Lavoro

Benetton: nel nuovo contratto integrativo smart working, più part time e venerdì “breve”

Siglato l'accordo sindacale sul contratto integrativo dei 1.200 addetti. Molta attenzione agli equilibri vita lavoro e premio legato anche alle ore di formazione

di Cristina Casadei

3' di lettura

Il new normal di Benetton sarà caratterizzato da una flessibilità che guarda con attenzione all’equilibrio tra vita e lavoro e alla famiglia. Il part time, sia orizzontale, sia verticale, sia misto, potrà essere esteso fino al 20% delle persone. Lo smart working, che negli ultimi mesi è stata la modalità di lavoro di mille dei 1.200 addetti del gruppo in Italia, viene reso strutturale. Ma tutelando i tempi di riposo e disconnessione dai dispositivi e facendo un'attenta pianificazione di riunioni e appuntamenti di lavoro. Per migliorare gli equilibri vita lavoro è stato inoltre introdotto, sia per chi lavora in presenza che da remoto, il “venerdì breve”, con l’orario che termina un’ora prima. Tutto questo è stato scritto nell'accordo sul contratto integrativo che il gruppo ha siglato con Femca, Filctem e Uiltec, con l’assistenza di Assindustria Veneto Centro.

Work life balance

Il work life balance sembra essere il filo rosso conduttore dell'intesa e lo si vede in molti altri particolari. Come per esempio la grande attenzione ai genitori con bambini in età scolare, con la possibilità, ad esempio, di svolgere colloqui da remoto con gli insegnanti anche durante l’orario di lavoro, la flessibilità in entrata e nella pausa pranzo, oltre a un baby gift, un buono regalo per tutti i nuovi nati. È stato poi previsto un programma di welcome back mom per agevolare il rientro delle donne appena diventate madri, l’accesso prioritario al Ponzano Children, borse di studio ai figli dei dipendenti con una giornata di conoscenza dell’azienda. L’integrativo conferma anche la banca ora etica per donare tempo ai colleghi che ne hanno bisogno.

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La convivenza di diverse generazioni

Per favorire la buona convivenza di almeno quattro generazioni, dai baby boomer fino alla generazione Z, il nuovo contratto prevede varie azioni per la gestione del passaggio di know-how. Proprio per questo sono stati definiti percorsi di formazione in affiancamento tra senior e junior, accompagnamento e supporto della risorsa più esperta che si prende cura e promuove la crescita di quello più giovane, formazione sulla gestione del trasferimento delle conoscenze. Altrettanto decisivo è il rinnovamento delle competenze, che sarà attuato attraverso la formazione continua anche da una piattaforma aziendale dedicata (Colors Academy o il programma Be Digital), e lo sviluppo di nuovi processi organizzativi, in particolare nell’ambito strategico della logistica.

Il premio legato alla formazione

Proprio per stimolare l'interesse verso la crescita delle competenze, il premio aziendale è stato legato proprio all’aumento delle ore pro-capite di formazione rispetto all'anno precedente e all’obiettivo del raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2023.

Il welfare del benessere delle persone

Per il ceo del gruppo Massimo Renon «il risultato è stato possibile grazie alla disponibilità, maturità e professionalità di tutti gli esponenti delle sigle sindacali che, con passione e tenacia, hanno condiviso questo cammino avendo il nostro medesimo obiettivo: il futuro e il benessere delle persone che lavorano per Benetton Group, la nostra risorsa più importante». Oltre un anno fa, nel momento più difficile per l’economia globale, ricorda Renon «abbiamo intrapreso la sfida di rilanciare l'azienda con il chiaro intento di azzerare qualsiasi visione miope legata al ridimensionamento degli organici e alle conseguenti ricadute occupazionali sul territorio. Ci siamo concentrati invece su obiettivi di sviluppo futuro, innovazione e crescita sostenibile, condividendo la traiettoria con le organizzazioni sindacali e mettendo al centro del nostro progetto la volontà, le competenze e le preziose capacità del nostro capitale umano».

Per i sindacalisti che hanno siglato l’intesa, Massimo Messina (Filctem Cgil), Gianni Boato, (Femca Cisl), Rosario Martines (Uiltec Uil), si tratta di «un accordo storico e di traino a livello nazionale di diritti e formazione continua per tutti i dipendenti, che trasporta l’azienda in un percorso innovativo su smart working, part time e, in generale sul tema della conciliazione lavoro-famiglia. Benetton è la prima azienda del territorio che regolamenta lo smart working, ponendo il diritto alla disconnessione al centro dell'accordo». Ma non solo. «Con questo integrativo, per la prima volta gli operai avranno l'indennità della malattia pagata al 100%, anche per i primi giorni di assenza – dicono i tre sindacalisti -. Infine, l’accento sulla formazione, con il premio annuo di welfare determinato dall’incremento delle ore complessive dedicate dai lavoratori alla propria formazione: una rivoluzione che pone al centro non i risultati finanziari, ma l’accrescimento del bagaglio culturale dei dipendenti».


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