Interventi

Nel PNRR manca l'ambizione di essere fornitori di tecnologie

Semplificando, il piano ha il punto di vista del paese fornitore di tecnologie per una parte su 200, del cliente per il resto

di Giuseppe Iannaccone

3' di lettura

Per il nostro paese è fondamentale essere un fornitore di tecnologie avanzate, non un semplice acquirente di tecnologie. Purtroppo, questa ambizione è assente nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sia nella versione attuale, sia nella bozza precedente, e purtroppo in molte delle proposte di modifica. È un problema non nuovo, presente anche nell'iniziativa nazionale Industria 4.0.

Quasi tutti gli investimenti in innovazione previsti nel PNRR puntano a migliorare i processi interni della Pubblica Amministrazione, del sistema sanitario, delle imprese, dei trasporti.

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Sono certamente cose importanti. Il problema è che solo una quota minuscola degli investimenti è dedicata a potenziare la capacità delle imprese nazionali di fornire nuove tecnologie e di competere sui nuovi mercati ad alto contenuto tecnologico.Vediamo i numeri.

In un PNRR di circa 200 miliardi di euro, ci sono due soli interventi esplicitamente dedicati ai fornitori di tecnologie: 750 milioni destinati al potenziamento degli investimenti dell'industria microelettronica, nel quale abbiamo un campione nazionale in STMicroelectronics (metà italiano e metà francese, per la precisione), e una quota minoritaria dei 900 milioni alla voce Costellazione satellitare e Istituto Nazionale di Osservazione della Terra, che aumenteranno le capacità tecnologiche di alcune imprese nazionali nel settore dello spazio. In tutto, circa 1 miliardo dei circa 200 è destinato di fatto ad aiutare nostre imprese a conquistare o a mantenere posizioni di leadership in mercati ad alta tecnologia.

Semplificando, il piano ha il punto di vista del paese fornitore di tecnologie per una parte su 200, del cliente per il resto.Questo difetto di fondo, che rivela forse scarsa ambizione e certamente volontà di non scegliere, è già presente nel piano nazionale Industria 4.0, di cui il capitolo Transizione 4.0 del PNRR è la continuazione.

Il confronto con le scelte di Germania e Francia chiarisce meglio il punto. La Germania ha promosso l'iniziativa Industrie 4.0 con l'obiettivo di rendere le imprese tedesche sia i maggiori acquirenti e sia i maggiori fornitori di tecnologie per la rivoluzione digitale. Ha inoltre privilegiato nell'iniziativa quelle tecnologie nelle quali le imprese tedesche possono ambire ad essere leader di mercato.

La Francia, meno ambiziosa perché dotata di una base industriale molto indebolita nel tempo, ha deciso di concentrare gli investimenti su una dozzina di nuovi mercati tecnologici in cui esistono campioni nazionali che possono ambire alla leadership, se ben sostenuti, e su una seconda dozzina di mercati in cui ci sono imprese nazionali in grado di conquistare la posizione alle spalle del leader.

Nel caso italiano, si lascia libertà alle imprese di fare investimenti in un ampio ventaglio di tecnologie, tipicamente definite dalle grandi società di consulenza americane, purché siano rispettati alcuni requisiti generali, rinunciando a concentrare gli sforzi.Il nostro paese ha una forte manifattura e capacità tecniche, ma risorse limitate.

Per non perdere rilevanza come potenza industriale, ha bisogno che imprese nazionali riescano a diventare leader di nuovi mercati ad alta tecnologia, anche di nicchia, meglio se non limitate alla filiera produttiva tedesca.

Per favorire questo esito è necessario prendere l'iniziativa e concentrare una parte rilevante delle risorse del PNRR su quei settori tecnologici in cui ci sono reti di nostre imprese in grado di competere, se sostenute adeguatamente. Sono scelte che ovviamente spettano alla politica, ascoltati gli attori industriali e tecnologici del Paese, a cui è importante non rinunciare.

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