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Nel laboratorio Lamborghini con lo smartphone Oppo Find X3 Pro

Viaggio nel llaboratorio ultratecnologico Squadra Corse Drivers' Lab.

di G.Rus.

2' di lettura

Non è una palestra convenzionale, quella dove si allenano i piloti ufficiali di Lamborghini. È (esagerando un po’) un laboratorio ultratecnologico e per questo lo chiamano Squadra Corse Drivers' Lab. Siamo a Sant'Agata Bolognese, nel cuore della Motor Valley, dove si realizzano le supercar fra le più ambite e famose al mondo. Il Lab è nato per rispondere a una precisa esigenza: preparare al meglio, dal punto di vista psicofisico, chi deve mettersi nell'abitacolo di “mostri” che viaggiano a 350 km orari e starci magari per ore, sottoponendosi a sforzi fisici e a sollecitazioni decisamente impegnativi. E lo fa con il supporto del digitale.

Gli scatti di Oppo Find X3

Il produttore di smartphone cinesi Oppo è Main Partner di Lamborghini Squadra Corse. La partnership tra i due brand, riconfermata per il secondo anno consecutivo, ha dato vita lo scorso anno anche a una edizione speciale, OPPO Find X Automobili Lamborghini Special Edition. Quest'anno, OPPO Find X3 Pro ha avuto l'opportunità di tenere a battesimo la Huracán Super Trofeo EVO2, ultima generazione della versione da corsa della supercar V10, svelata in un'esclusiva anteprima italiana al Drivers' Lab a pochi giorni dalla premiére internazionale.

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Lamborghini e Oppo, il tour

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Ecco Walker View e D-Wall

Tornando al lab, parte delle macchine e le tecnologie che le pilotano arrivano da TecnoBody, azienda bergamasca specializzata in questo settore. Walker View, per esempio, è il nome di un tapis roulant che raccoglie informazioni di carico e di rotazione rispetto alla camminata o alla corsa per testare le capacità aerobiche e la forza degli arti inferiori dei piloti, migliorandone le prestazioni e (soprattutto) prevenendo possibili infortuni. Come funziona? Come una sorta di “radiografia” intelligente: telecamera 3D sotto lo schermo per rilevare la presenza dell'atleta e ricostruire il training con un avatar tridimensionale, sensori che mappano il movimento, algoritmi per elaborare tutti i dati. Resistenza, equilibrio e coordinazione sono invece i parametri misurati con D-Wall, un attrezzo collegato a uno specchio digitale che simula una sessione in pista invitando a seguire una particolare traiettoria compiendo a schermo il minor numero di correzioni possibili. Uno speciale sensore si inserisce nel caschetto o in un volante (un peso circolare che arriva a pesare fino a 15 chilogrammi) e misura in tempo reale la risposta dei muscoli del collo o la precisione alla guida. Non manca, infine, anche una pedana farcita di sensori collegata a un monitor per allenare con giochi basici animati i muscoli di busto e tronco e migliorare la postura dentro la vettura. Nel Lab, insomma, ci si allena (anche) divertendosi. In gara, poi, non c'è tempo per scherzare

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