STARTUP TURISMO

Nella natura, tra i borghi: le migliori esperienze trasformative da fare in Italia

Dagli alloggi e soggiorni in luoghi poco conosciuti e a cifre molto ragionevoli, preferite dai turisti tedeschi, alle attività ecosostenibili offerte da River Tribe in Calabria

di Gianni Rusconi


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3' di lettura

La vacanza confezionata su misura è ormai una prerogativa di molti, anche se in alcuni casi, il fatto di essere troppo “tailor made” rischia di far diventare il viaggio una sorta di “gabbia” dalla quale trovare a fatica vie di fuga. È in ogni caso indubbio che la tecnologia e gli strumenti digitali abbiano contribuito ad aprire frontiere completamente nuove e lontane dai classici itinerari. Si parla non a caso di viaggiatore “trasformativo”, e cioè di soggetti in cerca di destinazioni particolari, dove trovare forte interazione con il luogo. Ecco alcuni casi di successo emersi occasione di BTO2020, evento tenutosi a febbraio alla Stazione Leopolda di Firenze, dove è discusso molto dei modelli alla base del rapporto fra persone, tecnologia e natura nell'era interconnessa di oggi e, in modo specifico, anche di undertourism e di tutto ciò che ruota al mondo delle mete turistiche alternative.


Con Amavido una nuova “vetrina” per i borghi più autentici
“Nel nuovo millennio tutto è nuovo, ma il richiamo verso l'esperienza umana è fondamentale. E il viaggio dentro la natura e i luoghi storici e rurali è un modo di tornare a certe radici”. Il pensiero di Dominik Calzone, Ceo (di origini calabresi) di Amavido, startup tedesca nata nel 2015 che ha sviluppato una piattaforma per la promozione dell'offerta ricettiva e culturale di borghi italiani in Germania riflette perfettamente il concetto secondo cui una vacanza può non essere solo luoghi da visitare ma anche storie da raccontare. Da questo presupposto è partito nel 2015 il progetto di Amavido per portare all'attenzione degli “slow travelers” d'oltre confine (e tedeschi in particolare, considerando che sono qualche milione i turisti di questo Paese che arrivano in Italia ogni anno) alloggi e soggiorni in luoghi poco conosciuti e a cifre molto ragionevoli.
“Sfruttando una piattaforma digitale che compara località, esperienze, strutture e servizi”, ha confermato Calzone, “creiamo pacchetti di viaggio esperienziali su misura e in stretto contatto con le persone, il territorio e le tradizioni locali, proponendoci come fautori di un cambiamento di prospettiva del modo di viaggiare. Il nostro è un modello di turismo trasformativo che permette di accedere ia destinazioni alternative, all'insegna di autenticità e autorealizzazione”. Soggiornare da un host di Amavido significa infatti partecipare a corsi di cucina o alla raccolta delle arance insieme alle famiglie ospitanti, a escursioni nei boschi o alla realizzazione di prodotti locali. Un modello di turismo responsabile, in definitiva, che fa leva su algoritmi di machine learning, software di robot automation e un database di contatti, immagini e storie raccolti direttamente online.

Fra yoga e parapendio per scoprire la natura calabrese
Se si parla di esperienze, quelle vissute in giro per il mondo da Antonio Trani come sportivo professionista del rafting sono decisamente fuori dall'ordinario: Argentina, Cile, Perù, Bolivia, Brasile, Messico, Costa Rica, Nepal, Marocco, India, Cambogia e Thailandia sono i Paesi in cui ha viaggiato discendendone i fiumi e la navigazione del Colorado River nel Grand Canyon (450 km in 25 giorni) è forse la chicca più brillante di un tour di spedizioni estreme durato 15 anni. Tornato a Laino Borgo, in Calabria, il piccolo paese dove è cresciuto, Trani decide di dare vita al progetto River Tribe (di cui è Ceo), bonificando e rivalutando un'area abbandonata da 20 anni e divenuta una discarica a cielo aperto. Dopo 3 anni di lavoro, questa struttura nel cuore nel Parco del Pollino con accesso diretto al fiume, dove poter fare yoga (Antonio è maestro riconosciuto dalla scuola internazionale Yoga Alliance) e massaggi, sport spaziando dal rafting al parapendio ed escursioni di vario genere, è stata definita a giugno 2019, dall'edizione inglese del National Geographic Traveller, il primo centro outdoor in Europa per numero di attività ecosostenibili proposte e per il suo concept unico al mondo. “River Tribe – ha spiegato Trani alla platea del BTO2020 - è mix perfetto fra relax olistico e benessere fisico, un luogo in cui la tecnologia serve a comunicare meglio e più velocemente ma dove la vera esperienza del viaggio rimane spirituale”. In mezzo alla natura.

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