RINNOVARE LA TRADIZIONE

Nel mondo dell'industrial design è tempo di riedizioni che puntano sul colore

Grandi classici che rispondono all'attuale bisogno di rassicurazione e di identificazione. Dove texture inedite aggiungono un tocco di cromoterapia.

di Paola Pianzola

5' di lettura

A volte ritornano, oppure – semplicemente – non se ne sono mai andati. Mantenuti anno dopo anno nel catalogo delle aziende che li producono, esposti negli showroom, scelti dagli stylist per ambientazioni di carattere e immediata patente autoriale. Sono gli arredi evergreen, quelli per i quali la definizione un po' usurata di icona vale davvero. Achille Castiglioni, con la sua inarrivabile cifra di ironia affettuosa e understatement, diceva che “gli oggetti devono fare compagnia”. Come la sua piccola lampada Lampadina, nel catalogo Flos dal '72, il cui diffusore in vetro Globolux oggi può avere anche una parziale sabbiatura per dosare la luce, o come la Minitopo di Joe Colombo, disegnata nel 1970 per Stilnovo , che sorprende ancora per una nuova finitura gold. Intramontabili, ben lontani dall'oblio che è invece il rischio di buona parte della produzione dell'arredo di design: presentazione, campagne di comunicazione, sostegno del produttore, ma poi, complici anche i meccanismi di un mercato che finora ha richiesto novità con un ritmo compulsivo, se i risultati economici non sono più all'altezza dopo qualche anno su poltrone, lampade, divani, tavoli, complementi, cala il sipario. Un iter comune, ma non inevitabile.

La riedizione del radiofonografo rr226 Primo, design Achille e Piergiacomo Castiglioni per Brionvega, in noce canaletto (14.000 €).

Per una – piccola – percentuale di progetti è tutto diverso: scatta la magia, la sintonia con qualcosa di profondo nell'immaginario collettivo, piacciono quasi a tutti, anno dopo anno vengono ancora desiderati, scelti, acquistati. E il tempo passa senza scalfirne il fascino, anzi aumentando un appeal fatto di un insieme di fattori mai del tutto decifrabile. Per la compagine non troppo numerosa dei long seller, ricorrenze, riedizioni, reinterpretazioni, serie limitate, sono un omaggio e l'occasione per rinverdire la loro popolarità. E sono proprio la texture delle superfici e il colore che spesso caratterizzano le versioni più recenti e le rivisitazioni di questi oggetti noti, la cui longevità sembra connessa anche alla loro stupefacente (e apparente) semplicità, il frutto più prezioso della vera cultura progettuale. Viene quasi da dire “lo saprei fare anch'io” di fronte alla lampada Nur di Ernesto Gismondi per Artemide del 2003 ora in cinque nuovi colori molto saturi e in una versione acustica fonoassorbente che, anche in virtù della sua forma conica, attenua le onde sonore.

Loading...

La poltrona Vanity Fair XC, nelle colorazioni SC 255 Belladonna, Poltrona Frau Style Design Centre (5.307 € cad.)

In questi anni percorsi da una crisi che ha sgretolato molte certezze, comprese quelle del mondo dell'industrial design – e più che mai adesso che, al centro di una vita quotidiana infragilita ma forse più riflessiva, c'è una casa dove essere se stessi finalmente senza maschera (chi l'avrebbe detto che questa metafora sarebbe stata da interpretare così alla lettera?) – il bisogno di rassicurazione, di identificazione conduce a un paesaggio abitato da oggetti di varia estrazione dal quale attingere quelli feticcio da coccolare come amuleti. E la presenza del colore li carica della valenza terapeutica di una sottile cromoterapia sottotraccia. Dopo la grande abbuffata dei primi anni Duemila, i mobili dei maestri del Bauhaus sembrano meno presenti negli interior di tendenza. L'attrazione della loro bellezza pura e un po' intransigente è stata forse intaccata dalla carica delle copie, spesso di qualità mediocre, scatenata dalla scadenza dei diritti. È coinvolgente invece l'omaggio all'estro eclettico e fuori dagli schemi di Carlo Mollino con la bergère Ardea di Zanotta , progettata nel 1946 e rieditata quest'anno. Definita ai tempi una poltrona “per la conversazione”, restituisce un'immagine protettiva grazie ad una linea pulita ma avvolgente, dove il coté dinamico è affidato alle varianti di un rivestimento che si può cambiare sfilandolo.

La poltrona Ardea, omaggio a Carlo Mollino, base in massello di rovere, con rivestimento in tessuto o pelle, Zanotta (3.843 €)

Dall'ispirazione anni Cinquanta e Sessanta, boom economico e fiducia nel futuro, arrivano anche i frigoriferi monoporta FAB28 di Smeg , protagonisti nel tempo di varie edizioni speciali, dalla versione firmata Dolce & Gabbana all'Union Jack-Smeg, e oggi in tre nuovi colori opachi. Per il radiofonografo rr226 Primo, disegnato da Achille e Piergiacomo Castiglioni per Brionvega nel 1965, si è prodotta un'edizione limitata a 100 pezzi in noce canaletto, che era poi la finitura originaria pensata dai progettisti. La versione bianca appartenuta a David Bowie non è così pregiata ma, a dimostrazione del carismatico appeal di entrambi, – fonografo e White Duke –, è stata battuta nel 2016 ad un'asta di Sotheby's per la cifra record di 257mila sterline. Il divano Bocca di Gufram , il laboratorio creativo nato nel '66 e autore di alcuni pezzi indimenticabili della cultura pop, allora era un progetto provocatorio. Realizzato nel 1970 per un centro estetico milanese, fu poi editato in numero limitato. Ma quelle labbra che traggono ispirazione da un ritratto di Mae West di Salvador Dalì sono irresistibili e lo è altrettanto il successo costante di questo sofà in poliuretano e tessuto.

Anche le provocazioni, però, devono stare al passo coi tempi. Bocca quest'anno compie 50 anni con una riedizione in 25 nuovi colori: dal caldo rosso delle origini a un inaspettato verde, varie sfumature di blu, fino ai colori neutri come il grigio e il beige.

Sempre del 1970, gli anni della fantasia al potere, è la poltrona Marenco di Arflex che sembra composta da quattro grandi guanciali e alludere ad una realizzazione estemporanea. Niente di vero, visto anche che il nome è quello del suo autore Mario Marenco, la dissacrazione ironica fatta designer. Nata bianca, oggi è anche ruggine, grigia e gialla. La sedia più venduta nella storia del brand danese Fritz Hansen , ma forse nella storia tout court, è la Series 7 progettata da Arne Jacobsen nel 1955, quando piegare il laminato per ottenere una scocca continua era una metodologia per nulla scontata. Designer e produttore ci avevano lavorato per decenni e la loro tenacia nel creare qualcosa di tecnologicamente avanzato è stata premiata con un best seller infinito. Per rimanere ancorata alla contemporaneità, questa sedia perfetta e quasi straniante nel suo essere invece atemporale, oggi si presenta con nuove nuance vagamente fashion, dal rosa polvere al giallo canarino, selezionate in collaborazione con Carla Sozzani, gallerista e curatrice milanese.

Sospensione Nur Acoustic di Ernesto Gismondi per Artemide, in 5 nuove varianti colore (2.330€).

La poltrona Vanity Fair, rielaborata da Poltrona Frau Style & Design Centre a partire dai disegni lasciati dal fondatore Renzo Frau alla moglie, è un classico di cui quest'anno ricorre il novantesimo anniversario. Per l'occasione, è stata affidata al designer Roberto Lazzeroni una rivisitazione che ne ha calibrato le proporzioni. E la sterminata palette di colori, messa a punto con la consulenza del cromatologo e textile designer Giulio Ridolfo, definisce le varianti cromatiche del rivestimento in pelle con nomi suggestivi: Siam è un rosso brillante, Glauco un verde grigio fascinoso, Abyss un grigio scurissimo… Altri oggetti di culto sono più vicini nel tempo: è del 2014 la lampada a sospensione Spokes, fortunata interpretazione in alluminio e filo d'acciaio della lanterna che riverbera cangianti strisce di luce, disegnata per Foscarini dalla giovane coppia di designer Vicente García Jiménez e Cinzia Cumini e presentata in nuove finiture tra cui il color rame e il nero. Inconfondibile il decoro dell'edizione limitata dei piatti in porcellana Foglie di Rosenthal , cui Emilio Pucci regala i tratti della sua estetica raffinatissima e cromaticamente vivace. Il bozzetto originale del paravento Balla, incursione dell'artista nel mondo dell'arredamento per “entrare nella vita reale”, risale agli inizi del secolo scorso e, realizzato in collaborazione con gli eredi, è oggi nel catalogo Cassina . La decorazione serigrafata su entrambi i lati la cui carica cromatica ancora oggi trasmette un palpito dell'energia futurista ha un'origine legata all'ambiente domestico: fu ispirata a Balla dal panorama della sua casa romana affacciata sui giardini di Villa Borghese.

Piatto con stampa Foglie, in porcellana, Emilio Pucci per Rosenthal (250 € l'uno)

La vitalità è dunque uno dei denominatori che accomuna il paravento agli altri protagonisti di questa selezione di arredi incuranti di mode e tendenze. Per ognuno, l'attenzione di produttori e designer si concentra su una ricerca estetica che possa facilitare il loro viaggio nel tempo. E in molti casi il colore è un alleato leggero, divertente, per niente nostalgico, ma ricco di consapevolezza.

Riproduzione riservata ©

loading...

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti