cassazione

Nell'espropriazione parziale si paga l'effettivo diminuito valore del bene

La Suprema corte indica i criteri e i parametri per indennizzare chi vede il proprio terreno diminuito per ampliare la sede di strade e autostrade

di Francesco Longo

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(ANSA)

La Suprema corte indica i criteri e i parametri per indennizzare chi vede il proprio terreno diminuito per ampliare la sede di strade e autostrade


3' di lettura

Per il calcolo dell'indennità di esproprio, nel caso di esproprio parziale di bene unitario, va considerata ogni modificazione del complessivo compendio fondiario. In particolare – spiega la Corte di Cassazione (prima sezione, sentenza 2 luglio 2020 n. 13598) – lo spostamento della fascia di rispetto, in questo caso autostradale – ma ciò vale per ogni tipo di strada – pur assumendo natura di vincolo assoluto di inedificabilità e, come tale non indennizzabile, è comunque rilevante per la determinazione della misura dell'indennizzo in ragione al deprezzamento che quello spostamento può provocare in capo all'area residua non oggetto di esproprio.

La vicenda

La questione riguardava l'impugnazione della sentenza resa in sede di giudizio di opposizione alla stima fissata dalla Commissione arbitrale, in quanto la consulenza tecnica escludeva una connessione funzionale tra la parte espropriata e la parte residua del medesimo fondo e, conseguentemente, l'applicabilità dell'articolo 33 del Drp 327 del 2001. Da ciò sono derivate, a loro volta, le questioni affrontate dalla suprema Corte, riguardanti:

a) la qualificazione giuridica della fascia di rispetto, in ipotesi di sua eliminazione e la sua incidenza sul criterio della determinazione dell'indennità di esproprio per l'individuazione della volumetria edificabile del lotto residuo;

b) la rilevanza, agli effetti della volumetria realizzabile sull'area residua, in ipotesi di espropriazione parziale, dello spostamento della fascia di rispetto.

La fascia di rispetto stradale

Sotto il primo profilo la Corte si rifa al principio espresso dalla giurisprudenza (Corte Costituzionale sentenze nn. 133 e 79 del 1971) secondo cui il vincolo, sulle aree poste in fascia di rispetto stradale o autostradale, determina l'assoluta inedificabilità. Si tratta di vincoli legali, riguardanti determinati beni, «individuati a priori per categoria e localizzazione – sono – espressione del potere conformativo della P.A. di cui all'art. 42 Cost., (tra le tante Cass. n. 14632/2018, n. 13516/2015 …)».

La sentenza

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Perciò, considerando che tale vincolo è privo di carattere espropriativo e che il bene è per natura inedificabile, ne deriva che l'indennità di esproprio per il sedime coincidente con la fascia di rispetto viene calcolata secondo il valore di mercato di terreno non edificabile (così pure Cass. 14632/18).

L’«invasione» del bene unitario

Sotto il secondo profilo, inerente alla rilevanza dello spostamento della fascia di rispetto stradale all'interno del bene unitario, si deve tener conto delle caratteristiche dell'area prima della procedura espropriativa. Quindi l'edificabilità originaria della porzione di suolo, su cui non esisteva il vincolo, consente di calcolare qual era il volume realizzabile, sommando a quella volumetria quanto realizzabile nella parte residua, non espropriata. Così come rimane in proprietà la nuova fascia di rispetto indennizzabile come area non edificabile. Il punto di equilibrio viene quindi raggiunto attraverso il richiamo ai principi affermati, sia dalle celebri pronunce della Corte costituzionale del 2007 (la 348 e la 349) e 181 del 2011, che dalla Corte europea dei diritti dell'uomo secondo cui l'indennità da corrispondersi deve coincidere con il riconoscimento del valore venale del bene espropriato; al tempo stesso, l'indennizzo dovuto al proprietario del fondo unitario parzialmente espropriato deve tener conto, ai sensi dell'articolo 33 del Dpr 327/2001, di ogni alterazione delle potenzialità di utilizzo della porzione del bene residua. Sicché, il pregiudizio provocato dall'espropriazione parziale viene compensato con il riconoscimento dell'effettivo diminuito valore del bene complessivamente ed effettivamente considerato. Un'applicazione di quanto ora riportato la si ha pure in ipotesi di fasce di rispetto con inedificabilità relativa, agli effetti della determinazione del diminuito valore del bene residuo, quale perdita non assoluta, ma limitata di potenzialità edificatoria (Cassazione 10748/2020).


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