Progetti in partenariato

«Nel Pnrr ci sono spazi per la collaborazione tra pubblico e privati»

Al seminario Dla Piper nodi giuridici e settori Pizzarotti (Ance): servono semplificazioni

di Giorgio Santilli

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2' di lettura

Nel Pnrr ci sono spazi e opportunità per realizzare interventi in partenariato pubblico privato. Il piano varato dal governo non esclude la finanza di progetto e capitali privati aggiuntivi ai 191 miliardi previsti e anzi cita espressamente questa possibilità quando, nelle analisi macroeconomiche di impatto sul Pil, si dice che per prudenza l’apporto di risorse private ulteriori non è stato calcolato. Inoltre, in alcuni settori - come la realizzazione di studentati e la rigenerazione urbana - l’apporto di capitali privati è citata esplicitamente, mentre il ministro dell’Innovazione Vittorio Colao ha citato espressamente nei giorni scorsi una gara in Ppp per il cloud nazionale. Infine è il disegno di legge sui contratti pubblici a raccomandare, fra i principi di delega, «razionalizzazione, semplificazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico-privato».

Il seminario dello studio legale Dla Piper

Ci ha pensato lo studio legale Dla Piper - con un seminario sul web - a lanciare un tema che finora era rimasto nell’ombra: la possibilità che i privati partecipino, con capitali aggiuntivi e con proposte progettuali, al Pnrr. Molto potranno fare, in questo senso, le normative secondarie, vale a dire le indicazioni che daranno i ministeri sull’attuazione dei singoli piani contenuti nel Pnrr.

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Dla Piper ha anche messo a punto un elenco, indicativo, dei settori del Pnrr in cui sarebbe possibile sviluppare forme di Ppp: la digitalizzazione, con il polo strategico nazionale e le connessioni internet veloci; il rinnovo del parco mezzi di trasporto su gomma e il rolling stock; la realizzazione di infrastrutture di trasporto urbano come tram, filovie e funivie; il teleriscaldamento; l’idrogeno; l’efficientamento energetico delle scuole, degli uffici pubblici e dell’edilizia convenzionata; l’efficientamento energetico dei porti (cold ironing); le residenze per studenti universitari; le infrastrutture di ricerca scientifica universitaria; la sanità, con case e ospedali della comunità, adeguamento sismico e attrezzature tecnologiche.

Anche se difficoltà normative e interpretative non mancano - per esempio il vincolo normativo del 49% al settore pubblico, la durata dei progetti Pnrr limitata al 2026 e l’applicabilità del canone di disponibilità, soluzioni possono essere trovate e i fondi nazionali aggiuntivi (Fondo nazionale complementare) possono aiutare.

Semplificare per collaborare

Per il vicepresidente Ance, Michele Pizzarotti, «il Ppp all’interno del Pnrr può funzionare soprattutto in ambito ospedaliero, ma il settore continua a scontare un quadro giuridico a monte che non aiuta, come nel caso delle autostrade: servono semplificazioni e l’utilizzo di società pubbliche, come Cdp e Sace, a sostegno delle imprese sul fronte delle garanzie».

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