avanguardia di crescita

Nella fabbrica dei camion dei pompieri

Nella terza tappa di Brescia del Roadshow Confindustria-Audi Italia coinvolte le eccellenze tecnologiche della provincia. Bai è l’azienda leader nel segmento dei veicoli di soccorso. IL 10% delle produzione è esportata in Cina

di Natascia Ronchetti


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(AdobeStock)

2' di lettura

«L’innovazione tecnologica è il nostro principale fattore di successo, vendiamo in 40 Paesi grazie a un forte investimento in ricerca e sviluppo». Flavio Gandolfi è il presidente di Bai, azienda fondata nel ’91 a Bagnolo Mella, nel Bresciano, che produce veicoli antincendio (i camion dei pompieri) e di soccorso. Un’impresa in corsa – partendo da un fatturato di 24 milioni nel 2018 punta a raggiungere l’anno prossimo i 60 milioni – che ha fatto del rapporto stretto con il territorio un fattore di competitività a livello globale. Coinvolta nella tappa bresciana del roadshow promosso da Confindustria e Audi (prevista il 31 ottobre), si avvale di una rete di fornitori locali per l’approvvigionamento della materia prima, per i componenti elettronici e per l’appalto di varie fasi di lavorazione artigianali. Solo per la costruzione dei telai si rivolge a produttori stranieri.

Prodotti su misura
«La nostra è una produzione customizzata e il territorio esprime competenze di alto livello anche tra le aziende artigiane, circa una trentina, con le quali collaboriamo», spiega Gandolfi. La customizzazione, con prodotti specifici, è il grimaldello che permesso a Bai di aprirsi nuovi varchi in Cina, che oggi genera circa il 10% del fatturato e che è in crescita. E di rafforzare il presidio dei mercati dove l’azienda è presente per servire principalmente la pubblica amministrazione. Tutto a colpi di innovazione, grazie alla collaborazione con la facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia. Il rapporto con l’ateneo è nato cinque anni fa. L’azienda propone lo sviluppo di tesi su aspetti specifici, dalla resistenza dei materiali alla corrosione allo studio dei fluidi all’interno di un circuito antincendio per minimizzare le perdite di carico. Ricerche che si sono concluse in alcuni casi con l’assunzione dei laureandi che hanno redatto le tesi, approfondendo criticità del processo produttivo.

La mancanza di tecnici
Proprio il reclutamento di personale qualificato costituisce però un nervo scoperto, anche a fronte del piano di nuove assunzioni previsto dall’azienda (circa 40 nel 2020) in vista dell’incremento della produzione. «La nostra priorità è quella di trovare operai specializzati – prosegue Gandolfi – ma è molto difficile reperirli: il territorio in questo caso non offre grandi opportunità. Per questo cerchiamo di individuare persone con una preparazione di base per poi formarle in azienda. Spesso ricorriamo all’inserimento di nuove figure attraverso la formula della somministrazione».
Oggi gli addetti di Bai sono circa 180, impiegati nei tre stabilimenti di Bagnolo Mella. Molti sono stranieri radicati da tempo nel Bresciano. In Italia il primo cliente dell’azienda è il ministero dell’Interno.

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