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Nel primo semestre 2023 rallenta la produzione di cavi elettrici

In leggero calo sia il valore che i volumi. Lo scorso anno il comparto valeva 6,6 miliardi di cui 3,8 di export. Corre l’innovazione con sistemi in cavo ad alte prestazioni, innovativi, sostenibili e sicuri

di Enrico Netti

(AdobeStock)

3' di lettura

Dopo un periodo molto positivo rallenta la produzione di cavi e conduttori elettrici made in Italy. «Dopo gli andamenti in crescita sostenuta nel biennio precedente con un +56,3% nel 2021 e un +15,6% l’anno successivo nel 2023 l’industria dei cavi ha registrato un rallentamento - spiega Marcello Del Brenna, presidente dell’Associazione italiana industrie cavi e conduttori elettrici (Aice) federata ad Anie -. I dati di fatturato relativi al primo semestre, nel confronto con il corrispondente periodo dello scorso anno, indicano una flessione sia in valori dell’1,2% che in quantità con un -3,6%. Queste dinamiche si inquadrano in un generale rallentamento che ha interessato l’industria manifatturiera a partire dai mesi estivi dello scorso anno. Guardando ai volumi, per il comparto cavi, il dato semestrale è sintesi di una flessione sia per la domanda interna del 2,5%) sia per le esportazioni -4,7%».

Così nel 2022

Secondo il report Aice - Anie nel 2022 la produzione dei cavi e conduttori elettrici ha raggiunto un fatturato aggregato di 6,6 miliardi, di cui 3,8 esportati, con un Roi a livelli superiori rispetto alla media manifatturiera grazie alla crescita di fatturati e all’aumento dei margini operativi. Sono 86 le imprese del settore che danno lavoro a 10.400 persone. Numeri che fanno l’Italia il primo produttore europeo per valore grazie anche a una crescita a due cifre negli ultimi anni. Infatti i ricavi hanno visto una crescita del 56,3% e l’export vicino al 55%. Quasi i tre quarti della produzione made in Italy nel 2022 è focalizzata sui cavi per bassa tensione, quasi il 7% per media e alta tensione, un altro 9% sono cavi per le comunicazioni e la quota restante sono conduttori per avvolgimenti elettrici. Nel primo semestre 2023 ecco il rallentamento dei volumi con una flessione tendenziale del 5,6%, conseguenza del rallentamento degli investimenti nelle costruzioni e il cambio delle strategie di investimento delle utility. Nel semestre crescono solo i cavi per comunicazioni elettroniche con un +29,4% dopo il +48,2% nel 2022. Il comparto è esposto alle fluttuazioni delle materie prime tra cui il rame. «L’incidenza del costo delle materie prime è particolarmente elevata, con una percentuale tra il 75 e l’85% sul costo del cavo - continua il presidente di Aice -. In questa percentuale un ruolo importante lo giocano i metalli, in particolare rame e alluminio». C’è inoltre il nodo dei prodotti che arrivano dalla Cina dove si arriva al dumping commerciale. «Il fenomeno è sentito - premette Del Brenna -. Tanto è vero che Aice ed altre associazioni interessate hanno predisposto un’azione sinergica coordinata dall’associazione europea di riferimento - Europacable - che ha fatto emergere una politica di dumping e ha portato all’introduzione di dazi su alcuni prodotti importati dalla Cina. Sono al vaglio azioni simili di contrasto a pratiche sleali di altri paesi».

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Al traino dell’innovazione

In questo scenario le aziende continuano sulla scia dell’innovazione come forza trainante. «Gli scenari dell’Ufficio studi di Intesa Sanpaolo e di Prometeia indicano che saranno i settori dell’elettrotecnica e dell’elettronica, tra cui i cavi, a guidare la crescita dell’industria manifatturiera italiana nel biennio 2024-2025, beneficiando di condizioni di domanda che nel medio periodo restano favorevoli, spinte dagli investimenti nella transizione energetica e in quella digitale, driver della crescita mondiale nei prossimi anni. In questo scenario le prospettive di crescita per l’industria dei cavi e conduttori elettrici sono positive - continua Del Brenna -. Sviluppo delle reti, elettrificazione dei consumi energetici e digitalizzazione chiedono sistemi in cavo ad alte prestazioni, innovativi, sostenibili e sicuri. Anche la facilità di installazione contribuisce a implementare l’innovazione: parlando ad esempio, di fibra ottica: il fatto che si tratti di un cavo dielettrico, che non conduce cioè corrente elettrica, consente che venga installato utilizzando le canaline già presenti nell’impianto senza doverlo rifare. La facile installazione ne implementa la diffusione. Investimenti in ricerca e sviluppo di prodotto e di processo consentono alle imprese del comparto di presidiare i business a più elevato valore aggiunto, con una progressiva integrazione degli obiettivi ESG sull’intera filiera, riconoscendo nella sostenibilità il fattore chiave per la creazione di valore».

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