Intervista a Maximo Ibarra

«Nella Capitale la svolta dei servizi digitali, obiettivo smart city»

L’ad di Engineering punta a fare della società il champion tech digitale italiano entro il 2025. Progetti con il comune di Roma per accelerare sulla modernizzazione delle infrastrutture tecnologiche

di Simona Rossitto

Al vertice. Maximo Ibarra ad di Engineering dal primo ottobre scorso

4' di lettura

Accelerare sulla gestione efficiente dei rifiuti urbani, la mobilità sostenibile, sulla sicurezza urbana, sulla valorizzazione del patrimonio culturale anche attraverso nuove forme di turismo. Engineering, società attiva a livello nazionale nel settore dei software e dei servizi It, con quartier generale a Roma, si candida a fornire, in particolare attraverso la controllata Municipia, servizi digitali in grado di far diventare la Capitale più smart. Lo racconta Maximo Ibarra, dal primo ottobre scorso alla guida del gruppo. L’amministratore delegato, già a capo di Sky Italia, dell’olandese Kpn e di Wind, punta in generale a fare di Engineering il champion tech digitale italiano entro il 2025, con un occhio, alla fine del piano, anche a un possibile ritorno in Borsa, dopo il delisting avvenuto nel 2016. Intanto, tra i progetti nazionali più importanti, il gruppo Engineering intende procedere, aggiunge Ibarra, con la gara per il progetto di cloud di Stato e ribadisce la validità della proposta presentata in partnership con Fastweb.

Engineering ha la sede principale a Roma, quali prospettive anche in relazione al cambio di amministrazione avvenuto nei mesi scorsi?

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Il quartier generale di Engineering è sempre stato la Capitale, anche se il gruppo ha una presenza in tutta Italia. Cercheremo di cogliere le opportunità nelle varie città italiane a seconda dei piani da sviluppare. Per quanto riguarda Roma, il progetto è quello di portare avanti progetti interessanti con la nuova amministrazione per quanto riguarda la modernizzazione delle infrastrutture tecnologiche capitoline. È uno degli auspici, credo che lavoreremo molto nell’ottica di far diventare Roma una smart city.

Quali i settori più interessanti per sviluppare i progetti nella Capitale?

Il nostro gruppo affianca da molto tempo sia la pubblica amministrazione centrale sia quella locale. In particolare, nello sviluppo di soluzioni per i Comuni, vero e proprio sistema nervoso del Paese, elaboriamo dai sistemi di gestione dei servizi a progetti di smart cities volti a migliorare la qualità della vita e a garantire maggiore sicurezza, anche grazie alle competenze e all’esperienza della nostra controllata Municipia che agisce e approccia i problemi dei Comuni come un vero partner unendo consulenza strategica e esecuzione operativa per la transizione verso la dimensione di “augmented city”. Municipia collabora già con Roma Capitale su vari fronti, ed è pronta a supportare anche la nuova fase intrapresa dalla città per contribuire ad accelerare il raggiungimento degli obiettivi in alcune aree prioritarie, come la mobilità sostenibile, la gestione efficiente dei rifiuti, la sicurezza urbana, la definizione di politiche sociali mirate grazie a una politica data driven che i decisori possono sviluppare sulla base di una mappatura e una conoscenza puntuale del contesto economico e dei bisogni sociali, la valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale immenso attraverso nuove forme di turismo. Si tratta di obiettivi concreti che abbiamo già raggiunto in altri Comuni.

Spostando lo sguardo al panorama nazionale, avete presentato un progetto per il polo nazionale del cloud, ma è stata prescelta per la prima fase della selezione la soluzione di Tim-Sogei-Leonardo-Cdp. Andrete avanti nella gara?

Non cambia nulla sui nostri ambiziosi piani di crescita dimensionale e di impegno al fianco dei tanti operatori industriali e delle Pa per l’attuazione ad ampio raggio delle loro strategie di digitalizzazione rafforzate dal boost del Pnrr. Continueremo a investire e a mettere a fattor comune per il Sistema Paese il nostro trasversale e comprovato know how. Nello specifico prendiamo atto delle valutazioni del Midt ma, nel rispetto dei ruoli reciproci, ribadiamo la validità della proposta presentata da Fastweb ed Engineering che, grazie alla consolidata esperienza di entrambe, riteniamo essere assolutamente in linea con i requisiti tecnologici e di sicurezza richiesti per la realizzazione del Psn. Siamo ancora in una prima fase del processo e confidenti della consistenza della nostra proposta, frutto anche di un confronto con il Mitd, attendiamo la pubblicazione del bando.

Nell’ottica della crescita e dello sviluppo del vostro business pensate a un possibile ritorno di Engineering in Borsa?

Al momento siamo concentrati nel far sì che Engineering al 2025 sia l’azienda più innovativa, il tech champion digitale italiano, presente anche nei mercati esteri. Stiamo lavorando per disegnare questa traiettoria. È chiaro che un’Ipo è una delle opzioni possibili per un’azienda delle nostre dimensioni con le ambizioni che abbiamo in questo momento. Ma questo tema lo affronteremo successivamente, al momento siamo focalizzati affinché il progetto “Engineering 2025” prenda corpo. Abbiamo target molto ambiziosi riguardanti la crescita dei ricavi e della marginalità, una presenza più forte nelle tecnologie di oggi e del futuro e ovviamente anche una presenza internazionale che sia più robusta di quella che abbiamo oggi.

Su quali Paesi punterete?

Vogliamo rafforzarci dove siamo presenti e trovare altri sbocchi, auspicabilmente in mercati attigui, europei per posizionarci come una Engineering fortissima in Italia e in Europa senza trascurare mercati in cui oggi siamo presenti. Inoltre abbiamo di recente finalizzato negli Stati Uniti l’acquisizione di Movilitas. Un’operazione importante che rafforza l’offerta della nostra divisione Industries eXcellence Global a livello internazionale. Negli Usa e Sud America, naturalmente ma anche in Italia, Germania, Belgio. Inoltre con Movilitas sbarchiamo anche in India.

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