La messa a terra del Pnrr

Nell’assistenza tecnica ai progetti Recovery esclusiva di fatto alle società pubbliche

Dal Mef la copertura dei costi Assoconsult: «Servono strumenti di mercato»

di Gianni Trovati

Appello Draghi a collaborazione, Pnrr è del Paese

2' di lettura

Dal ministero dell’Economia arrivano le istruzioni sulla strada che le amministrazioni pubbliche centrali e locali devono seguire per ottenere le «assistenze tecniche» sui progetti del Pnrr. In quest’ambito, che comprende l’ampio raggio delle azioni di supporto per l’attuazione dei progetti, l’intreccio fra le regole comunitarie e nazionali che disciplinano il Recovery disegna nei fatti una corsia decisamente preferenziale per le società pubbliche. Al punto che il panorama che si sta delineando comincia ad accendere qualche allarme fra i privati, dai grandi nomi della consulenza alle società di ingegneria che ovviamente vedono un ricco mercato potenziale intorno agli interventi targati Pnrr: ricco ma ingombrato, appunto, da un gruppo di partecipate che ha qualche carta in più da giocare.

L’ultima circolare della Ragioneria generale dello Stato

La trama si sviluppa in modo chiaro nelle circolari con cui la Ragioneria generale dettaglia i passaggi operativi della gestione del Piano. L’ultima, diffusa nel pomeriggio di lunedì (è la circolare 6/2022 del Servizio centrale per il Pnrr), passa in rassegna le società del Tesoro con cui il Mef ha firmato o sta per firmare alleanze per promuovere i servizi di assistenza: un elenco che contempla Cdp, Invitalia, Sogei e Studiare sviluppo.

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La copertura dei costi di assistenza tecnica in capo al Mef

Il ruolo di prima fila alle società pubbliche non è ovviamente assegnato dalle circolari della Ragioneria, ma dalle norme: a partire dall’articolo 9, comma 2 del decreto sulla governance del Pnrr (Dl 77/2021), che indica a Pa statali e locali la leva del «supporto tecnico-operativo assicurato per il Pnrr da società a prevalente partecipazione pubblica» per «assicurare l’efficace e tempestiva attuazione degli interventi» del Piano. Da qui arriva però una conseguenza operativa determinante. «La copertura finanziaria dei costi per le suddette attività di assistenza tecnica - spiega la circolare - sarà a carico del Mef a valere sulle risorse del programma operativo complementare a titolarità Rgs».

L’allarme di Assoconsult

Il dettaglio non è irrilevante, perché come sottolinea un’altra circolare di qualche giorno fa (la 4/2022, su cui si veda Il Sole 24 Ore del 19 gennaio) i costi per le assistenze tecniche non possono essere messi a carico dei quadri economici del Pnrr. Cioè non sono finanziabili con i fondi europei. In questo modo, rimarca però il presidente di Assoconsult Marco Valerio Morelli, si apre «una corsia prioritaria a società pubbliche che fanno un altro mestiere, e che non hanno le competenze necessarie.

Morelli: l’Italia si doti di strumenti contrattuali adeguati

Competenze che invece sono da anni la cifra del mercato dei servizi professionali, un settore in crescita costante, capace di affrontare la pluralità delle esperienze progettuali richieste dal Pnrr». Per far correre il piano, sostiene Morelli, «è necessario che anche l’Italia, come hanno fatto i principali paesi europei, si doti di strumenti contrattuali adeguati per poter accedere alle migliori professionalità del mercato».

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