Istituzioni statali

Nell’anno del Covid i musei perdono il 75% dei visitatori e il 78% di introiti

Per i 268 enti un anno da dimenticare, sebbene l’attività digitale abbia consentito di mantenere il contatto con le rispettive community. Il Colosseo e Pompei i parchi più penalizzati. Si sono difesi gli Uffizi

di Marilena Pirrelli

(Aleandro Biagianti / AGF)

3' di lettura

Mentre i musei in tutta Italia riaprono arriva la doccia fredda. Con circa quattro mesi a porte chiuse nel 2020, i musei, i monumenti e le aree archeologiche statali italiane presentano il conto e non poteva che essere negativo: -75,67 visitatori a 13.346.077 e -78,98 introiti netti per un totale di 41.991.929,03 euro per le 268 istituzioni monitorate dall’Ufficio Statistica del Sistan (Sistema Statistico Nazionale del Minstero della Cultura). Si deve andare indietro al 1996 per trovare incassi simili, all’epoca erano 166 gli istituti censiti, e comunque 25 anni fa i visitatori erano doppi. Fortunatamente questo dato va arricchito con tutta l’attività in digitale – dai tour virtuali alle mostre fai da te, dai talk con curatori e direttori all’attività social –, che ha animato i lunghi mesi di lockdown. Le tecnologie hanno aiutato a mantenere vivo il contatto fra istituzioni culturali e comunità, ma aprirsi al digitale ha significato “uscire” dalle proprie abitudini per entrare in uno spazio non noto, del quali non tutti conoscono le grammatiche e non tutti hanno strutturalmente già le professionalità preparate e dedicate. La pandemia, attraverso il digitale, ha mostrato nuove fragilità dei musei statali, che bisognerà velocemente superare.

LE REGIONI CHE HANNO SOFFERTO MAGGIORMENTE LE CHIUSURE DEI MUSEI E PARCHI ARCHIEOLOGICI STATALI
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Ma tornando alla fisicità delle visite, per il Colosseo e Pompei I dati sono i peggiori di tutti, perdono tra l'85% e l'84% per visitatori e introiti, eppure le visite erano all'aperto. I mesi che hanno inciso di più sul risultato negativo sono stati aprile, marzo e maggio quando è scattato il primo lockdown con le chiusure a tappeto, poi da ottobre a dicembre con il secondo lockdown, a secondo del colore della regione, gli ingressi sono stati contingentati, ma non tutti hanno riaperto. Solo gennaio ha eguagliato il dato del 2019, mentre agosto – che è stato il secondo mese con più alti ingressi – ha comunque perso il 58,3% di visitatori e il 60,7% di ricavi lordi.

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Le regioni

Le regioni che hanno pagato lo scotto più alto sono state Lazio, Puglia, Toscana, Piemonte, Veneto, Liguria e Lombardia con un oltre il 70% in meno di visitatori, mentre sul fronte degli incassi Campania, Lazio,Toscana, Puglia hanno perso oltre il 78%.

La classifica dei top 30

Se andiamo ad osservare la top 30 per visitatori – dal cui conteggio dei biglietti sono stati defalcati 464.639 per un importo lordo di 6.723.768,73 euro e netto di 5.781.605,37 euro, poiché sono stati trasformati in voucher e non utilizzati nel corso dell'anno 2020 – svettano le Gallerie degli Uffizi.

Il museo guidato da Eike Schmidt supera con 1.206.175 (-72,5%) visitatori e 8.635.917 euro di introiti lordi (-75,77%) il Parco archeologico del Colosseo con 1.085.907 visitatori (-85,74%) e 8.848.740 euro introiti lordi (-84,63%), una lenta conquista del primo posto (era la terzo nel 2018). Si conferma, invece, nonostante le perdite superiori all’84% al terzo posto il Parco archeologico di Pompei con 597.280 visitatori e 6.059.236,35 euro di introiti lordi. Stessa posizione al quarto posto per la Galleria dell'Accademia di Firenze 319.451 (-99,1%) visitatori e 2.232.944 euro introiti lordi, dall'ottavo posto sale al quinto la Reggia di Caserta con 293.891 visitatori e 1.841.061,63 euro di introiti lordi, sempre in sesta posizione il Museo delle Antichità Egizie di Torino (gestito dalla Fondazione)con visitatori 241.139 e 1.627.234,50 euro introiti lordi, scende dal quinto al settimo posto il Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo a Roma con 219.844 visitatori e 1.989.042 euro introiti lordi, salgono dal nono all'ottavo posto la Villa Adriana a Roma e la Villa D'Este a Tivoli con 218.998 visitatori e 1.525.251 euro introiti lordi, infine, risale dal 12° al 9° posto la Galleria Borghese con 153.068 e 1.682.160,50 euro introiti lordi e, infine, al 10° dal 14° posto salgono i Musei Reali di Torino con 141.709 visitatori e 575.639 euro introiti lordi. Restano fuori dalla classifica dei 30 enti più visitati il Castello Scaligero di Sirmione (Bs) al 22° posto nel 2019, Castel del Monte (Bat) in Puglia al 27° e le Terme di Caracalla a Roma al 29° posto, mentre troviamo le Grotte di Catullo e Museo Archeologico di Sirmione, la Rocca Demaniale di Gradara e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Nella tabella i 30 musei con le variazioni sul 2019. Naturalmente la pandemia ha molto sparigliato i trend sinora registrati, dovremo attendere un nuovo anno di aperture costanti e con flussi turistici nazionali e internazionali in ripresa per ritrovare quell’andamento crescente di visitatori (+34,6 dal 2014, anno della riforma Franceschini) che ha caratterizzato negli ultimi anni i musei statali.

I TOP 30 MUSEI STATALI,MONUMENTI E AREE ARCHEOLOGICHE STATALI
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