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Nell’eredità della pandemia ristrutturazioni e smart working

di Valentina Melis e Serena Uccello

3' di lettura

Aiutare le aziende a progettare la propria organizzazione futura, con scelte definite su lavoro agile, digitalizzazione, spazi degli uffici, eventuali ristrutturazioni, in un periodo di forti cambiamenti. È l’impegno chiave degli avvocati giuslavoristi, dopo l’affiancamento delle imprese durante la pandemia, caratterizzato dai dossier “caldi” degli ammortizatori sociali e delle uscite incentivate di personale.

Consulenza estesa

In quella che in molti chiamano la nuova normalità, ma che forse è proprio un mondo nuovo, almeno per il lavoro, gli studi legali investono sempre più nella consulenza e nei servizi a 360 gradi, oltre che sull’assistenza nel campo giudiziale. Lo studio Toffoletto De Luca Tamajo, che si occupa di diritto del lavoro dal 1925, ha 93 avvocati, un dottore commercialista e un consulente del lavoro. Comincerà a commercializzare su larga scala, quest’anno, il prodotto «Futuhro», sviluppato dal 2020 come un software per integrare la consulenza legale con la consulenza del lavoro, come spiega il managing partner Franco Toffoletto: «Il responsabile del personale delle aziende avrà in automatico una serie di dati molto sofisticati, con i quali potrà creare in autonomia i report che gli servono. In pratica - aggiunge Toffoletto - «Futuhro» è un facilitatore della comunicazione tra noi professionisti e i clienti». Sulle sfide che aziende e legali hanno davanti, Toffoletto è chiaro: «Le aziende vanno supportate ad avere una progettualità, a partire dalle scelte sul lavoro agile. È importante decidere quale assetto adottare: ad esempio per i lavoratori più giovani, per i quali la presenza in azienda è motivo di crescita e di apprendimento».

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Lo studio De Luca &Partners, fondato nel 1976 dall’attuale presidente Vincenzo De Luca e con un team di 24 avvocati, ha fatto la scelta di integrare i servizi legali con quelli consulenziali tramite una società creata ad hoc, la Hr Capital, che si occupa di consulenza nel campo delle risorse umane e delle paghe. «Tra lo studio legale e la Hr Capital siamo 50 professionisti - spiega il managing partner dello studio Vittorio De Luca - perfettamente integrati. Lavoriamo fianco a fianco e facciamo anche i corsi di autoformazione in parallelo».

Ristrutturazioni

Un fronte sul quale gli avvocati giuslavoristi sono ancora impegnati, anche per l’impatto della pandemia, è quello delle ristrutturazioni, se possibile trovando soluzioni alternative ai licenziamenti. «La consulenza stragiudiziale - spiega Roberto Pessi, socio fondatore dello studio Pessi e Associati, attivo dagli anni Novanta e che oggi conta 40 professionisti - è stata sempre molto rilevante per il nostro studio. Durante il blocco dei licenziamenti in vigore nel 2020 e nel 2021 - continua - abbiamo seguito le aziende nel predisporre contratti in deroga, accordi per uscite incentivate, risoluzioni del rapporto per dirigenti, trasferimenti di rami di azienda».

Affiancare le aziende nel gestire le relazioni sindacali è stato dunque un impegno cruciale.«Nella fase successiva al blocco dei licenziamenti - spiega Carlo Fossati, senior partner di Ichino Brugnatelli - ci siamo dovuti misurare con un momento complesso: le aziende sono state attraversate da profonde riorganizzazioni, determinate dalla crisi o che erano state già previste ma che il blocco dei licenziamenti aveva artificiosamente rinviato. Con una complessità in più rispetto al periodo pre-Covid: l’atteggiamento più duro del sindacato, influenzato probabilmente dalla consapevolezza delle maggiori difficoltà di ricollocamento e dall’abitudine alla prolungata protezione del personale tipica della legislazione dell’emergenza. Allo stesso modo è cresciuto il contenzioso giudiziale su materie legate proprio all’emergenza, come il green pass e le sospensioni». Un incremento registrato anche da Roberto Podda, partner di K&L Gates: «Dopo la fine del divieto di licenziamento nei vari settori - spiega – c’è stata una netta crescita del contenzioso giuslavoristico». La ridefinizione dei modelli organizzativi ha dovuto fare i conti negli ultimi due anni anche con la normativa anti Covid, in rapida evoluzione. «Sono stati due anni chiaramente complicati - spiega Fabrizio Daverio, socio fondatore di Daverio & Florio - nei quali l’attività è stata soprattutto assorbita dalla consulenza nell’interpretazione della normativa emergenziale. Norme spesso complesse, che hanno dovuto coniugare la tutela della salute con i diritti. A ciò si è aggiunta l’accelerazione molto improvvisa e, all’inizio, poco prevedibile dello smart working».

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