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Nella provincia di Treviso donne incinte favorite nelle assunzioni: precedenza a parità di punteggio

Rischio di incostituzionalità dietro l’angolo. Il proponente ha chiarito che la svolta dovrà prima essere fatta propria dal Legislatore

(Blend Images / AGF)

2' di lettura

Bandi pubblici per assunzione con un “titolo di preferenza” per le donne incinte, rispetto ai candidati con lo stesso punteggio. Un mondo del lavoro capovolto quello sul quale vuole puntare la Provincia di Treviso, per favorire - non ostacolare com’è ora - le donne che si presentano al colloquio con il pancione. Obiettivo? Contrastare il calo demografico, una delle emergenze del Paese, e fare un passo avanti concreto nella parità di genere.

Una “provocazione”

Perchè si possono avere asili nido e orari flessibili fin che si vuole: ma se la gravidanza esclude in partenza una candidata a quel posto la disparità rimarrà tale. La svolta è stata annunciata dal presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon, leghista, sindaco di Castelfranco Veneto. Il suo, al momento, è un messaggio politico, una “provocazione” nel bla-bla-bla attorno al tema dell’occupazione femminile.

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«Deve passare un messaggio diverso»

Marcon lo ha annunciato ieri, durante l’assemblea dei sindaci della Marca riunita per l’approvazione del bilancio. «D’ora in poi in ogni bando di assunzione - ha detto - inseriremo un titolo di preferenza: in caso di parità di punteggio, sarà data precedenza alla donna che dovesse essere incinta in quel momento». «Bisogna in qualche modo favorire la natalità con un sistema di welfare che deve dare tranquillità - ha aggiunto - e deve passare un messaggio diverso rispetto a quello a cui siamo stati abituati».

Alla proposta adesioni bipartisan

Certo, il rischio di incostituzionalità è dietro l’angolo. E infatti l’amministratore si è affrettato a precisare che la svolta dovrà prima essere fatta propria dal Legislatore. «Se la legge ce lo consentirà - ha spiegato - inseriremo un “titolo di preferenza” per le donne che svolgeranno il concorso in stato di gravidanza». Poi l’incentivo alla natalità ha bisogno di tante altre cose, a partire dall’aumento dell’assegno unico, dal sostegno agli asili nido. La proposta di Marcon ha raccolto al momento adesioni bipartisan. «Vedo in modo positivo qualsiasi cosa che favorisca le donne, soprattutto pensando che, se partecipano ai concorsi pubblici, forse sono anche disoccupate», ha commentato Cristina Andretta, sindaca leghista di Vedelago (Treviso). Ma anche una sindaca civica, Stefania Golisciani, prima cittadina di Casale sul Sile - qui Lega, FdI e Pd sono all’opposizione - ha dato un giudizio positivo: «Idealmente, se vivessimo in un mondo perfetto - ha osservato -, non sarei favorevole a misure che tutelano le donne, tantomeno in gravidanza, e lo dico da mamma di un bambino di 20 mesi. Ma in questo momento storico, denso di storture culturali a causa delle quali le donne, specie se in attesa, sono discriminate, occorre riconoscere la realtà dei fatti, perciò ben venga un cambiamento di rotta».

Il caso in Veneto del 2017

Nel 2017 in Veneto fece scalpore la notizia di una donna al nono mese di gravidanza, Martina Camuffo, assunta a Mestre da una agenzia di web designer. Martina fu sommersa dai messaggi di tante mamme e donne in attesa, che esultarono per quella svolta. Rimase naturalmente un caso isolato.

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