ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl confronto

Decreto aiuti, il Governo pone la fiducia. Vertice con Draghi, Conte: restiamo ma serve discontinuità, risposte entro luglio

Palazzo Chigi: «Incontro positivo». Nel documento M5s consegnato al premier 9 punti, tra cui il salario minimo. Nessun riferimento all’invio di armi all’Ucraina e al termovalorizzatore di Roma. Tra gli eletti prevale la spinta a uscire dal governo

Conte incontra Draghi: "Stiamo al Governo ma vogliamo impegni chiari e precisi"

5' di lettura

«Restiamo al governo ma serve discontinuità». Sono le parole con cui il leader del M5S Giuseppe Conte, uscendo da Palazzo Chigi dopo l’incontro con il premier Mario Draghi, chiude giornate di profonda incertezza sulle sorti del M5S nella maggioranza. È la linea risultata maggioritaria nel Consiglio nazionale di metà mattinata dove si sono misurate le varie anime dei pentastellati, che comunque restano in attesa di risposte dal presidente del Consiglio. «Dobbiamo intervenire a favore di famiglie e imprese con un intervento straordinario, 200 euro di bonus non servono. Va tagliato il cuneo fiscale. Dobbiamo intervenire per i lavoratori e sul salario minimo», è la sintesi di Conte al termine del faccia a faccia. Inoltre, «non permettiamo più che il reddito di cittadinanza sia messo quotidianamente in discussione». Intanto sul decreto Aiuti il Governo ha posto la fiducia. Come voterà il M5S? «Adesso decideremo con i capigruppo. Lo saprete presto» ha risposto Conte in un punto stampa nella sede del Movimento.

Conte: mai assicurato sostegno al governo

In serata arriva la precisazione rispetto alle letture date all’esito dell’incontro: «Mai assicurato il sostegno al governo, ho detto che ci sono delle richieste molto chiare e dalle risposte valuteremo la prospettiva di continuare a collaborare con il governo. Le risposte saranno determinanti» sottolinea il presidente M5S. Poi un messaggio al Pd: «Le alleanze per noi non sono un dato acquisito una volta per tutte. Si basano su obiettivi condivisi e reciproco rispetto. Occorre lealtà e correttezza», «altrimenti a noi non interessa un’alleanza per prendere voti in più. I diktat ci lasciano indifferenti».

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Tra i parlamentari la tentazione dell’appoggio esterno

A fine giornata Conte incontra i parlamentari del M5S: la maggioranza degli interventi di nel corso dell'assemblea congiunta è per l'uscita dal governo, garantendo l'appoggio esterno. Molti gli «interventi di sostegno alla dura linea illustrata da Conte all'inizio e al contempo di insofferenza» verso l'esecutivo capitanato da Mario Draghi, secondo quanto riferito all’agenzia Adnkronos da alcuni presenti.

Il documento M5S al Presidente Draghi

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Dl Aiuti, il governo pone la fiducia

Come anticipato alla conferenza dei capigruppo di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, ha annunciato in Aula alla Camera che il governo porrà la questione di fiducia sul dl Aiuti nel testo della commissione. Per questo provvedimento si tratta di una corsa contro il tempo visto che il testo deve essere convertito in legge entro il 16 luglio e manca ancora il via libera di Palazzo Madama. I partiti che sostengono il governo sono stati a lungo in fibrillazione malgrado Palazzo Chigi abbia mostrato la massima disponibilità al dialogo per evitare la fiducia a patto che trovassero un accordo in tempi congrui. Tra i punti spinosi più sensibile è la parte che riguarda il Superbonus, uno delle misure bandiera dei pentastellati.

Palazzo Chigi: da Draghi attenzione a Conte

Da fonti di Palazzo Chigi l’incontro tra il premier Draghi e il leader del M5S Conte viene definito «positivo e collaborativo». In primo luogo Conte ha confermato il sostegno del M5S al Governo. Molti dei temi sollevati poi si identificano in una linea di continuità con l’azione governativa. Tra questi si fanno notare in particolare il reddito di cittadinanza, il salario minimo, il cuneo fiscale, il Superbonus, il caro bollette.

Nel documento M5S salario minimo ma non l’Ucraina

Reddito di cittadinanza, salario minimo, decreto dignità, aiuti a famiglie e imprese, transizione ecologica, superbonus 110%, cashback fiscale, intervento riscossione, clausola legge di delegazione. Questi i nove punti che formano il documento presentato da Conte al premier. Un testo nel quale non c’è alcun riferimento all’invio di armi in Ucraina né alla norma contnuta nel decreto Aiuti sul termovalorizzatore di Roma, punti sui quali il M5S ha espresso una posizione contraria. Sul fronte del salario minimo, si spiega: «L’esistenza di una platea di 4,5 milioni di lavoratori che hanno buste paga da fame, che ledono la loro stessa dignità, rende assolutamente urgente l’introduzione del salario minimo. È una misura molto diffusa anche in altri Paesi europei. Il nostro progetto di legge valorizza anche i contratti collettivi di riferimento e vale a espungere dal sistema i cosiddetti contratti pirata. Non riteniamo possibile che questo esecutivo rimanga indifferente e non dia chiare indicazioni sulla priorità di questa riforma, che coinvolge anche giovani e donne, che continuano a ricevere buste paga indecorose».

Conte: ci aspettiamo risposte entro luglio

Durante un punto stampa nella sede del Movimento Conte ha detto: «Ho rappresentato a Draghi in modo schietto e diretto le ragioni del disagio politico che il M5s ha accumulato per il metodo e il merito dell’operato di questo governo. Occorre ci siano risposte precise e risolutive che possano costituire valide motivazioni per convincerci a proseguire nel sostegno» al governo. Il leader del M5s, a chi chiede se si sia dato una deadline per ottenere queste risposte da Palazzo Chigi, risponde: «Siccome vogliamo risposte vere e risolutive non ce le aspettiamo domani mattina. È chiaro che non stiamo rinviando a dopo estate. Si tratta di giorni, sicuramente entro luglio, poi si dovrà lavorare alle soluzioni».

Attesa di risposte concrete

Il confronto in agenda per lunedì scorso ma era stato rinviato a causa della visita di Draghi a Canazei (Trento), dopo il crollo sulla Marmolada, e riprogrammato in un primo tempo per oggi pomeriggio alle 16,30. Durante il Consiglio nazionale è emerso il disagio politico dell’intera comunità del Movimento. «La permanenza al Governo del M5S dipende dalle risposte concrete, nei fatti, che verranno date ai vari punti delle richieste», fanno sapere fonti dei Cinque Stelle. Richieste che sono confluite in un documento sottoposto al premier che ora le valuterà nel merito («non mi aspettavo una risposta immediata, non sarebbe neanche stato serio», precisa Conte).

«Subito attacchi per distruggerci»

«Noi sempre responsabili, mai voltato spalle al paese». È uno dei capitoli chiave di quel documento consegnato al premier Mario Draghi, nel colloquio durato circa un’ora. «Abbiamo lavorato sempre per un confronto sereno sui problemi - si legge in un passaggio del documento - offrendo senza riserva il nostro contributo per pervenire a soluzioni utili, senza mai creare difficoltà. Non è stato questo l’atteggiamento di tutte le forze politiche di maggioranza. Abbiamo subito attacchi pregiudiziali, mancanze di rispetto, fino a subire invettive intese a distruggere la nostra stessa esistenza. C’è stata spesso indifferenza rispetto alle nostre legittime richieste».

Floridia: al governo solo se rispettate le nostre misure

«Il Movimento 5 Stelle resta leale al governo nella misura in cui l’esecutivo resti leale all’agenda politica alla base dell’accordo che ha portato alla formazione del governo stesso. Non è una novità che reddito di cittadinanza, salario minimo e Superbonus, in particolare, siano le misure per noi più importanti. Se si smetterà di metterle in discussione e se andranno avanti come sempre stato negli accordi, il nostro appoggio continuerà ad esserci» ha detto a Sky Tg24 la sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia, candidata del Movimento 5 Stelle alle primarie del campo progressista per le Regionali in Sicilia.

Colloquio Salvini-Giorgetti, partito unito

Intanto sembra raggiunto un equilibrio sull’altro fronte che minacciava di entrare in fibrillazione, quello del Carroccio. Il segretario Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti si sono chiariti e «i due hanno rinnovato e confermato, in questa delicata fase politica, che la Lega è compatta e prosegue nella linea decisa nel corso della riunione di lunedì scorso in via Bellerio nell’esclusivo interesse degli italiani e coerentemente con le battaglie del partito».

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