CONGIUNTURA: TERZO TRIMESTRE 2017

Nel Piemonte manifatturiero migliora il clima di fiducia

di R.I.T.

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3' di lettura

Migliora il clima di fiducia del sistema produttivo piemontese. Lo sostiene il sondaggio congiunturale sul terzo trimestre 2017 condotto in sinergia tra Confindustria Piemonte, Unioncamere Piemonte, Intesa Sanpaolo e UniCredit. Il report conferma il miglioramento del clima di fiducia osservato a marzo, con indicatori che si assestano su livelli positivi. In particolare, nel settore manifatturiero le previsioni su produzione e ordini restano favorevoli, con saldi ottimisti-pessimisti in lieve flessione rispetto a marzo.

Bene l’export dopo l’accelerazione del secondo trimestre. Rimangono espansive le previsioni sull’occupazione, con saldi positivi e Cig ormai a livelli fisiologici: una quota così bassa di imprese intenzionate a ricorrere a questo strumento non si registrava dal 2008, anche a causa delle modifiche normative che ne limitano l’utilizzo. Poco meno di un terzo delle aziende ha in programma investimenti di rilievo, come a marzo.

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Le prevsioni delle aziende piemontesi per il terzo trimestre 2017

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A livello settoriale, le indicazioni più favorevoli provengono, come a marzo, dai settori chimico, alimentare, gomma plastica e manifatture varie (gioielleria, giocattoli, ecc.), con saldi ottimisti-pessimisti su produzione e ordini vicini ai +20 punti percentuali. Bene anche la metalmeccanica, con saldi superiori alla media. In particolare, indicazioni favorevoli vengono dalla meccatronica, ma anche nel comparto automotive prevalgono attese ampiamente ottimistiche. Il tessile risente delle stagionalità negative tipiche di questo trimestre estivo. Resta problematica la situazione di edilizia, impiantisti e indotto. Rimane ampia la “forbice” tra imprese con oltre 50 addetti (decisamente ottimiste) e quelle più piccole, dove i saldi ottimisti-pessimisti scendono quasi a zero. Analoghe valutazioni sono riferibili al comparto dei servizi.

È poi stata condotta una indagine una tantum sui programmi di digitalizzazione delle imprese.

Risulta che il 25% delle aziende, nel breve termine, ha in progetto di aumentare la diffusione di tecnologie digitali nella propria azienda, in particolare nella produzione, nella amministrazione e nello sviluppo prodotto.

«L’indagine congiunturale rassicura sulla natura non transitoria della fase di ripresa avviata nei mesi scorsi. Le indicazioni delle nostre imprese sono in linea con il complessivo miglioramento del clima economico nazionale e internazionale - commenta il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Piemonte, Marco Caletti. Significativa la revisione al rialzo delle previsioni di crescita 2017 dell’Italia da parte del Centro Studi Confindustria e di altri istituti di previsione. Il raffreddamento di alcuni indicatori è del tutto coerente con un assestamento fisiologico dopo l’inversione di tendenza che avevamo registrato a marzo. Note di cautela derivano dal ritardo che il nostro Paese continua ad avere rispetto al nucleo forte dell’Europa, dall’elevato livello della disoccupazione (tra i più alti in Europa) e dalla cronica instabilità politica che impedisce di attuare riforme incisive».
Il presidente di Unioncamere Piemonte Ferruccio Dardanello commenta: «I dati ci mostrano un Piemonte che si è lasciato alle spalle la crisi degli anni passati e che guarda con fiducia al proprio futuro. Anche i nostri ultimi dati congiunturali a consuntivo, relativi al I trimestre 2017, ci avevano confermato la ripresa del tessuto manifatturiero regionale, con una crescita della produzione industriale pari al 4,5%. Un dato particolarmente incoraggiante ci arriva anche dalle esportazioni regionali: con 11,8 miliardi di euro esportati nel I trimestre 2017 e una crescita del 14,1%, il Piemonte ha superato la media nazionale, oltre che le altre regioni normalmente sul podio, quali Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, confermandosi la quarta regione esportatrice, con una quota del 10,8% dell’export nazionale. Questi dati ci fanno ben sperare in una strutturata ripresa economica della nostra regione. Gli attori economici istituzionali devono saper coltivare questi germogli di ripresa e fare in modo che le imprese ne raccolgano i frutti. Come sempre, la chiave è fare sistema, puntando sullo straordinario know-how delle nostre imprese e offrendo loro servizi di supporto all’innovazione, vero fattore chiave di competitività».
«Se guardiamo la concessione di nuovi crediti da parte del nostro Istituto - dichiara Stefano Gallo, Regional Manager Nord Ovest di UniCredit – si conferma il processo di ripresa dell’economia piemontese. Nei primi sei mesi dell’anno abbiamo infatti erogato a famiglie e piccole e medie imprese della Region nord ovest, senza considerare quindi le imprese large corporate, oltre 1 miliardo e cento milioni di euro». Conclude Cristina Balbo, direttore regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Intesa Sanpaolo: «C’è una ripresa in corso che investe tutto il Paese e il Piemonte sta facendo la sua parte. Riteniamo che Industria 4.0 abbia favorito la consapevolezza delle potenzialità ma anche dei rischi qualora questa sfida non venisse colta in tempo. Una recente indagine della nostra Direzione Studi evidenza che un buon numero di imprese già produce macchinari 4.0 e realizza con questi una quota significativa del fatturato, grazie anche al traino dei mercati esteri. Il portafoglio ordini di queste imprese è buono e può contare inoltre sulla ripresa della domanda interna di beni di investimento».

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