ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùrisparmio gestito

Nel terzo trimestre i gestori hanno raccolto 9,5 miliardi. Pir in rosso

Il saldo dei piani individuali di risparmio è stato negativo per 354 milioni, mentre a livello di sistema l’industria dell’asset management è stata spinta dal buon andamento delle gestioni dei prodotti assicurativi e dei fondi comuni

di Isabella Della Valle


default onloading pic
(Lucianne Pashley)

2' di lettura

Nel terzo trimestre 2019 l’industria del risparmio gestito ha incassato complessivamente 9,5 miliardi rialzando la testa rispetto al trimestre precedente quando invece dalle casse dei gestori di miliardi ne fuoriuscirono 6,6. Ancora negativo, invece, il risultato dei Pir che da giugno a settembre hanno registrato richieste di rimborso per 354 milioni (-717 da inizio anno). Questo, in sintesi, è quanto risulta dalla consueta elaborazione trimestrale di Assogestioni sull’andamento del l’asset management in Italia.

A livello di industria, i flussi si sono indirizzati principalmente verso le gestioni di portafoglio che, grazie ai prodotti assicurativi, hanno raccolto nel trimestre oltre 5 miliardi, ma è stato positivo anche il bilancio per quelle collettive in attivo per 4,5 miliardi, complice il buon andamento dei fondi aperti che hanno rastrellato poco meno di 4 miliardi.

I fondi comuni

Nel corso del terzo trimestre gli investimenti si sono indirizzati sui prodotti obbligazionari che hanno totalizzato 4,3 miliardi, ma è stato positivo anche il risultato dei bilanciati (1,8 miliardi) e per i monetari (1,6 miliardi). Segno più anche se meno evidente pure per gli azionari (127 milioni) mentre i flessibili hanno accusato una perdita trimestrale di 3,5 miliardi. Ancora una volta il contributo maggiore al sistema è arrivato dai prodotti esteri che hanno portato in dote 6,5 miliardi (-2,5 gli italiani).

I gruppi

A livello complessivo è il gruppo Banca Intesa ad avere raccolto di più in assoluto da giugno a settembre (4,8 miliardi), mentre Generali si è piazzato in seconda posizione con un incasso di 2,2 miliardi. Terzo gradino del podio per Poste Italiane con 936 milioni. Non si è invece arrestata l’emorragia da Kairos che nel terzo trimestre ha accusato un saldo negativo per 1,3 miliardi. Decisamente più semplice stilare una classifica tra i soli gestori di Pir: soltanto due hanno chiuso i battenti trimestrali con i conti in attivo, vale a dire Banca Finnat Euroamerica con 4,9 milioni e Acome (0,5), per il resto i saldi sono tutti negativi, in particolare quello di Intesa Sanpaolo (-155 milioni), di Amundi (-60,4 milioni) e di Mediolanum (-25 milioni). Ora gli occhi sono puntati sulla possibile revisione della normativa sui piani individuali di risparmio che in sede di decreto collegato alla manovra potrebbero vedere eliminati i vincoli che di fatto hanno bloccato il mercato da quasi un anno.

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...