ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE

Nella Giornata delle Miniere il cuore della terra è aperto a tutti

di Davide Madeddu


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Gavorrano Toscana (Marka)

3' di lettura

Archeologia industriale e geologia. E' l'altra faccia del turismo, in cui il passato laborioso e un tempo “all'avanguardia”, si sposa con visite guidate, enogastronomia, racconti e aneddoti. In miniera, spente le macchine per la perforazione e la dinamite per demolire le pareti e avanzare nel percorso che sembra quasi un andare nel cuore della terra, si lavora ancora. Ma con una nuova visione: raccontare ciò che che è stato fatto in passato. Indossati i caschetti, abbigliamento e scarpe comode in fondo ai pozzi e nelle gallerie si “scende” per ascoltare i racconti delle guide e conoscere i luoghi dove hanno lavorato migliaia di minatori. Storie, aneddoti che molto spesso arrivano proprio dai vecchi protagonisti, e che si potranno ascoltare anche il 25 e il 26 maggio in occasione dell'undicesima edizione della “Giornata Nazionale delle Miniere”, promossa “per diffondere il valore e il significato culturale del turismo geologico” da Remi-Ispra-Snpa, Mise, Aipai, Anim, Assomineraria, e G&T con il Patrocinio del Consiglio Nazionale dei Geologi e di EuroGeoSurveys.

L'Ispra è al lavoro per raccogliere le adesioni dei 53 siti, distribuiti in poco meno di 50 comuni di tutta Italia. In parecchi centri d'Italia il nuovo corso delle miniere è già iniziato. Filo rosso che lega le storie, il passato, quello della prima metà del ’900, definito dai tecnici minerari “punta avanzata e tecnologicamente moderna” dello scenario industriale. Accanto alle miniere da visitare ci sono poi gli ecomusei, gestiti nella maggior parte dei casi da cooperative o piccole aziende ma anche associazioni. E i villaggi, tutti caratterizzati dalla cura dei particolari e dei decori. E l'enogastronomia con le specialità locali e territoriali. Il panorama nazionale offre per una visita guidata in una miniera si spendono tra i 12 e i 20 euro a persona (salvo convenzioni con gruppi o scolaresche): dalla Valle D'Aosta con la miniera d'oro di Chamousira Fenilliaz, il sito più importante della regione scoperto nel 1899, i siti di Cogne e Servette nel Vallone di Saint-Marcel, al parco delle zolfatare della Sicilia (Castel Termini e Comitini).

In Lombardia, dove sono ancora in corso le procedure per riavviare la miniera di Gorno nel bergamasco, ci sono una decina di siti (miniere ed ecomusei distribuiti tra Gorno, Lanzada, Dossena, Collio, Primaluna, Abbadia Lariana, Schilpario, Pezzaze). Si tratta di luoghi che non sono solo meta di turisti specializzati, ma anche di scolaresche. In Piemonte già si possono visitare la miniera Paola e miniera Gianna (le escursioni da marzo) nella Comunità montana pinerolese e l'ex miniera di talco di Garida a Coazze. In Liguria si può optare per Gambatesa e il Parco regionale dell'Avetone, mentre in Toscana tra trekking, escursioni e degustazioni si può scegliere tra una decina di centri (Livorno, Gavorrano, Riva Marchim, Massa Marittima, Montieri, Isola d'Elba, Campiglia marittima e Parco Colline metallifere grossetane).

In Sardegna escursioni, cammini, trekking ma anche percorsi in bicicletta in una quindicina di siti distribuiti tra montagne a picco sul mare o pozzi nella Sardegna centrale in una decina di Comuni (Iglesias, Narcao, Gadoni, Buggerru, Lula, Arbus, Carbonia, Fluminimaggiore, Guspini, Lula e Sant'Antioco).Il trekking è anche una delle peculiarità della via delle miniere in Calabria a Lungro Salgemma. Poi Abruzzo la miniera di bauxite di Lecce nei Marsi, la miniera di zolfo a Pesaro nelle marche e il villaggio minerario di Cesena in Emilia Romagna, sino al sito di Civezzano nel Trentino e la miniera di Resiutta in Friuli Venezia Giulia.

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