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Nel post Covid aumentano i furti di beni culturali

Il bilancio 2021 dei Carabinieri Tpc rivela rivela maggiori sottrazioni di dipinti, strumenti musicali, ceramiche e beni archeologici. I furti soprattutto nei luoghi di culto ed espositivi e negli archivi

di Marilena Pirrelli

3' di lettura

Nel 2021 i 300 Carabinieri del Comando TPC hanno recuperato 33.869 beni d'arte.
I traffici illeciti di beni culturali continuano a calare, proseguendo una tendenza che va avanti da anni, lo rivela il report annuale“Attività Operativa 2021” dell'Unità specializzata dell'Arma. Solo per qualche reato si registra un incremento, ma sono numeri bassi e il confronto è con il 2020, annus horribilis della pandemia in cui qualunque attività si è come sospesa, comprese quelle criminali. I risultati raggiunti e gli innumerevoli recuperi, in molti casi di beni preziosi, per la maggior parte riguardano i reperti archeologici, paleontologici e numismatici (23.607 contro i 17.596 nel 2020), a seguire il recupero antiquariali, archivistici e librari (10.262 rispetto ai 483.978 del 2020, grazie a un’intesa verifica delle vendite online). Forte in contrasto al mercato del falso: sono state sequestrate 1.748 opere contraffatte, falsi di arte contemporanea (ma non solo) che, qualora immessi sul mercato, avrebbero fruttato alle organizzazioni criminali oltre 429,3 milioni di euro. Erano 1.547 nel 2020 con un teorico valore di 415,7 milioni.
In apparente controtendenza rispetto agli anni precedenti, si rileva un aumento complessivo dei furti di beni culturali (+20,5%), prima di tutto nei luoghi di culto (+14,2%) e poi dai privati e nei luoghi espositivi (+42,3%) e archivi (+50%); Lombardia, Lazio e Toscana le regioni più colpite. È però sensibile il decremento dei beni asportati (-52%). Si ritiene che ciò possa essere in parte riconducibile, da un lato, alla fragilità della ripresa economica post Covid, che ha inciso sull'aumento delle attività delinquenziali, e dall'altro al ripristino delle libertà di movimento e alla riapertura graduale dei luoghi culturali e degli esercizi di settore, che hanno facilitato la consumazione di reati.

Preziosi ritorni

Sono state promosse restituzioni alle Comunità italiane ed estere, innovazioni tecnologiche in vari settori, a partire dalla Banca dati delle opere sottratte - la più antica ed estesa al mondo con 1.300.000 file - che rappresenta lo strumento investigativo per eccellenza del Comando TPC, per la possibilità che offre di individuare i beni trafugati ovunque affiorino. I ritorni che hanno caratterizzato l'anno trascorso possono essere esemplificati dal Cratere apulo a volute, risalente al IV secolo a.C., trafugato illecitamente nel corso di scavi clandestini perpetrati in Italia meridionale e recuperato negli Stati Uniti.

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Le attività svolte in cooperazione di polizia con i collaterali Uffici esteri, insieme alla “diplomazia culturale”, hanno permesso il rimpatrio di molte opere rilevanti: una scultura di I secolo a.C. raffigurante un Togatus è stata rimpatriata dal Belgio, era stata trafugata nel 2011 a Roma. Sempre dal Belgio 782 reperti archeologici di importante valore esportati illecitamente sono stati recuperati nel giugno dello scorso anno. La statua marmorea «Sogno di bimba» di Arturo Dazzi è stata rimpatriata dalla Francia e restituita in occasione della Festa nazionale francese presso l'Ambasciata a Roma il 14 luglio scorso. Ancora, il dipinto di XVI secolo dell'artista Key Willem, trafugato dalle truppe naziste nel giugno del 1944, è rientrato dalla Germania.
Nella lotta alla contraffazione l'operazione “Infinito” ha portato al sequestro di 658 opere contraffatte dell'artista Francis Bacon e del laboratorio dove venivano realizzate.

L’Arma sottolinea anche l’importanza della digitalizzazione dell'arte e, in particolare, di quella contemporanea: i primi importanti episodi di trasformazione di opere in NFT (non-fungible token), cioè in foto digitali ad altissima risoluzione munite di certificati “di proprietà” crittografati non replicabili, possono rappresentare nel mercato - secondo la Tpc - da un lato alternative efficaci al fenomeno della vendita delle collezioni museali o private, dall'altro il mezzo per facilitarne la trasmissione per lo studio da parte degli esperti in tutto il mondo.

Supporto internazionale

Nel 2021 i Carabinieri TPC hanno fornito supporto all'estero a seguito di eventi che ne hanno compromesso il patrimonio: la Task Force “Caschi blu della Cultura” è intervenuta a Zagabria (Croazia) per un sopralluogo ricognitivo sullo stato dei luoghi dell'arte interessati dai violenti terremoti che si erano succeduti a partire dal 29 dicembre 2020, per valutare, insieme a esperti croati, i danni. Sono state così organizzate due azioni di recupero e messa in sicurezza del patrimonio culturale.

L’anno infine si è concluso con ottimi risultati: il 10 dicembre a Taranto, una conferenza stampa ha raccontato “Operazione Taras”, che in due anni di indagini ha portato al recupero di oltre 2.000 reperti archeologici commercializzati illegalmente in Italia e in diversi Paesi esteri. Pochi giorni dopo, il 30 dicembre, presso la Caserma “La Marmora”, sede del Reparto Operativo TPC nel cuore di Trastevere, il Ministro della Cultura, On. Dario Franceschini, e il Comandante dei Carabinieri TPC, Gen.B. Roberto Riccardi, hanno celebrato il rimpatrio di oltre 200 reperti archeologici venduti illecitamente negli Stati Uniti a partire dagli anni Settanta del secolo scorso.

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