Lavoro

Nel settore energia scatta l’aumento di 120 euro

di Cristina Casadei


default onloading pic
(Bloomberg)

4' di lettura

Il rinnovo del contratto del comparto energia aggiunge una nuova pietra (la prima è stata messa nell’estate del 2018 dalla chimica farmaceutica) al modello “salarialista”, su cui c’è una spinta molto forte da parte dei sindacati, come mostrano anche le piattaforme sindacali varate per molti contratti in scadenza o scaduti (si veda il Sole 24 Ore dell’11 settembre ). C’è voluto uno sciopero, la scorsa estate, e quasi un anno di trattative per trovare la sintesi sul contratto siglato l’altra notte da Confindustria energia e Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, dove c’è sì un aumento sul trattamento economico complessivo di 120 euro - di cui 90 sui minimi e 30 destinati all’Edr e al welfare -, ma c’è soprattutto la riscrittura del sistema classificatorio e di valutazione che le parti hanno iniziato a discutere già qualche rinnovo fa.

Tem e Tec

Dopo aver scelto di adottare il meccanismo ex ante per verificare gli scostamenti inflattivi, imprese e sindacati hanno stabilito che i 35mila addetti, per il triennio 2019-2021, avranno un aumento complessivo del trattamento economico minimo di 90 euro, in tre tranches: 25 euro da ottobre 2019, 35 da ottobre 2020 e 30 da luglio 2021. L’aumento comprende anche i 6 euro delle verifiche degli scostamenti inflattivi, riferiti al triennio precedente. In aggiunta ai 90 euro del Tem sono stati concordati altri 5 euro per la previdenza complementare (Fondenergia) e 25 euro destinati al nuovo istituto Edr. Le parti hanno scelto di adottare il sistema “ex ante” che prevede la verifica degli scostamenti inflattivi dell’Ipca rispetto ai valori programmati, prevedendo, in un modo non molto diverso da quanto fatto dalla chimica farmaceutica, un meccanismo di allineamento del trattamento economico minimo, attraverso il nuovo istituto Edr che assume il ruolo di ammortizzatore di tali scostamenti.

Gli inquadramenti

Il nuovo contratto, come spiega Confindustria Energia, cambia profondamente l’inquadramento, «separando nettamente il sistema classificatorio da quello della valutazione delle performance individuali e rivoluziona entrambi». Entrando nel merito, il nuovo sistema classificatorio prevede sei livelli ed è suddiviso in aree di business e relativi comparti. Ogni comparto prevede ruoli professionali campioni, che terranno conto delle nuove figure nate con l’innovazione dei processi e le nuove tecnologie. Per effetto dell’accordo il sistema di misurazione della produttività Crea viene superato da un nuovo sistema di valutazione dell’apporto professionale che, dicono le imprese, «rappresenta un autentico salto paradigmatico nel panorama contrattuale italiano. Le Parti hanno condiviso il nuovo sistema di valutazione delle perfomance individuali che misura le reali prestazioni dei lavoratori sulla base di quattro meta-fattori valutativi comuni a tutti i livelli di inquadramento: l’orientamento al risultato, la flessibilità, la proattività, la valorizzazione delle risorse».

Salute e sicurezza

Sul tema della salute e sicurezza, le parti hanno condiviso di rafforzare l’organismo paritetico nazionale HSE, chiamato a contribuire alla diffusione della cultura della prevenzione e protezione nei luoghi di lavoro. A questo proposito è stato sottolineato il valore dell’accordo di collaborazione con Inail che è stato sottoscritto nel 2019 e contribuirà a orientare e a intensificare le attività di informazione, formazione e assistenza nei siti produttivi.

La transizione energetica

Per sostenere questa fase di transizione energetica, il contratto ha inoltre previsto l’istituzione di un Fondo Bilaterale di Solidarietà per accompagnare le aziende e i lavoratori e promuovere l’innovazione, la produttività e l’occupabilità.

Il mercato del lavoro

Con il rinnovo è stata aggiornata la normativa sui contratti di lavoro a termine e somministrazione a termine che è stata adeguata ai limiti di legge. Inoltre sono state introdotte le attività stagionali in grado di derogare al limite di durata temporale dei 24 mesi, alla successione dei contratti e al cosiddetto “stop and go”. Per l’apprendistato professionalizzante il sistema retributivo passa dal doppio sotto-inquadramento alla percentualizzazione e il contratto si dota del modello standard per il piano formativo individuale.

I sindacati

Il segretario generale della Filctem Cgil, Marco Falcinelli sottolinea due aspetti: «Il primo è che abbiamo connesso l’andamento salariale ed economico all’andamento del settore, il secondo, non meno importante, è che abbiamo riconfermato il nostro modello contrattuale e l’applicazione dell’accordo interconfederale del marzo 2018». Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec, dopo aver sottolineato l’importanza della firma dal momento che «è compito del sindacato rinnovare presto e bene i contratti», aggiunge che adesso «la politica fiscale del nuovo governo deve prevedere la detassazione degli aumenti contrattuali a partire dal nostro».«Il contratto è importante soprattutto per i giovani perché contiene un vero cambio di prospettiva – osserva Nora Garofalo segretario generale della Femca Cisl -. Nei testi precedenti i neoassunti avevano sempre delle penalizzazioni sotto la parte normativa, mentre in questo contratto i giovani, per esempio, maturano prima l’intero pacchetto delle ferie, che prima avveniva dopo 10 anni. Altro fattore importante è la modalità di distribuzione della quota destinata alla previdenza complementare, che avvantaggia i lavoratori che hanno il metodo contributivo, e quindi sono stati assunti dopo il 1996».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...