ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI dati Domina

Colf e badanti, nell’anno del Covid picco di assunzioni (e meno irregolari)

Nel 2020 il settore del lavoro domestico è stato caratterizzato da un aumento della componente regolare (+7,5%) dopo anni di stagnazione

di Andrea Carli

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3' di lettura

Tra gli effetti della pandemia Covid-19 c’è la diminuzione di colf e badanti irregolari. È quanto mette in evidenza un’indagine effettuata da Domina, l’Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico. Nel 2020, anno caratterizzato dal coronavirus e dalla conseguente crisi economica, se da una parte l'Italia ha registrato una forte contrazione del numero di occupati (-456 mila), il settore del lavoro domestico è stato caratterizzato da un aumento della componente regolare (+7,5%) dopo anni di stagnazione.

LAVORO DOMESTICO, NEL 2020 LE ASSUNZIONI HANNO SUPERATO I LICENZIAMENTI
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Picco di assunzioni a marzo, ottobre e novembre 2020

Osservando la dinamica mensile, nel 2020 le assunzioni hanno superato i licenziamenti di quasi 124 mila unità, mentre l'anno precedente il saldo era pari solo a 15 mila.In particolare, andando ad esaminare i dati mese per mese, viene messo in evidenza come le assunzioni abbiano registrato un picco nel mese di marzo (primo «lockdown») e nei mesi di ottobre e novembre (nuove restrizioni anti-Covid e primi effetti della regolarizzazione dei lavoratori stranieri). Se nel 2019 il saldo non aveva mai superato quota 12 mila, andando anche in negativo nei mesi estivi (più cessazioni che attivazioni), nel 2020 ha sfiorato le 30 mila unità nel mese di marzo e superato quella quota a ottobre e novembre (in occasione della seconda ondata della pandemia). In particolare, viene spiegato nell’indagine di Domina, quei picchi sono dovuti ad aumenti di assunzioni (intorno a quota 60 mila), presumibilmente riconducibili alla regolarizzazione di lavoratori domestici, altrimenti impossibilitati a proseguire l'attività a causa delle misure restrittive.

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Traina la componente colf

Confrontando il 2019 e il 2020 per tipologia di rapporto, l’indagine mette in evidenza come il saldo assunzioni-cessazioni nel 2019 fosse trainato dalla componente «badante» per oltre il 77%, mentre nel 2020 il rapporto si è invertito, con la componente «colf» a pesare per oltre il 64%. Le motivazioni di questo nuovo scenario, osserva ancora Domina, possono ricercarsi in due fattori che hanno agito in concomitanza: normalmente la badante lavora un maggior numero di ore e rappresenta una figura più stabile per una famiglia datore di lavoro, quindi il lavoro informale è meno diffuso in questa categoria rispetto alle colf che lavorando solo poche ore a settimana. Per questo, le restrizioni dovute alla pandemia hanno influito sulle scelte delle famiglie, che hanno preferito avviare nuovi contratti di lavoro per avere la certezza della presenza del lavoratore. A questo si è aggiunta la «sanatoria» (inserita nel decreto Rilancio 34/2020), che però produrrà effetti più massicci nel 2021.

NEL 2020 TRAINA LA COMPONENTE COLF
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Lombardia e Lazio prime per assunzioni

A livello regionale, nel periodo 2020 il maggior numero di assunzioni di lavoratori domestici si è registrato in Lombardia (91.278) e Lazio (65.005), ma la crescita delle assunzioni rispetto al 2019 è stata maggiore in Campania, Puglia e Basilicata. Per quel che riguarda le cessazioni anche in questo caso i valori maggiori si registrano nelle regioni con più lavoratori domestici (Lombardia e Lazio), ma la crescita rispetto alle assunzioni è più contenuta e supera il 10% solo in Veneto, Marche, Puglia, Basilicata e Sicilia.

In tutte le regioni saldi positivi tra assunzioni e cessazioni

Questo andamento di assunzioni e cessazioni porta ad avere saldi positivi in tutte le regioni, con alcune peculiarità per alcune regioni del sud.Come abbiamo visto per il dato nazionale, l'incremento è dovuto principalmente al boom di assunzioni registrate a marzo, ottobre e novembre. Le assunzioni sono cresciute soprattutto nelle regioni del sud, infatti sono quasi raddoppiate in Basilicata e Puglia, mentre in Campania sono cresciute del 66%. Presumibilmente per una sorta di “regolarizzazione gestita dal basso” dalle famiglie datori di lavoro.



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