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Nel match Argentina-Fmi scende in campo Papa Francesco

L’incontro in Vaticano, per parlare dei 120 i miliardi di dollari di debito da ristrutturare. Francesco: «No alla condanna alla disuguaglianza universale»

di Roberto Da Rin

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(Ansa)

L’incontro in Vaticano, per parlare dei 120 i miliardi di dollari di debito da ristrutturare. Francesco: «No alla condanna alla disuguaglianza universale»


2' di lettura

Una trattativa infinita. Quella tra Argentina e Fondo monetario internazionale si ripropone da decenni e potrebbe esser definita un… corso e ricorso storico. Stavolta sul tavolo le questioni sono queste: la rinegoziazione dei 120 miliardi di dollari di debito argentino e i 57 miliardi di dollari concessi da Washington a Buenos Aires lo scorso anno.

Temi caldi che il governo peronista di Alberto Fernandez deve affrontare con urgenza. Una trattativa in cui il Vaticano gioca un ruolo non secondario. È lì che si è aperto un confronto economico, con un convegno dedicato alle “Nuove forme di solidarietà”, organizzato dalla Pontificia accademia delle Scienze sociali. Nelle stesse ore il Senato argentino ha convertito in legge all’unanimità, e al termine di un acceso dibattito durato nove ore, un progetto inviato dal governo riguardante la «Reintroduzione della sostenibilità del debito pubblico emesso con giurisdizione straniera».

Tra i presenti al convegno organizzato in Vaticano vi era Kristalina Georgieva, direttrice operativa del Fondo Monetario Internazionale, Martin Guzman, ministro argentino dell’Economia e delle Finanze, il ministro delle Finanze del Messico, Arturo Herrera, quello della Colombia, Alberto Carrasquilla, del Paraguay, Benigno Lopez, di El Salvador, Maria Luisa Hayem, e dell'Ecuador, Richard Martinez.

Il presidente argentino ha parlato al Papa del rischio default e del Fondo monetario internazionale (Fmi): «Gli ho chiesto di fare tutto quello che può fare per aiutarci e lo farà», ha riferito ai giornalisti dopo l’udienza.
Georgieva ha incontrato il ministro dell’economia argentino Guzman: «L’incontro – ha dichiarato – è stato un'opportunità per continuare il dialogo in corso sul programma economico dell'Argentina, confermare l’impegno del Fmi e scambiare punti di vita sulle misure adottate dalle autorità sinora e le loro politiche economiche. Siamo consapevoli della difficile situazione socio-economica che l’Argentina e il suo popolo affrontano e condividiamo pienamente l’obiettivo del presidente Fernandez di stabilizzare l’economia, proteggere i più vulnerabili della società e assicurare una crescita più sostenibile ed inclusiva». E poi, inaspettatamente, Georgieva ha dichiarato: « Oggi il capitalismo sta facendo più male che bene».

Papa Francesco si è invece appellato ai leader finanziari e agli esperti economici affinché prestino maggiore attenzione «alle ingiustizie che pervadono la nostra attuale economia, lavorare insieme per porre fine alla disuguaglianza globale». Non solo, pur non citando esplicitamente l’Argentina, papa Bergoglio ha menzionato l’idea di «nuove forme di solidarietà» e, con riferimento ai Paesi indebitati, ha detto che «non siamo condannati alla diseguaglianza universale».

Insomma una mediazione vaticana, con un intervento papale, che cerca di stemperare la contrapposizione frontale tra due parti, il Governo argentino e il Fondo monetario internazionale.

Per approfondire:
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