meccanica

Nella motor valley di Prevalle go kart e van non conoscono crisi

di Camillo Facchini

3' di lettura

Aveva visto lontano l’imprenditore veneziano Nicolo Donà delle Rose, la cui famiglia aveva dato a Venezia quattro dogi, quando nel 1957 aveva acquistato un go kart importandolo in Italia dall’Inghilterra aprendo la strada ad un nuovo business dei motori. La macchinetta era stata inventata da un meccanico della casa automobilistica americana Kurtis Kraft che nel 1956 aveva saldato tra loro i tubi del telaio, sui quali aveva montato il motore di una vecchia tagliaerba, mai immaginando però la diffusione che ne sarebbe seguita.

Il primo produttore in Italia di go kart è stato il bresciano Tony Bosio, che a Prevalle nel 1958 aveva fondato quella che è oggi la Tony Kart, gruppo Otk, macchine che spopolano nel mondo delle corse, prodotte tra Brescia e il Lago di Garda, dove è rinato un piccolo polo della carrozzeria industriale. La tecnologia attuale nulla ha a che vedere con le stagioni iniziali dei go kart, fatti con tubi dell’acqua, motore a due tempi presa diretta di derivazione motociclistica: il ferro è stato sostituito dalle leghe, i battistrada degli pneumatici dalle mescole, le molle dall’idropneumatica mentre occhi ed orecchie dei piloti sono guidati da un sistema di acquisizione dei dati specifico per il karting.

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La svolta tecnologica dei kart bresciani ha subito poi un’accelerazione negli anni Ottanta, quando la proprietà è passata al gruppo Otk guidato da Roberto Robazzi che ne è il presidente, imprenditore riservato e, come lo descrivono gli amici “uomo tutto lavoro, casa e pista.”

Parlano i numeri: un centinaio i dipendenti, più di trenta titoli mondiali vinti, 65 rivenditori nel mondo di telai prodotti con cinque marchi e due per i motori con Vortex, propulsori che in luglio hanno lasciato Pavia per esser trasferiti a Prevalle rafforzando il progetto aziendale che la società si era data di concentrare produzione e realizzazione di tutti i componenti dei kart in uno stabilimento in cui, alla irrinunciabile manualità artigiana sono stati affiancati centri di lavoro, digitalizzazione, sala prove, ricerca e sviluppo.

Quando stava bene, nella pausa invernale del campionato di F1, i kart di Tony sono entrati nell’allenamento di Michael Schumacher e di suo fratello Ralf che li hanno utilizzati nell’impianto di Lonato, a pochi chilometri dallo nuovo stabilimento in cui vengono costruiti.

Dove c’è Otk è nata una piccola motor valley: da una parte i go kart prodotti da più di mezzo secolo a Prevalle, dall’altro la famiglia Maccarinelli con i van dell’assistenza e dell’hospitality per le squadre della Moto Gp, della superbike e per quelle delle categorie minori.

A Paitone impossibile non accorgersi dei grandi autocaravan in lavorazione che vengono proposti oggi in versione multipiano: quando il van arriva nel paddock, un sistema elettroidraulico consente al rimorchio di sdoppiarsi telescopicamente verso l’alto, raddoppiando gli spazi di lavoro e riducendo quelli sul paddock.

«Finora ne abbiamo costruiti una cinquantina», racconta Luciano Maccarinelli che con la famiglia controlla anche Emme 2000 di Varese «che sono l’evoluzione di un’esperienza avviata da nostro padre mezzo secolo fa che aveva iniziato l’attività con gli automarket».

Van che hanno alti contenuti di tecnologia: dall’asfalto del paddock, utilizzando un elevatore, i propulsori delle moto possono essere portati al primo piano dove vengono trasferiti da un elevatore e montati su un perno rotante che consente ai meccanici di lavorare capovolgendoli, quindi senza doversi piegare. Al piano superiore – aria condizionata e acqua corrente – i locali del pilota, al piano terra gli spazi per gli ingegneri ed il resto del team “con alla base di tutto la collaborazione – aggiunge Luciano Maccarinelli – tra clienti e nostra azienda il cui compito è interpretare le esigenze della squadra che utilizzerà l’impianto». Nella storia dell’azienda da Prevalle sono usciti duemila automarket «con una produzione che tuttavia abbiamo abbandonato concentrandoci sui van» effetto della “trasformazione dei mercati comunali ambulanti”.

Un filone che invece continua BBM Food Trucks di Torbole, con i veicoli per lo street food e non solo in cui la tecnologia consente di trasportare pesce o gelati piuttosto che dolciumi o abbigliamento, che aprono e chiudono come matrioske, con temperature controllate.

Nella piccola motor valley attorno a Prevalle c’è Busi Group – guidato dalla famiglia di Giuseppe, Mirko e Diva Busi - che lavora per la raccolta e smaltimento dei rifiuti. Oltre trecento dipendenti, tre società che producono impianti di raccolta, trasporto e stoccaggio. Nel 2019 Busi Group ha realizzato più di novanta milioni di fatturato e ha investito un anno fa in un nuovo stabilimento per Omb dal quale escono cassonetti tecnologici.

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