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Nella fabbrica snella delle Poste uomo e robot fianco a fianco

Dalla società 30 milioni di investimenti per robotizzare i 23 centri di smistamento e fare 60mila ore di formazione: è così che Poste Italiane contrasta il declino delle lettere e affronta la sfida di pacchi e e-commerce

di Cristina Casadei


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5' di lettura

I manager delle risorse umane di Poste Italiane le chiamano le nostre fabbriche. Sono 23 e hanno una distribuzione capillare in tutta Italia. È qui che arrivano e partono lettere e piccoli pacchi. La società ha la maggiore diffusione sul territorio ed è la più grande realtà di consegna di pacchi e corrispondenza che presidia il mercato, attraverso la rete logistica postale dedicata alle operazioni di smistamento e consegna di posta e piccoli pacchi e poi la rete logistica corriere della società Sda, dedicata alle operazioni di smistamento e consegna pacchi.

La rete logistica postale

È composta da 1.800 centri di recapito dove lavorano oltre 35mila persone e 23 centri di smistamento - le fabbriche -, di cui 10 ad alta automazione, con 8mila persone. Con il piano Deliver 2022, Poste Italiane sta giocando la sua partita nell’e-commerce, posizionando in maniera forte la rete dei portalettere su questo mercato, muovendosi su due direttrici ossia il modello di recapito che si svolgerà sempre più lungo un arco temporale ampio, con 3 turni giornalieri fino alle 19.45 e la possibilità di consegne anche nel week end, e poi il lean program che riguarda gli stabilimenti. Varcare l’ingresso di una delle 23 fabbriche significa sovvertire, nel vero e proprio senso della parola, un immaginario collettivo ancora forte. Tanto per dirne una, i muletti con cui venivano trasportati pacchi e corrispondenza vengono progressivamente sostituiti da robot che affiancano l’operatore facilitandone il lavoro, aumentando la sua sicurezza e risparmiandogli molte azioni. La logistica è forse una delle attività maggiormente coinvolte dall’innovazione nel processo e nel prodotto: per i lavoratori delle fabbriche ad alta automazione come Bologna, Torino, Padova, Napoli, Firenze e Bari i robot sono veri e propri compagni di lavoro che vengono sempre più utilizzati per prendere, spostare, movimentare. Come in un’orchestra, la sincronia tra i musicisti fa sì che venga suonata la musica, il perfetto funzionamento delle fabbriche di Posteitaliane fa sì che i portalettere, che lavorano su tre turni, possano svolgere il proprio lavoro e il cliente possa ricevere nel più breve tempo possibile il plico.

Il futuro in forma di pacchettino

In questo momento storico la corrispondenza tradizionale, tanto per intenderci lettere, riviste e giornali, ha avuto una forte contrazione: la società negli ultimi 10 anni ha ridotto il volume di questa area di business del 50% e nel contempo ha assistito a una vera e propria mutazione genetica di ciò che viene spedito, dovuta soprattutto allo sviluppo dell’e-commerce. Le abitudini di acquisto on line hanno imposto importanti cambiamenti a tutta la rete logistica per poter processare oggetti che non sono più lettere o riviste o giornali, ma piccoli parallelepipedi che racchiudono libri, abiti, scarpe e oggetti acquistati con lo smartphone o il tablet o il pc, convogliati nelle 23 fabbriche e da lì ai destinatari finali. E ha imposto a una società come Poste Italiane di rivedere la sua organizzazione. Chi aspetta un pacco ha un atteggiamento diverso da chi aspetta una raccomandata. Chi ha comprato qualcosa vuole velocità perché magari non vede l’ora di avere il libro o il vestito nuovo. E affidabilità perché vuole vederlo arrivare perfetto così come lo ha visto sul video.

Il modello organizzativo

È nata così una riflessione sia sulle tecnologie che sui modelli operativi. Condivisa con i sindacati che in questi mesi sono stati interlocutori fondamentali, una vera e propria sponda, per la società. È stato individuato un modello di consegna nuovo che ha esteso gli orari delle consegne: così se una volta il postino suonava solo al mattino, oggi suona al mattino, al pomeriggio e in prima serata, con un’orario esteso fino alle 19.45, quando ci sono molte più probabilità di trovare le persone in casa. Sabato compreso e con la possibilità di fare le consegne anche nel week end, soprattutto durante i periodi delle scontistiche e delle festività. Seguendo il flusso dei consumatori che si sono spostati dai negozi alle vetrine telematiche.

La nuova flotta

Anche la flotta è stata rinnovata e finalizzata al trasporto dei pacchetti, con l’ingresso di scooter tricicli e quadricicli, capaci di trasportare maggiori volumi. E data la diffusione delle zone Ztl nei centri città i nuovi mezzi saranno green: entro i prossimi due anni il 15% della flotta di last mile sarà ad alimentazione elettrica o gpl, mentre sono previsti 2mila mezzi full electric, tricicli e quadricicli. Gli operatori sono stati dotati di palmari attraverso i quali è possibile rilevare dati e firma della ricezione dei plichi.

La lean organization

Riconfigurato il recapito e fatti gli investimenti sulla flotta, rimane il tema della componente più industriale della riorganizzazione, fondamentale per consentire alle 23 fabbriche di lavorare sincronizzate con il resto della struttura. Il modello adottato è la lean che prevede un set di principi, metodi e tecniche basate sul miglioramento continuo che coinvolge l’organizzazione nella sua totalità, attraverso la revisione dei processi operativi ma anche una forte trasformazione culturale. Complessivamente, la società ha previsto un piano di investimenti specifici nel triennio 2018-2020 di circa 30 milioni di euro per riqualificare le aree di lavoro, introdurre nuove attrezzature e riqualificare le persone. Al centro di questa attività è stato infatti messo il lavoratore con la sua postazione, il suo ruolo e la sua sicurezza. È stato così avviato un percorso di formazione che prevede 60mila ore durante tutto il piano e garantirà ai lavoratori innanzitutto l’employability. Ogni giorno, attraverso un meccanismo di suggerimenti dei lavoratori e feedback continui da parte dei responsabili, si cerca di migliorare tutte le attività, riducendo al minimo le inefficienze. Questo significa ottimizzazione delle ore lavorate, aumento della produttività, qualità, eccellenza operativa, riduzione dei costi.

Le tre fasi del programma

Il programma si dipanerà attraverso tre momenti. Il primo è la fase cosiddetta reattiva in cui le persone vengono formate e invitate a reagire, segnalando le criticità che ci sono oggi nel loro lavoro. Il secondo è la fase in cui il sistema che si è creato si muove motu proprio e l’operatore diventa sempre più autonomo. Infine il terzo è la fase in cui tutte le industries entrano nella fase predittiva e, quindi, qualsiasi cosa si fa pensando a quello che sarà. Poste Italiane, in questo momento, è nella prima fase, quella della reattività, della riorganizzazione e della formazione delle persone a cui la società sta dando gli strumenti culturali e metodologici.

La staffetta generazionale

La riorganizzazione ha portato con sè una nuova turnazione e una staffetta generazionale che consentirà a chi si avvicina all’età della pensione di poter uscire. Nel contempo la società stabilizzerà e assumerà 3mila lavoratori. Il piano era stato immaginato su tre anni, ma il mercato si sta muovendo a una velocità tale da aver costretto ad accelerare, facendo in un paio di anni tutto ciò che inizialmente era stato previsto in 3. Prima che una riorganizzazione è una vera e propria trasformazione culturale che coinvolge tutte le persone. La tecnologia e la robotizzazione hanno portato anche a una forte riduzione degli infortuni e contribuiscono ad assorbire i carichi di lavoro in maniera proporzionale, redistribuendo le ore di lavoro in maniera più efficiente. La lean è anche questo, abbattimento dei costi indiretti, quelli che il cliente finale non è più disposto a pagare.

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