcuno: comprare e commissionare è viscerale per me.

PENSI CHE IL WEB SIA UTILE PER RIMANERE AGGIORNATI SULLE ULTIME TENDENZE? Certamente, ma lo considero un mezzo e non un fine. Uso molto Instagram, ma per acquistare mi affido alle buone vecchie gallerie e alle fiere. Vedo emergere grandi piattaforme online, come Avant Arte (ben curata e progettata), che veicolano informazioni precise su ciò che accade in questo momento.

TRE ARTISTI EMERGENTI DA TENERE D'OCCHIO E TRE TRASCURATI DA RISCOPRIRE. Berenice Olmedo, Lucy Beech e Lydia Ourahmane sono chiaramente quelle che terrei d'occhio (e lo faccio davvero!). Tra i trascurati, consiglierei di approfondire Cathy Josefowitz, la pittrice Ulla Wiggen e l'artista concettuale Laura Lamiel.

“Low Relief”, di Lydia Ourahmane.

QUALE PENSI SIA IL RUOLO DEL COLLEZIONISTA AL GIORNO D'OGGI? Non credo che sia cambiato strutturalmente negli ultimi 150 anni. Penso che l'obiettivo debba essere quello di rendere l'arte meno elitaria. Gli artisti hanno un compito enorme nelle nostre società ed è ora che il loro lavoro sia riconosciuto come un mezzo necessario per comprendere a fondo il mondo in cui viviamo. Sostenere gli artisti è promuovere la diversità e l'attenzione a temi contemporanei considerati marginali. Dovremmo essere grati agli artisti; collezionisti e mecenati sono solo parte del sistema.

PUOI PARLARCI DI LAFAYETTE ANTICIPATIONS E DI COME SOSTENETE LA CREAZIONE CONTEMPORANEA? Il progetto della nostra Fondazione è nato dall'attenzione delle Galeries Lafayette verso le menti creative. Parigi è ricca di collezioni prestigiose, ma nessun luogo è totalmente dedicato agli artisti o alla produzione dei loro lavori. Abbiamo sentito la necessità di stabilire, nel cuore della città, un laboratorio che desse agli artisti tutti gli strumenti per potenziare le loro capacità, innescando nuove forme di creazione e nuove idee, per poi condividerle con un pubblico ampio. Inaugurato nel marzo 2018, Lafayette Anticipations è un centro di ricerca e di produzione artistica multidisciplinare, situato in un edificio originariamente costruito per il Bazar de l'Hôtel de Ville, nel Marais.

POTRESTI DIRCI DI PIÙ SUL VOSTRO SPAZIO MULTIFUNZIONALE REALIZZATO DALL'ARCHITETTO REM KOOLHAAS? È un edificio industriale del XIX secolo, uno spazio di 2.200 metri quadri. Rem Koolhaas ha scelto di collocare nel cortile una “torre espositiva” con quattro piattaforme motorizzate, che possono muoversi indipendentemente e allinearsi con i pavimenti preesistenti. Questo dispositivo consente allo spazio di essere riconfigurato in 49 modi diversi, di essere flessibile e modulare. Nel seminterrato abbiamo un laboratorio di produzione, dove gli artisti che ospitiamo concepiscono i loro lavori. L'uso simultaneo di questi due elementi strutturali favorisce la realizzazione di progetti unici, con una peculiare dimensione spaziale.

PUOI SUGGERIRE I MIGLIORI INDIRIZZI PER VIVERE PARIGI COME UN VERO PARIGINO? La mia A-list comprende i musei L'Orangerie e Jacquemart André, l'hotel Château Voltaire dell'amico Thierry Gillier, la boutique Anatomica nel Marais per comprare scarpe e camicie, il ristorante Castel e la libreria L'Ecume des Pages a SaintGermain-des-Prés.

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