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Nell’ex stabilimento «Pastiglie Leone» abitazioni di pregio

di Maria Chiara Voci


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2' di lettura

A Torino lo conoscono tutti: è “la fabbrica” dove si producevano le Pastiglie Leone, gli storici confetti di zucchero famosi per le mille essenze e i tanti colori dal tono pastello. L’immobile produttivo – ormai inutilizzato per la confezione di dolci dal 2006 – sta per iniziare una nuova fase della propria vita: entro l’anno si concluderà il cantiere di ristrutturazione che sta trasformando in appartamenti contemporanei e spazi loft a uso commerciale i 1.400 metri quadrati della ex villa Liberty della famiglia Monero (i fondatori delle Pastiglie Leone) e della palazzina dell’ex opificio, opera dell’ingegner Eugenio Mollino (padre del più famoso architetto Carlo Mollino). Siamo in corso Regina Margherita 242, a due passi dal Quadrilatero romano di Torino, dalla zona del Mercato centrale e di Porta Palazzo e non lontano da Casa Hollywood, una delle riconversioni più note in città per l’inserimento di alberi di alto fusto nel tessuto costruito.

A sviluppare l’iniziativa è l’impresa di costruzioni Torchio&Daghero, con un investimento che supera i 2,5 milioni: il progetto architettonico è del studio Vairano e quello di interior design di Andrea Francardo (con la collaborazione degli architetti Giulia Ceccarelli e Emanuele Zaniboni). In tutto, sono stati ricavati 15 appartamenti con metrature diverse, sviluppati su tre livelli (grazie al recupero del sottotetto). Gli spazi terziari e commerciali occupano circa 370 metri quadrati. Il costo medio al metro quadrato per l’acquisto si aggira intorno ai 2.400 euro.

«L’intervento di restyling – spiega Marco Daghero, titolare dell’impresa di sviluppo immobiliare – è stato condotto tenendo conto dei numerosi vincoli cui erano sottoposti gli edifici originari, tutelati dalla Soprintendenza delle Belle Arti. Nonostante questo e grazie a un'attenta opera di ripensamento, studio e ricomposizione progettuale degli edifici siamo riusciti a realizzare alloggi ariosi e moderni, che ben dialogano con il passato». Tutto nell’edificio parlerà della storia. Nelle unità immobiliari sono state, ad esempio, preservate le altezze e i soffitti a volta in un gioco con i controsoffitti così come i pavimenti in seminato. Ogni appartamento è stato personalizzato: l'inserimento di soppalchi di ferro e di scale di design dialoga con il preesistente e apre l’ambiente all’inserimento di cucine di design e zone living.

Nelle parti comuni, sfila invece la storia. Stampe, oggetti del passato e anche una serie di distributori delle Pastiglie Leone saranno a disposizione dei nuovi residenti, grazie a un’azione di comarketing. «Cuore dell’edificio – conclude Daghero – sarà infine il cortile interno della nuova struttura. Uno spazio concepito secondo i dettami della filosofia zen giapponese. Dove però le panchine retrò e la ghiaia chiara racconteranno di un passato di zucchero e caramelle».

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