ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùl'appello dell'europarlamento

Nell'era post Covid serve un ripensamento dell'Unione, pena l'isolamento

La politica estera europea è a una svolta dopo la pandemia che ha dato una scossa anche alle relazioni internazionali, serve una Conferenza che getti luce sul futuro

di Antonio Pollio Salimbeni

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(Ruters)

La politica estera europea è a una svolta dopo la pandemia che ha dato una scossa anche alle relazioni internazionali, serve una Conferenza che getti luce sul futuro


2' di lettura

Non solo risposte per l’emergenza. Occorre pensare anche alla prospettiva per non restare schiacciati – adesso e dopo – in un gioco globale nel quale l’Unione rischia di ritrovarsi indebolita se non farà scelte ambiziose.

È stato questo il richiamo dei parlamentari dopo il confronto con il “ministro” degli esteri Ue Josep Borrell su crisi Covid-19 e politica estera europea. L’opinione largamente condivisa tra gli eurodeputati è che la pandemia sia “potenzialmente un cambio di gioco geopolitico” sia per le conseguenze economiche e la futura displocazione degli interessi delle potenze globali (Usa e Cina innanzitutto) sia per il rafforzamento di posizioni apertamente isolazioniste in alternativa alla cooperazione multilaterale. Per non parlare del deterioramento della democrazia e dell’esercizio delle libertà fondamentali in molte parti del mondo.

Secondo i deputati la politica estera Ue deve precisare gli obiettivi concentrandosi sulle relazioni con le potenze globali, con un’attenzione particolare alla Cina, partner che secondo molti non agisce in modo “affidabile”, sotto accusa per violazioni dei diritti umani, con un'economia guidata dallo stato. Un Paese responsabile della diffusione di notizie false sulla pandemia. Altre priorità: gli aiuti umanitari, il contrasto della disinformazione e degli attacchi informatici.

Risoluzione Ue adottata a schiacciante maggioranza

Quanto alle prospettive politiche della Ue, con una risoluzione adottata con 528 voti favorevoli, 124 contrari e 45 astensioni, il Parlamento ha indicato che soprattutto in conseguenza della pandemia di Covid-19; “i tempi sono maturi per ripensare l'Unione europea” perché la quantità di “crisi rilevanti che l'Unione ha attraversato mostra la necessità di riforme istituzionali e politiche in molteplici settori della governance”.

Di qui la convinzione che i cittadini europei debbano essere coinvolti direttamente nella discussione sul modo in cui la Ue deve affrontare “le sfide interne ed esterne, che non erano previste al momento della stesura del Trattato di Lisbona”. Secondo il Parlamento la conferenza sul futuro dell’Europa, ritardata a causa della pandemia, dovrebbe cominciare questo autunno e per questo occorre un accordo con i governi prima della pausa estiva. Purtroppo il Consiglio non ha ancora preso una posizione. Di qui la pressione degli eurodeputati.

(Il Sole 24 Ore - RadiocorPlus)

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