il governatore di banca d'italia

Nel primo intervento 2020 di Visco l’Ue incompiuta e le crisi bancarie

L’intervento del Governatore al congresso dell’Assiom Forex, il primo del 2020, è, per consuetudine, il secondo per importanza, dopo le Considerazioni finali di maggio, tra i discorsi ufficiali del numero uno di via Nazionale

di Gerardo Graziola

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(ANSA)

L’intervento del Governatore al congresso dell’Assiom Forex, il primo del 2020, è, per consuetudine, il secondo per importanza, dopo le Considerazioni finali di maggio, tra i discorsi ufficiali del numero uno di via Nazionale


3' di lettura

L’Unione Europea incompiuta, l’economia italiana debole, la politica di bilancio e le riforme da fare, le banche e il credito, le crisi provocate dalla mala gestio delle banche di territorio. L’intervento del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco al congresso dell’Assiom Forex, il primo del 2020, è, per consuetudine, il secondo per importanza, dopo le Considerazioni finali di maggio, tra i discorsi ufficiali del numero uno di via Nazionale.

Il discorso agli operatori finanziari è una prassi relativamente recente nella ultracentenaria storia della Banca d’Italia rafforzata da Carlo Azeglio Ciampi che teneva molto a quell’intervento nei suoi anni alla guida dell’Istituzione, riservato all’epoca solo all’associazione dei cambisti, un terminale molto sensibile per la Banca centrale ai tempi della lira.
Il completamento della costruzione europea è un tema che sta diventando una costante negli interventi di Visco che non perde occasione, in particolare, per ricordare le incompletezze della governance economica europea. «E’ ora di superare lo stallo», ha dichiarato di recente Visco che nota la mancanza di un disegno organico che porti al completamento dell’Unione: serve una capacità di bilancio centralizzata e un’attività priva di rischio come i safe asset (da non confondere con i ‘vecchi’ eurobond invisi ai tedeschi) nonché il completamento dell’unione bancaria ancora priva della gamba della garanzia unica dei depositi.

Con una capacità di bilancio unica, è il ragionamento di Visco, a fronte di fluttuazioni cicliche anche pronunciate si riuscirebbe a stabilizzare i singoli paesi senza vanificare gli sforzi fatti per ridurre il rapporto tra debito e pil (ogni riferimento all’Italia non è casuale).

I problemi strutturali dell'Italia
Lo sguardo sull'Italia e Lo sguardo al Paese e ai suoi problemi strutturali sarà inevitabile nel discorso di domani a Brescia a poche settimane dall’uscita del Bollettino economico di via Nazionale che ha evidenziato una ripresa rachitica dell’economia con le stime esposte ai rischi al ribasso dello scenario internazionale ai quali si dovrà aggiungere l’imprevisto virus cinese.

Il primo problema per l’Italia resta l’alto debito, tema messo in luce nuovamente quando si è infiammata la polemica per la revisione del trattato sul Mes, il Meccanismo europeo di stabilità. Una polemica che si poteva evitare, ha detto in sostanza Visco, se solo si fosse considerato che un paese con un alto debito pubblico, soprattutto se il suo peso economico nell’area è elevato, deve innanzitutto porre in essere le condizioni per evitare di dover ricorrere al Mes. Gli aspetti tecnici dell’attivazione del Mes, pur importanti non dovrebbero essere il punto focale di attenzione che è invece, quello di «ridurre l’incidenza del debito sul pil mantenendo l’avanzo primario su livelli adeguati, innalzando la crescita economica, tenendo alta la fiducia e basso il costo medio del debito».

Le banche tra crisi e sfida redditività
Dal discorso di Visco si capirà poi se in Banca d’Italia sono soddisfatti per come le banche hanno fatto i compiti a casa assegnati, nuovamente, lo scorso anno: più efficienza e redditività, riduzione dei costi, attenzione a non sottovalutare la sfida tecnologica. Difficilmente poi il Governatore vorrà sottrarsi al tema delle crisi bancarie, alla mala gestio che continua a emergere dai comportamenti nelle banche di territorio, con i recenti clamorosi sviluppi giudiziari sulla Popolare di Bari. Una crisi annunciata quella del maggior istituto del Mezzogiorno alla quale la Banca ha risposto con oggettiva trasparenza e il Governatore con un’inconsueta intervista a un quotidiano.

La Banca d’Italia di recente ha espresso un parere non banale sull’importanza dell’intelligenza artificiale per un’accurata selezione del credito: molto meglio i computer dell’uomo per valutare l’affidabilità di una start up o di una piccolissima impresa con poca storia alle spalle per poterla valutare. Un computer certamente non è esposto ai rischi di condizionamento ambientale che possono portare a un circolo vizioso letale per una banca di territorio.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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