Elezioni in Germania

Nel Saarland stravince la Cdu. L’effetto Schultz non c’è stato

di Stefano Natoli

(EPA)

2' di lettura

L’anno elettorale di Angela Merkel non poteva iniziare meglio. Il voto nel Saarland segna, infatti, un trionfo della Cdu e la prima delusione per i socialdemocratici di Martin Schulz, che restano indietro di circa 10 punti. Con il 40,3% dei voti, la Cdu resta il partito più forte del piccolo land da 800mila elettori al confine con la Francia. La sinistra radicale non è andata oltre il 13%, mentre l’estrema destra di Alternative für Deutschland è arrivata al 6 per cento. Clamorosa, invece, la sconfitta dei Verdi che con il 4,1% (-0,9%) non riescono ad ottenere nemmeno un seggio nel Parlamento locale. New entry, nell’assemblea legislativa, il partito populista di destra Afd, che con il 5,9% vede comunque un calo a picco dopo aver toccato soglie a due cifre in altri Laender. Spariti i Pirati allo 0,7% (-6,7), che si confermano un fenomeno di protesta.

Il voto conferma, dunque, la presidente uscente Annette Kamp-Karrenbauer, amministratrice fin qui molto apprezzata, mentre non è riuscita la rimonta della socialdemocratica Anke Rehlinger, che ultimamente aveva visto lievitare i consensi, trainata dall’effetto Schulz (l’esplosione dei consensi per l’Spd è coincisa discesa in campo dell’ex presidente del Parlamento europeo).

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I commenti in casa Cdu. «I Verdi non sono più nel parlamento regionale, la Linke perde, l’Spd rimane molto dietro alle attese. Questo risultato elettorale è un chiaro rifiuto alla coalizione rosso-rosso-verde», ha detto il segretario
generale della Cdu, Peter Tauber. «L’opzione di una coalizione delle sinistre
era diventata concreta, e gli abitanti del Saarland hanno manifestato chiaramente di non volerla e di preferire un’alleanza di centro. Questo è un segnale anche per le elezioni federali”, ha dichiarato alla Zdf Annegret Kramp-Karrenbauer.

Le reazioni dei socialdemocratici. «Ci sono giorni buoni e meno buoni: non direi che quello di oggi appartiene a quelli buoni per l’Spd», ha detto il leader dei socialdemocratici tedeschi Martin Schulz aggiungendo che per un «vecchio calciatore» come lui « i giorni meno buoni rappresentano una motivazione». Schulz ha tenuto comunque a sottolineare un aspetto positivo: «A gennaio eravamo al 24%, abbiamo dunque recuperato molto. Anche se stasera non abbiamo raggiunto l’obiettivo». In un’intervista alla Zdf, il candidato alla cancelleria ha poi sottolineato: «Abbiamo sei mesi davanti a noi e due elezioni amministrative. Guardiamo avanti con ottimismo».

Le urne del Saarland - primo test in vista delle elezioni federali del 24 settembre - consegnano secondo i vincitori anche un altro messaggio: i tedeschi non vogliono una coalizione delle sinistre. E la lezione varrebbe anche per Berlino.

I prossimi appuntamenti con gli elettori, in Germania, sono il 7 maggio, nello Schleswig-Holstein, e il 14 maggio, nel Nordreno-Westfalia. Poi l’attesissimo voto nazionale del 24 settembre.

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