esigenze familiari

Nel credito cooperativo accordo per i bancari rimasti senza ferie

Per i bancari del credito cooperativo che hanno finito ferie e permessi arriva in soccorso un accordo raggiunto da Federcasse e sindacati

di Cristina Casadei

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Per i bancari del credito cooperativo che hanno finito ferie e permessi arriva in soccorso un accordo raggiunto da Federcasse e sindacati


2' di lettura

Mamma e papà devono tornare al lavoro ma la scuola è rimasta chiusa e hanno finito permessi e ferie? Oppure il lavoratore è un caregiver di genitori o parenti disabili e in questa fase si è visti ridotti i servizi e ha dovuto dar fondo, ugualmente, a ferie e permessi? Per i bancari del credito cooperativo che si trovano in questa situazione arriva in soccorso un accordo sindacale raggiunto da Federcasse con Fabi, Fisac Cgil, First Cisl, Uilca e Sincra Ugl credito.

L’accordo tra Federcasse e sindacati

Il presidente della delegazione sindacale e vice presidente di Federcasse, Matteo Spanò, osserva che l'accordo «rinnova, concretamente, l'attenzione del Credito Cooperativo alle esigenze familiari dei collaboratori e alle situazioni di fragilità» e «ricerca nuovi punti di equilibrio trai tempi di vita e lavoro».
Il segretario nazionale della Fabi, Luca Bertinotti, aggiunge invece che «dà garanzie e nuove tutele ai lavoratori e alle lavoratrici del settore della cooperazione di credito attraverso vari strumenti e modulazioni di intervento rivolte con particolare attenzione a chi è più fragile in questa fase di pandemia». In particolare l'intesa punta a tutelare lavoro, famiglia e fragilità nell'era del Covid-19 , utilizzando gli strumenti contrattuali a disposizione del credito.

La formazione a distanza

Così la formazione sarà a distanza, fino al 30 settembre, anche dal domicilio del lavoratore e con l'impiego di strumenti digitali di proprietà del lavoratore stesso. Inoltre con l'accordo si mette a disposizione il 50% di ore della “banca del tempo solidale” accantonata con l'introduzione della causale “Covid-19 nazionale” a sostegno della genitorialità e delle situazioni di fragilità sanitaria.
A fronte di ogni 3 giornate di permesso versate volontariamente dai lavoratori l'azienda ne aggiunge una in più. Ci saranno inoltre sostegni economici per i lavoratori che fruiscono del congedo “Covid 19”, con l'integrazione del 50% della parte di retribuzione non coperta dall'indennità prevista dall'articolo 23 del Decreto “Cura Italia”, con particolare attenzione ai lavoratori che assistono figli disabili.
Si farà poi ricorso all'assegno ordinario del Fondo di Solidarietà per la gestione di riduzioni o sospensioni dell'orario di lavoro per esigenze riconducibili all'emergenza Coronavirus.
Al momento rimane invece materia di confronto a parte lo “smart-working” per la definizione di uno specifico accordo che possa essere inserito nella contrattazione nazionale di categoria, esattamente come avvenuto in Abi.

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