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Nel IV trimestre i fondi con 14,57 miliardi tengono le redini della raccolta

Su base annua nelle casse dei gestori sono entrati 14,6 miliardi, grazie ai 30,2 incassati dalle gestioni collettive. Intesa Sanpaolo è il gruppo che ha incassato di più

di Isabella Della Valle

(Adobe Stock)

3' di lettura

Sono le gestioni collettive le protagoniste indiscusse nell’ultimo trimestre di un difficile 2020. Grazie alla raccolta dei fondi, l’industria del risparmio gestito ha chiuso gli ultimi mesi dell’anno con i conti in attivo per 223 milioni e un saldo annuale pari a 14,6 miliardi, mentre il patrimonio si è portato a quota 2.421 miliardi. Da  settembre a dicembre i flussi entrati nelle casse dei gestori di fondi sono stati complessivamente di 14,57 miliardi (11,3 in quelle dei  fondi aperti e 3,3 in quelle dei chiusi), mentre nello stesso periodo l’altra importante voce del settore, vale a dire le gestioni di portafoglio, ha registrato un saldo trimestrale negativo per 14,4 miliardi, affossata dai mandati istituzionali, in rosso per 21,9 miliardi.

La chiave di lettura delle gestioni

Ma questo dato deve essere spiegato: in realtà non si tratta di deflussi generati da richieste di rimborso da parte della clientela, bensì da operazioni infragruppo da parte del gruppo Generali (-29,7 miliardi), leader dell’industria del risparmio gestito. «Tale dato - si legge in una nota diffusa dalla società -  non rappresenta un reale deflusso sui fondi gestiti dal gruppo, ma è determinato da un'operazione di semplificazione amministrativa del servizio di gestione del portafoglio di un cliente istituzionale.

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L’operazione ha portato all’esclusione dal perimetro analizzato da Assogestioni di quote di fondi riservati, istituiti da terzi, che in precedenza erano inclusi all’interno di mandati assicurativi gestiti da Generali Insurance Asset Management SpA Società di gestione del risparmio (Giam). Giam continua ad agire come gestore delegato di circa il 90% degli stessi fondi per conto del cliente».

I fondi aperti

Gli 11,3 miliardi entrati nelle casse dei gestori di fondi aperti, portano il saldo da inizio anno a 23,6 miliardi. Cifre, queste, che testimoniano come, nonostante l'incertezza che ha caratterizzato l'anno appena concluso i risparmiatori abbiano comunque continuato a investire su questi strumenti, evidenziando anche una certa propensione al rischio. Sono infatti gli azionari i prodotti che vanno per la maggiore sia su base trimestrale (10,4 miliardi), sia su base annuale (18,8 miliardi), mentre minori consensi sono stati riservati ai flessibili (-4,2 e -18,2 miliardi). In attivo nei due periodi anche i conti degli obbligazionari (7,2 e 9,4 miliardi) e dei bilanciati (5,5 e 8,1 miliardi) mentre per i monetari l’ultimo trimestre è stato negativo per 7,3 miliardi, ma il saldo annuale è positivo per 5,6 miliardi.

Con la  mappa trimestrale Assogestioni diffonde anche le statistiche dei Pir e dei fondi sostenibili che nell’ultimo trimestre mostrano un andamento a due velocità. Nel primo caso emerge chiaramente come la parabola discendente dei piani individuali di risparmio continui (il saldo 2020 è negativo per oltre 759 milioni  e quello trimestrale -403) a fronte di un patrimonio promosso pari a 17,8 miliardi. Nel caso dei fondi etici, invece, la raccolta annuale è positiva per 24,4 miliardi (10,4 nell’ultimo trimestre), mentre il patrimonio alla fine di dicembre si è portato a quota 80 miliardi. La percentuale rispetto alle masse complessive gestite dai fondi è ancora modesta (3,3%), ma questo significa che se c’è ancora strada da fare, questo segmento è destinato a crescere negli anni a venire, vista l’importanza sempre crescente che viene data e che deve continuare a essere data  alla sostenibilità.

I gruppi

A guidare le fila della raccolta ci ha pensato il gruppo Intesa Sanpaolo che nell’ultimo trimestre ha incassato 6,6 miliardi, grazie principalmente ai fondi aperti e ai prodotti assicurativi della scuderia Eurizon. Molto positivi anche i dati di Poste Italiane (5,9 miliardi), di Schroders  (4,5 miliardi) e di Blackrock (3,3 miliardI).

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