GUADAGNI A CONFRONTO

Nella gara dei redditi Renzi batte Conte 7 a 1

Nel 2019 il leader di Italia viva ha dichiarato 1,1 milioni di euro, mentre il premier è sceso a 158mila euro (da un milione dell’anno precedente)

di Riccardo Ferrazza

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(ANSA)

2' di lettura

La sfida in Parlamento durata due giorni è stata vinta da Giuseppe Conte che ha ottenuto la maggioranza (non assoluta) anche al Senato. Nella “gara dei redditi”, invece, la vittoria va a Matteo Renzi che batte l’avvocato pugliese 7 a 1. Nel 2019 il senatore toscano ha dichiarato un reddito imponibile di poco superiore al milione di euro, circa sette volte rispetto a quello che si può leggere nella dichiarazione patrimoniale del presidente del Consiglio, fermo sotto la soglia dei 160mila euro.

Renzi: un milione di euro nel 2019

Renzi, ex segretario del Pd, ricorderà il 2019 come l’anno di nascita della sua formazione politica (Italia viva) ma anche come quello dell’incremento dei propri guadagni: se per il 2018 dichiarava un imponibile (796.281 euro) già alto rispetto alla sua media, nei dodici mesi successivi l’ex presidente del Consiglio ha superato quota un milione (1.037.851 euro). Un salto che lo stesso Renzi aveva preannunciato nel novembre del 2019, quando il settimanale l’Espresso rivelò che l’ex premier aveva acquistato una villa sulle colline fiorentine per 1,3 milioni di euro. Fino al 2018, spiegò Renzi, «ho fatto solo politica, adesso da quando si è cambiato mestiere guadagno molto meglio». Il mestiere è quello di conferenziere, svolto «compatibilmente con i tempi del Senato», precisò: un’attività che gli ha assicurato «proventi personali» aggiuntivi rispetto alla retribuzione che gli spetta da parlamentare. Secondo il sito openpolis Renzi è risultato assente 39,3% delle votazioni a Palazzo Madama (nel 19% dei casi era in missione).

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Nel 2018 Renzi fu autore e conduttore di un documentario “Firenze secondo me”, scritto con Sergio Rubino, prodotto dalla Arcobaleno Tre di Lucio Presta e trasmesso da Discovery Italia. Secondo quanto rivelato dall’Espresso, per le otto puntare Renzi avrebbe ricevuto un compenso di mezzo milione di euro. L’ex sindaco fiorentino è inoltre autore di diversi libri: l’ultimo è La mossa del cavallo (Marsilio), pubblicato nel 2020.

In precedenza i redditi di Renzi erano stati decisamente inferiori. Nel 2017, un anno senza incarichi (aveva dato le dimissioni da presidente del Consiglio nel dicembre 2016 ed era stato eletto al Senato solo nel marzo 2018) Renzi si era fermato a 28.345 euro. Migliori gli anni precedenti: nel 2016 aveva dichiarato 103.283 euro e nel 2015 107.960 euro.

Il premier scende a quota 158mila euro

Il primo anno interamente consacrato al suo incarico istituzionale (il 2019) si è chiuso per Conte con un reddito di 158.474 euro. Un netto calo (-86%) rispetto all’anno precedente, quando i primi mesi (arrivò a Palazzo Chigi il 1° giugno 2018) erano ancora dedicati all’attività di avvocato e all’insegnamento universitario (Conte è stato titolare della cattedra di Diritto privato all’università di Firenze). Una cifra, quella del 2018 (1.155.229 euro), fu precisato, molto alta perché Conte dovette chiudere tutti gli incarichi pendenti emettendo le relative fatture con il risultato che l’«avvocato del popolo» fatturò in un solo anno importi che altrimenti sarebbero stati diluiti nel corso del tempo. Nel 2017 Conte aveva un imponibile di 370.314 euro. Il premier continua a possedere una Jaguar XJ6 del 1996.

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