LA MANOVRA IN commissione bilancio

Nella manovra bis l’addio agli studi di settore, indici di affidabilità già nel 2017

di Vittorio Nuti

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3' di lettura

Palazzo Chigi gioca d’anticipo sull’abolizione degli studi di settore, in calendario nel 2018, e imbarca sul treno direttissimo del decreto legge di correzione dei conti pubblici gli Indici sintetici di affidabilità (Isa), destinati a sostituirli. Alla Camera, la commissione Bilancio ha infatti approvato - quasi all’unanimità e con il parere favorevole dell0esecutivo - un emendamento della maggioranza che ricalca i contenuti del disegno di legge in materia (presentato alla fine di aprile, primi firmatari Pelillo, Pd, e Bernardo, Ap): come disposto dal decreto fiscale 2016, gli Isa dovranno sostituire gli studi di settore a partire dall'anno di imposta 2017. L'Agenzia delle Entrate dovrà quindi emanare apposito provvedimento entro 90 giorni dall'entrata in vigore della manovra bis.

“Pagella” da 1 a 10 sull’affidabilità dei contribuenti
Gli Isa, elaborati con una metodologia basata su analisi di dati e informazioni relativi a più periodi d'imposta, saranno i nuovi parametri di riferimento per una vasta platea di contribuenti costituita da circa 3,5 milioni di partite Iva. Come si legge nell'emendamento, i nuovi indici «rappresentano la sintesi di indicatori elementari tesi a verificare la normalità e la coerenza della gestione aziendale o professionale, anche con riferimento a diverse basi imponibili, ed esprimono su una scala da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente». In altre parole, al “voto” 1-10 assegnato alle partite Iva corrisponderà un certo livello di affidabilità fiscale in termini di normalità e coerenza della gestione aziendale e professionale, che permetterà l’accesso ad un regime di premialità crescente basato su minori adempimenti e accertamenti meno stringenti.

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Taglio delle slot machine in due trance
All’attenzione della commissione Bilancio anche l’emendamento del Governo che anticipa la riduzione delle slot machine. Il taglio complessivo del 30% previsto entro il 2019, secondo quanto si legge nella proposta di modifica depositata in commissione sarà raggiunto in due tappe: entro la fine del 2017 le macchinette dovranno diminuire del 15% (a non più di 345mila), ed entro il 30 aprile 2018 dovranno essere al massimo 265mila, raggiungendo l'obiettivo della riduzione del 30 per cento. Entro luglio il ministero dell'Economia dovrà indicare le modalità di questa riduzione a tappe forzate. Commentando il via libera all’emendamento che accelera il taglio delle slot il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta ha spiegato che il Governo «ha voluto dare un segnale di coerenza rispetto all'impostazione generale condivisa dal Parlamento e Conferenza unificata avviando un percorso di ristrutturazione e riduzione dell'offerta in materia di giochi».

Anche i tributi locali ammessi alla rottamazione delle liti fiscali
Tra le novità della giornata si registra poi l’inclusione dei tributi locali - prevista da alcuni emendamenti bipartisan approvati dalla Bilancio con il parere favorevole del Governo e del relatore - tra le imposte ammesse alla definizione agevolata delle controverse tributarie, la cosiddetta rottamazione delle liti fiscali.Un'altra proposta di modifica, presentata da M5S e accolta dalla commissione, ammette alla rottamazione le liti attivate entro la data di entrata in vigore del decreto legge (23 aprile scorso) e non entro la fine dello scorso anno, come scritto invece nell'articolato.

Credito d’iposta alberghi esteso all’acquisto di mobili
Scorrendo la lista degli emendamenti approvati spicca poi il via libera alla proposta di modifica presentata dal centrista Paolo Tancredi (Ap) che estende all’acquisto di mobili e di «componenti d’arredo» il credito d'imposta previsto per l'acquisto di beni strumentali per gli alberghi. L'agevolazione è estesa «a condizione che il beneficiario non ceda a terzi né destini a finalità estranee all'esercizio di impresa i beni oggetto degli investimenti prima dell'ottavo periodo di imposta successivo». La modifica approvata elimina anche il tetto del 10% per la concessione dello stesso credito d'imposta ed estende nello stesso tempo, da due a otto anni, il periodo d'imposta entro il quale il beneficiario del credito non può cedere a terzi nè destinare a finalità estranee all'esercizio d'impresa i beni oggetto dello sgravio. Un’altra modifica approvata riguarda le risorse non impegnate al 31 dicembre scorso del Fondo di sviluppo e coesione 2007-2013 per il Piano nazionale per il Sud-Sistema universitario. Queste potranno essere assegnate in quote annuali «oltre che alle scuole superiori, alle Università alle quali quei fondi erano stati inizialmente destinati, in modo da garantire il rispetto dei saldi di finanza pubblica». Per ottenere gli stanziamenti, le Università dovranno impegnarsi in progetti ad hoc.

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