LA PIATTAFORMA ECONOMICA CDU-CSU

Nel programma di Angela Merkel tagli alle tasse da 15 miliardi l’anno

di Alessandro Merli

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3' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
FRANCOFORTE - Punta sulla piena occupazione e sui tagli alle tasse il programma dell'unione democristiana in vista delle elezioni tedesche del 24 settembre.
Il cancelliere Angela Merkel per la Cdu e Horst Seehofer, capo della Csu, il partito gemello bavarese, hanno varato ieri il documento, in una dimostrazione pubblica di unità dopo che negli ultimi due anni i leader e i partiti erano stati divisi da polemiche anche virulente sulla questione dell'apertura delle frontiere ai rifugiati. Il problema è stato temporaneamente messo da parte: il numero degli arrivi è crollato dopo aver sfiorato il milione nel 2015 e i bavaresi hanno dovuto arrendersi all'evidenza che Angela Merkel è la più potente carta elettorale dell'unione. Secondo gli ultimi sondaggi, Cdu/Csu sono fra il 38 e il 40% dei consensi, mentre i socialdemocratici della Spd sono sotto il 25%.

Obiettivo disoccupazione sotto il 3%
L'accento del programma dell'unione democristiana è sull'economia, che peraltro già marcia a passo spedito, vicina a una crescita del 2% l'anno. Lo slogan è “prosperità e sicurezza per tutti”. L'obiettivo che attira maggiormente l'attenzione è la riduzione della disoccupazione, già oggi al 5,5%, ai minimi dalla riunificazione tedesca all'inizio degli anni 90, per portarla sotto il 3% entro il 2025. È un livello mai raggiunto dall'era del miracolo economico negli anni 70, e secondo alcuni economisti, difficilissimo da realizzare senza surriscaldare l'economia, che già oggi, secondo la Bundesbank, cresce al di là del potenziale. Qualche economista ritiene però che le cifre ufficiali mascherino un problema occupazionale più grave, in quanto milioni di persone hanno i cosiddetti “mini-job” creati dalle riforme del mercato del lavoro del decennio scorso.

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Il programma promette anche di alzare la soglia per l'applicazione dell'aliquota massima sui redditi delle persone fisiche, del 42%, da 54mila a 60mila euro

Tagli alle imposte da 15 miliardi all’anno
Il pieno impiego dovrebbe essere creato, tra l'altro, sulla falsariga del bilancio 2018 e del piano triennale per le finanze pubbliche presentato la settimana scorsa dal ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, senza creare nuovo debito pubblico e con tagli alle imposte di 15 miliardi di euro l'anno. Il programma promette anche di alzare la soglia per l'applicazione dell'aliquota massima sui redditi delle persone fisiche, del 42%, da 54mila a 60mila euro. Un altro allentamento fiscale dovrebbe venire dalla progressiva riduzione della tassa di “solidarietà”, creata originariamente per la ricostruzione dell'economia della Germania est dopo la riunificazione, ma non è chiaro se verrà abolita completamente: l'obiettivo precedente del 2030 non figura più nell'accordo di ieri.
Il documento fa anche riferimento all'armonizzazione della tassazione delle imprese fra Germania e Francia, ma le decisioni in materia, come sulla riforma dell'eurozona, vengono posposte a dopo il vertice franco-tedesco della prossima settimana. Verrebbero comunque introdotti sgravi fiscali per le piccole e medie imprese.

Costruzione di un milione e mezzo di nuove case
L'unione Cdu/Csu promette anche di aumentare gli investimenti pubblici, cavallo di battaglia anche dei rivali socialdemocratici, e di portare gli investimenti in ricerca e sviluppo dal 3% del prodotto interno lordo attuale al 3,5% entro il 2025. Il programma comprende inoltre la costruzione di un milione e mezzo di nuove case. Sul fronte della sicurezza, spicca la promessa di aumentare di 15mila unità le forze di polizia e incrementare la videosorveglianza dei luoghi pubblici.
Sulla questione dei rifugiati, le due fazioni hanno raggiunto una sorta di tregua: il programma non include il tetto agli arrivi reclamato dalla Csu, la quale ammette peraltro che con i numeri attuali il tetto non entrerebbe in azione, ma la Cdu si impegna a introdurre un sistema che favorisca i lavoratori più qualificati. Anche sul tema della doppia cittadinanza, anch'esso controverso, è stato raggiunto un compromesso: i migranti di prima generazione e i loro figli potranno mantenere il doppio passaporto, ma le generazioni successive saranno costrette a scegliere.

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