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Nel futuro elettrico del Biscione c’è spazio per la Giulia

Parla il management

di Corrado Canali

I vertici. A sinistra Jean-Philippe Imparato, il ceo di Alfa Romeo è impegnato nel rilancio del marchio.A destra, Carlos Tavares numero uno del gruppo Stellantis

3' di lettura

Se Tonale è il primo passo verso il futuro di Alfa Romeo che si annuncia improntato alla sostenibilità , il suv compatto del Biscione dovrà fare i conti su un mercato dalle mille incognite. «Il punto è cosa farà l’Europa sull’approvvigionamento di energia – ha spiegato il ceo di Stellantis Carlos Tavares a margine della presentazione della vettura , rispondendo a una domanda del Sole 24 Ore- credo che ci sarà una accelerazione sull’elettrificazione e una sempre meno dipendenza dalle fonti fossili. Con la guerra in Ucraina, poi, è tornata sul tavolo la necessità di reperire energia più pulita e sostenibile - ha aggiunto Tavares spiegando che si è di fatto riaperto anche il dibattito sul nucleare. Sul tema della sostenibilità il ceo di Stellantis ha, poi, ribadito che l’industria dell’auto ha fatto e sta facendo la sua parte e che il problema non è nella disponibilità dei modelli, ma nelle scelte energetiche che fa ciascun Paese e l’Europa nel suo complesso. «In Portogallo, dove sono nato, ad esempio, il 60% dell’energia è prodotto con le rinnovabili».

L’altra grande sfida del Biscione è l’ampliamento della gamma di modelli che lo trasformerà in un brand esclusivamente elettrico già per il 2028, qualche anno prima di rivali come Bmw, Mercedes e Lexus. Punto di partenza sarà l’offerta di suv che da uno passerà a quattro modelli nei prossimi cinque anni. Al Tonale che debutta in questi giorni, si aggiungerà il Brennero destinato in particolare al mercato europeo visto che si tratta di un urban suv, ma sarà anche il primo elettrico in assoluto del marchio.

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Nel 2026, inoltre, debutterà un rinnovato Stelvio e l’anno successive il suo fratello maggiore della taglia di una Bmw X5: disponibili entrambi esclusivamente con alimentazione elettrica. La scelta di una gamma focalizzata sui suv non significherà, però, la fine della Giulia. Se infatti le vendite di berline sono in caduta libera, i volumi dei modelli premium non solo hanno resistito, ma sono ancora sostenuti. «La definizione di berlina si sta evolvendo – ha spiegato il ceo di Alfa Romeo Jean-Philippe Imparato – e il ruolo che gioca Giulia ha nel settore è importante e non ce ne priveremo, ma ci muoveremo sulla base della evoluzione di quella che sarà la berlina nel futuro». La futura Giulia che è già prevista nel 2025 sarà il primo modello elettrico per il mercato nordamericano, oltre che un’auto realizzata sulla base della nuova piattaforma di Stellantis STLA Large EV. Sulla stile, tuttavia, c’è ancora il massimo riserbo. Di sicuro si tratterà di un’auto a quattro porte e la prima ipotesi è che possa trattarsi una sorta di crossover sia pure sempre sportivo, ma ribassato.

Ma nei piani futuri di Alfa Romeo ci sta che la Giulia sia proposta come una sorta di versione coupé a quattro porte della prossimo Stelvio. O ancora si potrebbe adottare semplicemente un formato del tipo liftback per renderla più pratica e darle una linea del lunotto molto più sportiva, con il risultato di offrirla come una futura rivale non della Bmw Serie 3, ma una concorrente della Serie 4 Gran Coupé. Suv a parte, insomma, lo scenario futuro per l’Alfa Romeo sembra proprio destinato a riservare più di una sorpresa. A cominciare da quale sarà la richiesta di Tonale che si annuncia sostenuta dall’autunno in poi.

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